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Le guardie del WWF Italia danno i numeri

Guardie WWF ItaliaLe Guardie volontarie del WWF Italia “danno i numeri”. E per di più assieme alla Guardia di Finanza. Hanno lavorato intensamente a stretto contatto per circa un mese, dal 20 aprile al 12 maggio, per il “Campo di Vigilanza Ambientale e di contrasto al bracconaggio” 2013 in Campania, nell’area di Avellino, Napoli e Salerno, collaborando fianco a fianco con le forze dell’ordine –  in primis Guardia di Finanza e Carabinieri  –  attivisti, volontari e giornalisti, ed oggi, nell’ambito di una conferenza stampa insieme con la Guardia di Finanza di Avellino, hanno raccontato, con cifre alla mano, i risultati dell’attività congiunta.

Eccoli di seguito: 111 denunce in tutto, di cui 34 nei confronti di persone, 77 nei confronti di ignoti; 318 sequestri di fauna selvatica di cui 295 relativi a fauna particolarmente protetta e 23 a fauna protetta e non protetta; 261 sequestri di mezzi da caccia per un bottino letale fatto di 3.429 cartucce, 4 armi da sparo, 94 tra reti e tagliole,  89 gabbie trappole, 46 richiami 28 lacci per cinghiali; 35 i blitz per la difesa del territorio di cui 25 contro i rifiuti e 10 a cave, attività artigianali ed altri illeciti; 9 azioni contro maltrattamenti di animali.

Una grande operazione contro i ‘ladri di Natura’, in difesa del territorio, della legalità e del Bene Comune, messa in campo grazie all’azione delle Guardie volontarie del WWF Italia – guidate da Mario Minoliti, Coordinatore della Guardie WWF in Campania – degli  uomini delle forze dell’ordine e dei partecipanti del Campo di Vigilanza Ambientale e antibracconaggio.

È questo solo un esempio dell’attività che le Guardie WWF svolgono in tutta Italia dove sono presenti con 50 nuclei in 15 regioni, dal Piemonte alla Sicilia e prestano da 25 anni il proprio impegno volontario per complessivamente 55mila ore di servizio l’anno (145 in media al giorno  complessive) contribuendo concretamente alle battaglie quotidiane contro i reati ambientali (in Italia 1 reato ambientale ogni 43 minuti).
“Anche quest’anno i volontari del WWF impegnati nella vigilanza hanno dimostrato come competenza ed impegno possono dare ottimi risultati nella prevenzione e nella repressione dei reati ambientali. La loro attività, che va avanti in tutta Italia, tutto l’anno, è la prova di come il controllo del territorio e la cultura della legalità siano strumenti efficaci per salvaguardare e tutelare il nostro ambiente. I numeri di questa edizione parlano chiaro: l’impegno diretto del cittadino, che si erge a sentinella della propria terra e del Bene Comune, è un’ottima ‘arma’ da affiancare alle forze dell’ordine”, dichiara Dante Caserta, Presidente WWF Italia ff.

 

CRONACA DI COME SI TUTELA LA NATURA: ALCUNI ANEDDOTI. Proprio in questa direzione vanno citate alcune delle tante attività svolte dalle Guardie Volontarie del WWF insieme con il Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, in particolare con il Nucleo Mobile della Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, coordinati dal Tenente Davide De Meo, proprio nell’ambito dell’edizione 2013 del Campo di Vigilanza Ambientale. Due vicende che, partendo con l’intento della tutela dell’ambiente, sono poi arrivate a scoprire anche altri tipi di reati.

15 aprile 2013: sequestro di una discarica abusiva nelle campagne adiacenti al Comune di Andretta, in provincia di Avellino, dove erano stati sversati grandi quantitativi di rifiuti pericolosi: 500 kg di amianto, 250 pannelli di eternit, una cisterna arrugginita di oltre 30 quintali, numerose traversine ferroviarie in legno, pezzi di manto stradale, vecchi pneumatici, telai di camion completi di motore, vecchi elettrodomestici e altri rifiuti ingombranti.

9 maggio 2013: l’azienda casearia che smaltiva i rifiuti nel fiume. Individuato lo scarico abusivo nel Fiume Calore (affluente del Volturno) durante le loro attività di controllo a Cassano Irpino (Avellino), le Guardie WWF e le Fiamme Gialle riescono a risalire al responsabile dello scarico abusivo: un’azienda casearia che smaltisce illegalmente i rifiuti (liquidi e semisolidi) direttamente nel corso d’acqua determinando, di fatto, la distruzione di una delle più belle aree naturalistiche oltre che dell’ittiofauna. L’ispezione all’interno dell’azienda ha inoltre portato al sequestro di grandi quantitativi di alimenti in cattivo stato di conservazione e alla scoperta di altri tipi di illeciti come la presenza di due lavoratori “in nero” e il mancato rispetto delle norme di sicurezza antincendio ed antiscoppio del generatore di vapore.

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