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30° Gruppo Navale. L’ assistenza umanitaria raccontata da un medico, CV Fabrizio Bambagioni /VIDEO

Intervento in corso

Navi dual use, equipaggi pronti a tutto, medici preparati ad affrontare ogni emergenza sia in tempo di guerra che di pace, al servizio della popolazione in caso di calamità naturali o per quanto riguarda l’ assistenza umanitaria come accade in questa campagna navale. A raccontarci il grande lavoro svolto dai team del “Sistema Paese in movimento” è il dottor Fabrizio Bambagioni, Capitano di Vascello, Capo Componente Sanitaria, oltre che Medical Advisor, del 30° Gruppo Navale. Il dottor Bambagioni è un Ufficiale di lunga esperienza, è stato imbarcato sulla Portaerei Cavour nel Febbraio 2009 e ha partecipato nel 2010 alla missione White Crane di soccorso alla popolazione civile di Haiti colpita dal terremoto.

Sono trascorsi ormai 4 mesi dal momento in cui iniziò questa campagna e per il dottor Bambagioni sono passati giorni e giorni a coordinare, gestire, visitare, operare ma con l’entusiasmo di chi svolge il proprio lavoro con passione e orgoglio ci parla di “creatività e spirito di iniziativa” tipica della nostra marina, in grado di affrontare le varie esigenze/emergenze con grande flessibilità.

Indubbiamente la portaerei Cavour è dotata di tecnologie avanzatissime, è considerata la miglior struttura sanitaria galleggiante non solo d’Europa, tanto da far invidia persino alla gloriosa US NAVY. 400mq composti da una triage, due sale operatorie complete che possono operare in contemporanea per gli interventi più complessi, strumenti diagnostici, la radiologia addirittura una tac di ultima generazione, zona ricovero convenzionale, ricovero malattie infettive e diffusive, 12 letti per terapia intensiva, sala ustioni, laboratorio di analisi, la banca del sangue, l’odontoiatria, la farmacia ed è possibile operare persino in telemedicina. Anche nave rifornitrice Etna e la Fregata Bergamini sono dotate di strutture infermieristico/sanitarie all’avanguardia.

Tutto ciò sarebbe inutile senza il cuore, la mente e le braccia dell’equipe, composta dai medici, dal personale paramedico, dagli infermieri della marina, dai medici e paramedici volontari della croce Rossa Italiana, dalla Fondazione Francesca Rava e da Operation Smile Italia Onlus. 10 medici militari, tra cui un chirurgo, un dermatologo, un radiologo, un anestesista, un intensivista, un dentista, un pediatra, un ortopedico, una psicologa, 2 medici specialisti e 19 infermieri della Croce Rossa che hanno una lunga tradizione di missioni “in mare” fin dal loro primo impiego su navi ospedale in soccorso ai feriti del Conflitto Italo Turco nel 1912. La Marina a cui non manca la creatività e lo spirito pratico, il mare insegna molte cose, ha introdotto tra i medici una specialità che sembrerebbe apparentemente fuori luogo, il veterinario, ma oltre ad avere un ruolo “educativo”, talvolta salvavita soprattutto nei paesi africani, presso le comunità visitate a terra, è importante per la cura degli animali di questi poveri nuclei che rappresentano l’unico sostentamento. Una capra in più o in meno significa vita o morte per questa gente.

Al di là delle sterili e ipocrite polemiche diffuse da chi molto probabilmente non concepisce il concetto di “amicizia” tra Paesi e non sa guardare oltre al dito d’acqua del suo bicchiere, ciò che conta sono i numeri. Un mare di numeri che non fanno altro che aumentare la stima verso l’Italia e gli Italiani. Un tricolore portatore di gioia e di benessere vale più di qualsiasi azione diplomatica e mi pare che il nostro Paese abbia delle urgenze vitali che potrebbero essere soddisfatte mediante azioni di cooperazione. A più di un mese dalla fine di questa Campagna navale, possiamo dire che a bordo delle nostre navi sono stati compiuti da Operation Smile 138 screening, 101 interventi chirurgici e 39 trattamenti ortodontici; la Fondazione Francesca Rava ha visitato 2340 persone, di cui 2117 bambini e 223 adulti, e sono stati regalati 568 paia di occhiali. L’azione umanitaria non è finita qui, nella prossima puntata vi parleremo delle magie compiute dalla squadra lavori, uomini e donne della Marina che si sono messi a disposizione come volontari per aiutare le piccole comunità dei Paesi più poveri, per ripristinare locali e infrastrutture, sistemare impianti, dipingere ma non vogliamo anticiparvi le emozioni che i nostri marinai sono capaci di regalarci.

DR

 

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