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Renzi re-inventa la “prostituzione” elettorale e trionfa in un orgia di consenso mai visto

Il toscano disintegra le opposizioni dando vita ad un mostro politico: la balena bianco-rossa da oggi è realtà.

renzi
Ebbene sì, il rampante politico toscano ce l’ha fatta. I dati emersi dalle elezioni Europee tenutesi nella giornata di ieri non ammettono repliche: Renzi ha centrato l’obiettivo, il suo PD ha definitivamente attraversato il guado sinistro assumendo le proprietà specifiche della vecchia Democrazia Cristiana. Il 40 e passa per cento raggiunto in questa tornata elettorale rappresenta un record a livello di numeri ma soprattutto evidenzia come il Presidente del Consiglio sia stato in grado di concretizzare un pazzesco aumento di consenso con una politica vecchio stile.
Nessuna promessa sulla base di un progetto studiato a puntino e però soggetto quasi certamente a cambiamenti non appena si passa all’azione visto che spesso la teoria e la pratica viaggiano su dimensioni non proprio complementari, ma fatti veri e inattaccabili dal punto di vista elettorale, meno da quello politico. Parlo ovviamente del cosiddetto Bonus Renzi, i famosi 80 euro che dal mese in corso hanno cominciato a “rimpolpare” la busta paga di milioni di italiani. Inutile, in questo senso, girarci ipocritamente intorno: il provvedimento dal punto di vista economico non cambia la conduzione di vita di chi ne sta beneficiando ma certamente ha inciso nella scelta fatta dagli italiani nel segreto della cabina elettorale. Chi afferma che questi 80 euro al mese sono comunque qualcosa lo fa con la consapevolezza di dire una balla colossale perché se è vero che l’aiutino effettivamente può servire nella risoluzione di piccolissimi problemi di gestione famigliare, oggi, è altrettanto chiaro come Renzi e il suo governo abbiano imboccato una strada che presto potrebbe rivelarsi piena di trappole anche per il resto degli italiani che non rientrano nella lista dei beneficiari. Le coperture, infatti, sono al momento virtuali tanto è vero che il decreto imposto dal premier ha necessitato della classica norma di salvaguardia che stabilisce come e dove si dovrebbe intervenire per ripianare il buco di bilancio nel caso in cui le risorse precedentemente individuate per far fronte al regalino elettorale si rivelino aria fritta totale.
In sostanza, considerati i conti italici, è assai probabile che fra qualche mese Renzi si riprenda con gli interessi gli 80 euro elargiti per beneficenza elettorale. Con questo non intendo assolutamente sostenere l’auspicio di un epilogo da incubo della vicenda bonus Renzi, ma porre l’attenzione sui rischi presi dal primo ministro toscano sulla pelle di tutti gli italiani. La mancetta elettorale, con queste basi instabili sotto il profilo della copertura finanziaria, rappresenta la luce in fondo al tunnel o quella che si intravede è brutalmente la luce di un treno che ci arriva a tutta velocità in faccia?
Solo per la possibilità che il finale della storia sia questo un buon governante avrebbe accantonato l’idea del contentino puntando su misure più concrete e in grado di produrre risultati positivi per tutti nel lungo periodo, invece la scelta renziana ha avuto la vista corta con obiettivo 25 maggio. Qualcuno ha parlato di voto di scambio, altri hanno ironizzato sulla compravendita di voti, la realtà  – senza girarci intorno – è invece che Renzi ha sostanzialmente re-inventato una sorta di “prostituzione” elettorale per l’immoralità con la quale ha approfittato della grave condizione degli italiani arrivando ad ottenere un perfetto orgasmo politico che non si materializzava dai tempi – come detto – della balena bianca che, guarda caso, per aumentare o gestire il proprio bacino di voti utilizzava metodi simili privi di buon senso amministrativo che alla lunga hanno condotto il Paese in una situazione di precarietà economica. In definitiva, va dato atto a Renzi di essersi confermato politico di razza e cinico come tradizione di vecchia data vuole – e non è un complimento – ma è proprio in questo modo che l’ex rottamatore di comunisti è riuscito a trasformarsi d’un colpo in un vecchio arnese della politica con l’aggravante di aver ufficialmente celebrato l’unione storica fra Pc e Dc che per molti anni è stata solo di fatto. Ci aveva provato seriamente Veltroni nel 2008 fallendo sotto i colpi dell’invenzione predellina di Berlusconi, oggi però il morso letale di quella che possiamo ribattezzare la balena biancorossa è andato a segno in un’orgia di consenso costrittivo senza precedenti capace di annientare con un solo proiettile tutte le opposizioni.

 

NINO LORUSSO

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