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Pirateria marittima, difesa armata navi commerciali e vicenda marò. Afragola (NA): convegno al Liceo Scientifico ‘Brunelleschi’

il_palcoIl Liceo Scientifico Statale ‘F. Brunelleschi’ di Afragola (NA) nell’ambito di un’ottica che va ben lontana dai consueti canoni ha voluto, attraverso il suo Dirigente Scolastico, prof. Aniello Milo inserirsi in un contesto ampio e internazionale. Questa volontà ha fatto in modo che il 15 marzo scorso si svolgesse presso tale Liceo afragolese un convegno. Un fatto consueto se si pensa ai tanti convegni e tavole rotonde che ogni anno vengono ospitati dalle scuole di ogni ordine e grado italiane. La novità, in questo caso, risiede nel fatto che si è trattato di un convegno particolarmente delicato sia per l’argomento trattato sia per la necessità di dover invitarvi, come portatori di testimonianza del loro operato, particolari soggetti che forse a taluni individui hanno fatto storcere un po’ il naso e non solo quello. Quello che si è svolto nella mattina del 15 marzo ad Afragola è indubbiamente un evento nuovo e importante nell’ambito della scuola. Si è cercato infatti, di spiegare il fenomeno della Pirateria Marittima, la prima volta in una scuola italiana, e approfondire al meglio i temi relativi ad esso. Per far questo si è ricorso  a numerosi e qualificati studiosi, esperti del fenomeno e operatori del settori della difesa e della sicurezza delle navi mercantili italiane. Questi attraverso i loro bellissimi e incisivi intervenuti hanno ampiamente trattato l’argomento pirateria somala che condiziona fortemente attività economiche nazionali e internazionali anche di importanza strategica.  Lo Sforzo fatto dal D.S. del ‘Brunelleschi’ di voler trattare tutti gli aspetti del fenomeno lo ha portato ad avvalersi anche del supporto di validi e qualificati giornalisti internazionali e nazionali esperti del fenomeno e qualificati interlocutori e moderatori  del dibattito. Grazie a tutti questi  si è riusciti a costruire un ottimo confronto tra le varie parti protagoniste in un modo o in altro del fenomeno. Come era intenzione la mattinata del 15 marzo scorso si  trasformata in un’occasione di confronto e di approfondimento. Si è parlato di Pirateria Marittima somala in particolare della visione globale della situazione ad essa legata. Si è parlato del quadro giuridico e giudiziario, degli studi comparativi delle migliori pratiche regionali e internazionali nel contrasto al fenomeno e della difesa armata e della scorta navale delle navi commerciali italiane.  Alla fine quello che si è svolto è stato semplicemente un evento che ha spiegato il fenomeno e ha approfondito al meglio, grazie ai validi e qualificati interlocutori intervenuti, le diverse tematiche ad esso legate o per una ragione o per un’altra. In pratica sono stati onorati tutti gli obiettivi che il Convegno si era prefissato. Senza ombra di dubbio oltre ad essere stata un’occasione di discussione e di approfondimento ha di certo suscitato sicuro interesse nella folta platea che vi assisteva. Un pubblico per lo più composto dagli stessi studenti del Liceo ‘Brunelleschi’, ma anche da semplici cittadini e qualche rappresentante della società civile locale e non. E’ ovvio che ogni iniziativa va sempre premiata e lodata, ma anche criticata nella giusta dose e validità. Forse qualcuno ha disatteso tutto questo. Però, resta il fatto che ad Afragola grazie al Prof Milo si sono  seduti intorno allo stesso tavolo a discutere e a testimoniare su un argomento cosi importante quale è la pirateria somala e la difesa armata delle navi commerciali vari interpreti e esperti del settore di valore nazionale e internazionale. Inoltre, si è innescato anche un dibattito di valenza internazionale su una vicenda quella dei due sottufficiali di Marina, Massimiliano LaTorre e Salvatore Girone che dal febbraio del 2012 sono trattenuti contro la loro volontà in India. I due fanti di marina sono ritenuti responsabili della morte di due pescatori indiani uccisi in mare perché scambiati per pirati somali. A dare una chiara e reale lettura della vicenda l’Ambasciatore Giulioil_palco2 Terzi che al momento dello scoppiare della crisi tra India e Italia a seguito dell’incidente era Ministro degli Esteri. Il suo è stato un intervento forte, sentito e vero. Il D.S. prof  Milo ha aperto i lavori del convegno. A fatica è riuscito ad ottenere il silenzio e l’attenzione di tutti i presenti in sala. Nel corso del convegno sono intervenuti uno dopo l’altro i vari interlocutori invitati. Si è trattato di una partecipazione importante, fra loro alcuni che hanno vissuto la pirateria marittima  di persona e quindi ben conoscono il fenomeno e i suoi drammatici risvolti. Come il giornalista Ferdinando Pelliccia che ha illustrato i vari aspetti del fenomeno andando anche a trattare argomenti difficili e tragici come il sequestro, detenzione e liberazione di marittimi membri degli equipaggi delle navi sequestrate dai pirati somali. Alessio Mascherana ha portato la sua testimonianza di un assalto pirata ad un cargo italiano ‘Montecristo’ avvenuto nel 2011. Una nave di cui Mascherana era parte del team di sicurezza privato presente a bordo. Alessio e i suoi compagni hanno messo in salvo l’equipaggio della nave sottraendoli ai pirati somali, evitandogli una prigionia che di certo li avrebbe segnati per tutta la vita. Allora la legge italiana non consentiva ancora l’imbarco armato di questi uomini con il D.M. 266/2012 è stato poi, regolamentato il ricorso alle guardie di sicurezza private armate a bordo delle navi mercantili italiane contro gli atti di pirateria. Un passaggio che ha completato il sistema delineato dalla legge 130/2011. Una normativa che ha introdotto il ricorso ai Nuclei Militari di Protezione, NMP, per la protezione delle navi commerciali italiane. Nuclei composti da sei militari di marina, gli specialisti del Reggimento San Marco. Per i fatti relativi alla vicenda dei due marò la 130/2011 si è dimostrata incompleta e non soddisfacente pienamente l’esigenza degli Armatori italiani. Oltre a Mascherana ha portato la sua testimonianza anche Carlo Biffani che ha voluto fare una sorta di ragionamento per capire, per imparare che insegnamento si ricava dalla vicenda marò. Biffani ha spiegato che  Girone e LaTorre hanno dato  insegnamenti a tutti. Hanno insegnato che ci sono  dei valori che non si possono barattare con niente e sono dignità personale e senso dell’onore. Biffani ha voluto anche evidenziare  quanto sia stato significativo e importante il fatto che Giulio Terzi da Ministro degli Esteri si  sia dimesso in contrasto con la decisione presa dal governo Monti di rimandare  i due marò in India. Ha raccontato della sua esperienza nel campo della sicurezza e di come sia nata la sua attenzione verso il fenomeno della pirateria marittima. Un fenomeno provocato da terroristi spietati e proprio Biffani in tempi non sospetti, intorno al 2007,  ha lanciato l’allarme ma in quel momento non fu  ascoltato. Anzi, il fenomeno è stato sottovalutato fino a quando i pirati non hanno cominciato a sequestrare le navi commerciali italiane. Importante la testimonianza portata da Renato Faller un veterano del Reggimento San Marco. Sulla sua giacca spiccava la mostrina del San Marco. L’ex militare ha spiegato che quello che è accaduto al largo dell’India è definibile  imbarazzante e ha spiegato quali sono le procedure che vengono attivate per mettere in sicurezza la nave e il suo equipaggio quando si attraversa un mare ostile. Il marò ha spiegato che durante la difesa delle navi mercantili in mare esiste un protocollo attivo di difesa come anche per i militari preposti alla difesa delle navi sono soggetti a determinate regole d’ingaggio. Per cui è difficile che vengano commessi degli abusi. Fin dall’inizio è apparso subito difficile gestire la folta platea di studenti che partecipavano al convegno. Un continuo vocio e rumore ha fatto da sfondo per tutta la sua durata al convegno. Questo di certo non ha però, nociuto alla giornata dedicata alla riflessione, testimonianza e discussione sul fenomeno della Pirateria Marittima. L’entusiasmo straordinario  della platea e la sua partecipazione si sentiva tutta. Lo stesso Ambasciatore Giulio Terzi ci ha tenuto ad evidenziarlo nel corso del suo intervento avvenuto in più fasi del dibattito. Salutando con orgoglio tutti i presenti, Terzi si è rivolto loro dicendo di essere bravissimi ad essere partecipi  dell’ impegno per riportare a testa alta due uomini valorosi, i marò,  che difendevano gli interessi, la vita, la sovranità del nostro Paese in acque infestate dai pirati somali ’. Curiosamente al tavolo i vari relatori si sono seduti in maniera tale da rappresentare figurativamente anche la loro idea in merito al fenomeno e alla vicenda marò. Alla destra del moderatore, il giornalista Claudio Filippini erano seduti esperti e testimoni del fenomeno alla sinistra esperti di diritto e studiosi del fenomeno. Per focalizzare il quadro della vicenda dal lato giuridico è intervenuto il dott Lucio Molinari Procuratore capo della Procura Militare Tribunale di Napoli che ha esordito chiarendo lo status dei due marò che non sono detenuti ma ostaggi in India. Molinari ha spiegato che chiarire quello che è veramente accaduto al largo dell’India non è il vero problema. In merito a quanto è accaduto non ci sono dubbi, ha spiegato il Procuratore, il problema è chiarire iil_palco3nvece, la posizione dell’India. Se sia legittima o meno il suo rivendicare la giurisdizione esclusiva sull’accaduto. Questo è messo in discussione soprattutto perché i militari italiani erano li in quanto inviati dallo Stato italiano e per quello che si dice rapporto di immedesimazione organica essi  in quel momento rappresentavano lo Stato italiano e godevano quindi di immunità funzionale. Il problema è che il diritto internazionale è un diritto molto affidato alle convenzioni, ai patti e soprattutto alla forza. In concreto ha spiegato Molinari, il diritto è dalla parte dell’Italia ma lo stato dei fatti è che l’India ha in ostaggio i due militari italiani. La constatazione da fare sull’accaduto è che forse per i nostri militari imbarcati sulle nostre navi mercantili si potrebbe invece di applicare il codice militare in tempo di pace quello militare di guerra. In questo modo si sarebbe riusciti ad ottenere maggiore appoggio dalla comunità internazionale. Concludendo il procuratore ha voluto soffermarsi sulle regole d’ingaggio che regolano l’operato dei militari italiani sulle navi commerciali di bandiera. Il Dott Molinari ha spiegato che seppure la difesa sia affidata ai militari ogni decisione di manovra della nave è prerogativa del comandante della stessa. Sarebbe utile stabilire che invece,  anche la manovra della nave sia sottoposta, in caso di attacco pirata, al comando militare. In questo caso, ha spiegato il procuratore, di certo si sarebbe evitato quello che è accaduto in India perché di certo il comando militare non avrebbe dato il permesso al comandante della Enrica Lexie di tornare indietro. Subito dopo è intervenuto l’avvocato Giorgio Carta esperto di diritto militare e l’On Maurizio Turco parlamentare autore di numerose interrogazioni parlamentari a riguardo del fenomeno. I loro interventi hanno aperto una serie di ragionamenti per aiutare a capire. Luca Marco Comellini segretario del Partito dei Militari, PDM, ha invece, spiegato i costi sostenuti dall’Italia per la difesa armata militare delle navi commerciali italiane e i suoi meccanismi. Nel corso del convegno è stata effettuata eccezionalmente, grazie a Gaetano Baldi e Daniela Russo, rispettivamente direttore responsabile del network Liberoreporter e direttore editoriale del gruppo, anche un collegamento telefonico via satellite con la nave Cavour della Marina Militare italiana appartenente al 30 ° gruppo navale. L’unità navale da guerra è impegnata in una una multi-missione partita il 13 di Novembre, insieme alla Fregata Bergamini, la nave rifornitrice Etna e il pattugliatore Borsini. Il collegamento è avvenuto mentre la nave era in Senegal alla fonda nel porto di Dakar. Al telefono il comandante Aletta capo servizio delle operazioni della nave Cavour che ha spiegato i compiti del gruppo navale a riguardo del contrasto alla Pirateria Marittima nel corso del suo tour e alcuni aspetti del fenomeno anche a riguardo di quello in corso oltre che al largo della Somalia nel Golfo di Guinea.

Di seguito è possibile ascoltare la registrazione audio del convegno effettuata da Radio Radicale

http://www.radioradicale.it/scheda/405258/pirateria-marittima-somala-difesa-armata-navi-commerciali-e-vicenda-maro

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