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Il libro bianco… Verso il secondo mandato a Gianni Alemanno

Mentre risorge il parco archeologico di Santa Agnese Fuori le Mura, il Sindaco di Roma ricorda ancora una volta la tragedia dei due desaparecidos italiani, Graziella De Palo e Italo Toni.

 

ALEMANNOSono amico di Gianni Alemanno, che pure non votai cinque anni fa. Devo al tanto bistrattato primo cittadino di Roma Capitale la restituzione alla memoria ed alla storia patria di mia sorella Graziella De Palo, la giornalista italiana desaparecida a Beirut con il collega Italo Toni il 2 Settembre 1980. Dal 2009, dopo avermi ricevuto con mia madre – dopo le inutili anticamere fatteci patire da tanti politici, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai predecessori del Sindaco di Roma Francesco Rutelli, che dopo Alemanno si affrettò ad attivarsi come Presidente del Comitato per la Sicurezza della Repubblica, ottenendo dal premier Silvio Berlusconi la desecretazione e la consegna a noi familiari di centinaia di documenti dei servizi, e Walter Veltroni – il Comune di Roma ricorda ogni anno questa tragica ricorrenza, alla quale ha dedicato un convegno internazionale, la Santa Messa in Santa Maria in  Ara Coeli in suffragio delle loro anime, due viali confluenti nel parco archeologico in via di riqualificazione di Villa Gordiani, il concerto inaugurale della Stagione sinfonica di Santa Cecilia all’Auditorium e il patrocinio di Omicidio di Stato, il primo saggio interamente dedicato alla vicenda, scritto da mio cugino Nicola De Palo e pubblicato un anno fa dalla Armando Curcio Editore.

Signor Sindaco, a cosa dobbiamo tanta concreta partecipazione a questa «tragedia greca» che fu coperta da Craxi, come una vergogna italiana, con i sigilli del Segreto di Stato?

«Come più volte ho avuto modo di dire pubblicamente, la scomparsa di Graziella e Italo è una di quelle tragedie che ancora pesano sulla coscienza civile del nostro Paese. Si tratta di un caso che credo non abbia paragoni nella storia del giornalismo internazionale. Un incubo lungo 33 anni che ancora grava sulla vita delle famiglie De Palo e Toni e che spero finisca al più presto. Come Sindaco di Roma, ho più volte fatto appello al Governo e alla Croce Rossa Internazionale affinché si possa finalmente ottenere aiuto e supporto dalle autorità libanesi per riportare in patria i resti di questi due nostri connazionali. Dobbiamo fare in modo di ridare verità e giustizia a questi familiari che per troppi anni hanno dovuto sopravvivere al dolore e alla solitudine. Da quando sono Sindaco, più precisamente dal 2009, l’Amministrazione capitolina ha cercato in vario modo, con convegni, eventi pubblici, appelli, cerimonie civiche e religiose e soprattutto con l’intitolazione di un viale all’interno di Villa Gordiani, di mantenere vivo il ricordo di Graziella e di Italo. Da questo punto di vista, c’è sempre stato questo impegno, questa sensibilità nei confronti delle famiglie dei due giornalisti per cercare di far sentire loro la vicinanza delle istituzioni che per tanti, troppi anni hanno latitato. Un Paese maturo e civile non può abbandonare al loro destino due suoi connazionali, cancellare le loro storie ed esistenze, solo perché è in ballo la ragion di Stato. Trascorsi 33 anni (il 2 settembre è la data della loro scomparsa, avvenuta a Beirut nel 1980) credo sia arrivato il momento di sciogliere il nodo che ancora lega la tragica vicenda di Graziella e Italo al Segreto di Stato e di fare in modo di riportare i loro resti in Italia per una doverosa, seppur tardiva, sepoltura in Patria e per dare alle famiglie un luogo dove piangere i propri cari. Si tratta di un atto dovuto, di un impegno che dovrà essere mantenuto dal nostro Paese nei confronti di queste due sfortunate famiglie, simbolo di dignità e serietà».

Nel momento in cui scrivo questo articolo, un vero e proprio miracolo sta avvenendo nel complesso monumentale di Sant’Agnese Fuori le Mura, che ospita in un parco archeologico che sorge sopra le catacombe e ora anche sopra la stazione della nuova biforcazione della linea B della metropolitana, i resti della Basilica Costantiniana del IV secolo dopo Cristo, del preziosissimo Mausoleo di Costanza, una cappella dell’immensa basilica rimasta miracolosamente integra nel corso dei secoli, e appunto la successive basilica di Santa Agnese.

A distanza di quasi un anno dall’inaugurazione della nuova e ancora breve tratta, l’intero quartiere sta sorprendentemente, sotto la guida di un’ineccepibile  quanto operoso cantiere, riassumendo gli splendidi tratti originari, grazie all’interramento orizzontale del “monolite” che deturpava verticalmente la sottostante piazza Annibaliano, sede dell’avveniristica stazione ipogea. Critiche nelle quali non  avevo certo indugiato dalle altre colonne web di Diritto di critica, dalle quali presentai l’inaugurazione della nuova linea da parte dello stesso Sindaco.

Le “cronache di Roma” non ne parlano, ma tra piazza Istria e piazza Santa Emerenziana si sta realizzando un miracolo paesaggistico, archeologico e urbanistico… con la realizzazione di una delle più belle e armoniche stazioni metropolitane del mondo, Ancora una volta, anche se c’è voluto tempo, alla fine ha avuto ragione Lei!

«Con l’imminente conclusione dei lavori nella stazione della Metro B1 Annibaliano, possiamo dire di aver finalmente consegnato alla città un’area riqualificata e un parco auto indispensabile per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. A breve i cittadini disporranno di un nuovo parcheggio da 273 posti, di cui 6 per disabili, che si aggiungerà a quelli già ultimati di Conca d’Oro e Jonio. Aver fatto ciò nel pieno rispetto dell’esigenza di conservare uno straordinario parco archeologico, è la prova concreta del nostro sforzo quotidiano a vantaggio del decoro urbano e della vivibilità di una zona di Roma per troppo tempo dimenticata dalla pianificazione urbana. Negli ultimi 5 anni, la visione del “buon abitare” nello spazio urbano ci ha guidati come la luce di un faro verso progetti che sapessero coniugare la crescente domanda di infrastrutture alla piena sostenibilità ambientale. Un modo per soddisfare al contempo le esigenze di sviluppo urbanistico, di accoglienza e coesione sociale che la città merita e su cui, se i cittadini vorranno, intendiamo ancora insistere con determinazione nei prossimi anni».

Mentre Alemanno si lancia verso il secondo mandato, arriva intanto in libreria, dopo tanti libri neri,  il libro bianco di  “conversazioni sulla Capitale e sull’Italia” con Corrado Ruggeri, intitolato proprio Cittadino di Roma (Mondadori, pp.181, euro 11). Ruggeri ricorda come, il 28 aprile 2008, improvvisamente e inaspettatamente, “una Roma stanca dello snobismo radical-chic, delle serate rosso-salotto, dei circoli di presunti intellettuali che capiscono sempre tutto, dei problemi della città nascosti come polvere sotto il tappeto, aveva voltato le spalle a Rutelli e alla stagione del veltronismo e aveva scelto Alemanno, immaginando, e invocando, un cambiamento deciso”.

Giancarlo De Palo

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