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Farmacie e parafarmacie e quella guerra all’ultimo virus

FARMACIDopo aver diminuito  il cibo nel carrello della spesa, gli italiani hanno ridotto anche il numero delle compresse e quegli armadietti del pronto soccorso domestico, una volta sempre pieni di ogni rimedio farmacologico, fanno ormai parte del  patrimonio storico del boom economico  che fu.

Anche in sanità si parla ormai  di clienti  e non di pazienti e da tempo non è proprio una “partita” amichevole tra scapoli e ammogliati quella che si sta giocando tra farmacie e parafarmacie, al tempo della crisi. Se  da una parte il Consiglio dei Ministri, in seguito alla sentenza n. 187 della Corte Costituzionale che ha sancito l’illegittimità dei nuovi ticket previsti per il 2014, nella seduta della scorsa settimana ha deciso di incrementare la spesa sanitaria di 2 miliardi di euro a partire dal prossimo anno, dall’altra, nella relazione finale della task force dei saggi nominata dal Presidente della Repubblica  si sottolinea la necessità di favorire la concorrenza anche nel mercato dei medicinali. Un’affermazione che non ha lasciato troppo soddisfatto Giuseppe Scioscia, il numero uno delle Parafarmacie. Secondo Scioscia “si è persa l’ ennesima occasione per osare di più contro potentati e lobby aprendo definitivamente il mercato del farmaco alla liberalizzazione della fascia C. Il documento proposto si è infatti limitato alla sola valutazione dei troppi ostacoli all’ introduzione dei farmaci generici. I numeri tuttavia dimostrano come sia bastata una minima apertura del mercato del farmaco per portare nel nostro settore dei benefici indubbi al Paese, sia in termini di occupazione che di risparmio per i cittadini impensabili solo pochi anni fa”.

Nel 2012 gli italiani hanno sborsato di tasca propria circa 4,4 miliardi di euro di ticket tra farmaci, visite, esami e accessi al Pronto Soccorso; in ambulatori e ospedali pubblici l’ aumento è stato del 13% rispetto all’anno precedente, passando da 1,3 a 1,5 miliardi pagati dai cittadini. La spesa farmaceutica convenzionata SSN invece ha riscontrato, per il 6° anno consecutivo, un calo del 9,1%. Il dato, ascrivibile alla diminuzione del valore medio delle ricette, è legato a due fattori: i ripetuti tagli dei prezzi e le trattenute imposte alle farmacie, il progressivo aumento del numero di medicinali equivalenti e la distribuzione diretta o per conto di prodotti acquistati dalle ASL.

Il contributo delle farmacie al contenimento della spesa – secondo Federfarma, è rilevante e nel 2012 è stato, complessivamente, di circa 800 milioni di euro. Oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci SSN – sottolineano dalla federazione nazionale che rappresenta le oltre 16.000 farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale – l’attività della nostra categoria, concorre a limitare la spesa con lo sconto per fasce di prezzo, che ha prodotto nel 2012 un risparmio di oltre 536 milioni di euro.

La lotta è dunque in corso e tra i due contendenti, è un terzo mercato,  quello del traffico illecito a fare capolino: anche ieri, all’aeroporto di Fiumicino, è stato effettuato un maxi-sequestro di quindicimila compresse di “Cialis” e mille flaconi di gocce “Spanish Fly” contraffatti, intercettati e sequestrati dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma. La perfetta imitazione dei medicinali avrebbe potuto trarre in inganno qualsiasi persona e mettere seriamente a rischio la salute dei consumatori, trattandosi di composizioni contenenti sostanze pericolose, spesso realizzate senza il minimo rispetto delle norme igieniche. I prodotti sequestrati, che sarebbero stati immessi clandestinamente in commercio, specie con la rete internet, avrebbero fruttato oltre 200 mila euro.

Lavinia Macchiarini

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