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Arriva il gelo: ma un italiano su 5 non può scaldarsi




coldiretti-logoRoma, 24, nov – Arriva il freddo ed il gelo ma più di un italiano su cinque (21,1 per cento) dichiara di non poter riscaldare adeguatamente la propria abitazione e nelle case tornano le stufe a legna e si riaccendono i camini. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Istat, dalla quale emerge che è quasi raddoppiato il numero di italiani che si trova in condizioni di disagio tali da dover soffrire il freddo, rispetto all’inizio della crisi nel 2007 quando erano il 10,7 per cento. Una tendenza confermata – sottolinea la Coldiretti – dal ritorno di forme di riscaldamento che sembravano dimenticate con oltre sei milioni di stufe e camini pronti ad accendersi  sul territorio nazionale.

Con la crisi e l’insostenibile prezzo dei combustibili in Italia sono tornate le stufe e si  riaccendono i camini, con un aumento record del 15 per cento delle importazioni di legna da ardere nel 2013 rispetto allo scorso anno, secondo una analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi ai primi sette mesi. Con una forte escalation negli ultimi anni, l’Italia – stima la Coldiretti – è diventato il primo importatore mondiale e in tutto il 2013 saranno importati circa 3,5 miliardi di chili di legna da ardere per garantire il caldo nelle case degli italiani. Una tendenza dovuta – sostiene la Coldiretti – in parte alla riapertura dei camini nelle vecchie case ed alla costruzione di nuovi ma anche ad una forte domanda di tecnologie piu’ innovative nel comparto delle stufe a legna, delle caldaie e pellets. Ad aumentare – continua la Coldiretti – sono anche i furti di legna tanto che il Corpo forestale parla di nuova realtà criminale con piu’ di 800 illeciti penali, 20 arresti, e 4.000 illeciti amministrativi rilevati nel 2012 per un importo di oltre 3 milioni di euro ma con sensibili incrementi quest’anno.

Sul territorio nazionale sono presenti  10 milioni e 400 mila ettari di superficie forestale, in aumento del 20 per cento negli ultimi 20 anni, di cui viene utilizzato meno del 15% della ricrescita annuale a fronte di un 65% ad esempio della Germania. Con una più corretta gestione delle foreste può essere prelevata, quasi senza alterarne la sostenibilità, una quantità di 23,7 milioni di tonnellate/anno di combustibile che riduce i consumi attuali di petrolio di ulteriori 5,4 milioni di tonnellate. Appare quindi evidente – conclude la Coldiretti – l’importanza di rilanciare la gestione dei boschi che, oltre alle valenze economiche, territoriali, sociali e paesaggistiche avrebbe anche un impatto ambientale.

 

(AGENPARL)

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