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Poste: M5s, non è privatizzazione ma dismissione

poste_itaRoma, 24 gen – “L’unico obiettivo di questa operazione è quello di fare cassa nell’immediato per tappare i buchi del debito pubblico. Al di là di ciò, non ci sono né progettualità né prospettive. Questa non è una privatizzazione: è dismissione”. Lo dichiara il Gruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera dopo l’avvio della privatizzazione di Poste e di Enav, deliberata dall’odierno Cdm. “Il Governo si affretta a racimolare liquidit à, ma così facendo rischia di creare danni la cui portata sarà visibile nel tempo. Dopo Alitalia e Telecom, l’Italia adesso comincia ad alzare bandiera bianca anche con Poste ed Enav. Se questa è l’idea di difesa delle nostre imprese strategiche che ha in mente questa maggioranza, vuol dire che ci troviamo di fronte a degli incoscienti. Il ministro Saccomanni ha dichiarato che quella avviata oggi con Poste è solo la prima di una serie di operazioni di privatizzazione che verrà portata avanti nel corso dei prossimi due anni. Queste persone vanno sostituite il prima possibile, altrimenti gli italiani si ritroveranno tra le mani solo macerie. Tra l’altro, questa settimana, in commissione Trasporti, il viceministro allo Sviluppo Economico Antonio Catricalà ha affermato che Poste avrebbe utili per circa un miliardo di euro e che però la privatizzazione andava comunque realizzata al fine di consentire all’azienda di avere maggiore liquidità da investire nel servizio. Sono motivazioni talmente deboli che francamente si commentano da sole. La realtà è che questa operazione è solo a breve termine, manca di respiro, e quando le conseguenze negative cominceranno a diventare evidenti sarà opportuno ricordarsi della data di oggi”.

(AGENPARL)

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