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Egitto: il massacro di Rabaa




La mattanza di Rabaa e il balletto delle cifre dei morti. Sangue e morti in Egitto.

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Il Cairo, 15 ago. Un massacro in piena regola. Piazza Rabaa, dove ieri si è consumata la mattanza, ora è muta, presidiata dall’esercito che con la forza ne ha macchiato per sempre il terreno con il sangue dei manifestanti favorevoli all’ex presidente Morsi. Quanti siano effettivamente i morti di questa implacabile repressione, non è possibile saperlo: anche in casi così drammatici, si gioca sui numeri. Il governo che ha ordinato la repressione minimizza, per quanto sia possibile minimizzare, e dichiara attraverso il suo ministero della Salute che hanno perso la vita 560 persone. I Fratelli Musulmani parlano invece di oltre 4.500 morti. Per avere una vera stima del massacro di Rabaa, bisognerà certamente attendere e forse non sarà mai rivelato veramente il numero effettivo dei morti. Rimangono comunque nella piazza martoriata i segni della battaglia: case distrutte, palazzi sventrati, macerie un po’ ovunque. Rimane l’odore della morte.
Intanto, mentre scriviamo, nuove barricate si stanno erigendo al Cairo. Nonostante lo stato d’emergenza nel paese, oggi potrebbe esserci un secondo atto: i Fratelli Musulmani hanno indetto una nuova manifestazione. Un ferragosto rosso sangue in Egitto.
Intanto la comunità internazionale, scioccata da tanta violenza, prova a reagire, come sempre in ordine sparso.

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