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Vaticano: neppure oggi fissata data conclave. La Curia romana è nuda

Ancora un doppio nulla di fatto per la data del Conclave. E intanto i Corvi minacciano nuove rivelazioni.

cappella-sistina-Heather-FRoma, 7 mar. A volte il silenzio – come quello che è calato da ieri sui lavori delle Congregazioni generali che stanno preparando il prossimo Conclave, con l’improvviso annullamento dell’appuntamento con i giornalisti da parte degli undici Cardinali statunitensi, i quali costituivano, non solo il gruppo straniero più affiatato, ma anche quello maggiormente determinato a lavare i panni sporchi della Curia romana prima che cominci il Conclave, in modo da offrire al mondo un segno forte che la Chiesa cattolica, come ha detto Sua Santità Benedetto XVI prima di dimettersi, è viva, giungendo subito alla fumata bianca – è più eloquente di qualunque parola.

Avevo segnalato ieri la significativa novità che martedì scorso si era stabilito di sopprimere la riunione collegiale pomeridiana, in modo da lasciare ai Cardinali il pomeriggio libero per le loro riunioni informali, che avrebbero potuto rivelarsi quelle determinanti per la scelta del 266° successore di Pietro. Oggi invece si sono svolte sia la Congregazione del mattino che quella del pomeriggio, entrambe conclusesi però con un nulla di fatto per quanto riguarda la decisione della data di inizio del Conclave. Questo mentre sono giunti a Roma anche, ieri, il polacco Kazimiers Nycz  e, oggi, il vietnamita Jean Baptiste Pahm Minh Man, gli ultimi due Cardinali elettori che mancavano ancora all’appello.

Il Decano del collegio cardinalizio, Angelo Sodano, e il Camerlengo, Tarcisio Bertone, avrebbero voluto che il Conclave cominciasse al più presto, cioè lunedì prossimo 11 marzo, rendendo il più sbrigativo e superficiale possibile il lavoro delle Congregazioni stesse, le quali godono anche, al contrario del Conclave, del disinteressato contributo di saggezza offerto dai Cardinali ultraottantenni, ai quali, come stabilì Paolo VI, è infatti precluso non solo il ministero petrino, ma lo stesso ingresso nel Conclave.

E’ evidente che qui si è aperto un braccio di ferro tra i Cardinali legati all’inespugnabile Curia romana, travolta dagli scandali, e buona parte dei Cardinali stranieri, alcuni dei quali, sentendosi scavalcati, non hanno nascosto la loro irritazione perfino per la decisione presa da Sua Santità Benedetto XVI il 25 febbraio scorso, tre giorni prima che le sue dimissioni divenissero effettive, di lasciare “a disposizione unicamente del nuovo Pontefice” gli atti della Commissione cardinalizia d’indagine sulla fuga di notizie riservate da lui stesso istituita e affidata a tre saggi – i Cardinali Juliàn Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi -, conclusasi con la scoperta di “limiti e imperfezioni propri della componente umana di ogni istituzione, atti del cui contenuto solo Sua Santità è a conoscenza”.

La Curia romana continua a comportarsi come se non sapesse di essere nuda di fronte alla stessa opinione pubblica, dopo che i documenti segreti sui suoi tenebrosi intrighi trafugati al Papa dal suo stesso maggiordomo Paolo Gabriele sono stati resi di pubblico dominio dal bestseller del giornalista Gianluigi Nuzzi  Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI, uscito il 26 maggio dell’anno scorso. Paolo Gabriele ha poi subito per questo reato l’arresto e il processo da parte della Gendarmeria e della Magistratura dello Stato della Città del Vaticano, processo conclusosi con la sua inevitabile condanna e la successiva grazia del Papa.

Come se non bastasse, oggi sul sito Repubblica.it,  Marco Ansaldo dà voce ad una “gola profonda” che dichiara:
Il maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, non è l’unico corvo del Vaticano. I corvi sono tanti. Più di venti persone, tutte legate alla Santa Sede. Siamo donne e uomini, laici e prelati. Se abbiamo fatto uscire i documenti dall’appartamento del Papa, con l’aiuto di Paolo Gabriele, è stato per compiere un’operazione di trasparenza nella Chiesa. Ora, dopo la rinuncia di Benedetto XVI al pontificato, e alla vigilia del Conclave, il caso Vatileaks continua a tenere banco. E per noi è venuto il momento di tornare a parlare“.
Quanto alle dimissioni di  Benedetto XVI dichiara:
È una sfida. Alla Chiesa cattolica e alla Curia, perché facciano bene. E per realizzare quello che a lui non è riuscito: una Chiesa libera, forte e trasparente. Libera da interessi privati, anche di alcuni cardinali. Libera dallo scacco della «malagestio» che negli anni passati ha caratterizzato alcune operazioni dello Ior. Per una Chiesa capace di tornare a parlare ai fedeli. Gli stessi fedeli che oggi non vanno più in Chiesa. Sarà una sconfitta se determinati equilibri si manterranno. Una vittoria se il gesto estremo del pontefice segnerà la fine di un declino. Dando l’opportunità al suo successore di ripartire da zero“.

bertoneCosì ora si capisce finalmente il senso del sibillino e discusso comunicato dettato all’ Osservatore Romano dal Segretario di Stato uscente, Cardinale Tarcisio Bertone:
La libertà del Collegio cardinalizio, al quale spetta di provvedere, a norma del diritto, all’elezione del Romano Pontefice, è sempre stata strenuamente difesa dalla Santa Sede, quale garanzia di una scelta che fosse basata su valutazioni rivolte unicamente al bene della Chiesa.
Nel corso dei secoli i cardinali hanno dovuto far fronte a molteplici forme di pressione, esercitate sui singoli elettori e sullo stesso Collegio, che avevano come fine quello di condizionarne le decisioni, piegandole a logiche di tipo politico o mondano.
Se in passato sono state le cosiddette potenze, cioè gli Stati, a cercare di far valere il proprio condizionamento nell’elezione del Papa, oggi si tenta di mettere in gioco il peso dell’opinione pubblica, spesso sulla base di valutazioni che non colgono l’aspetto tipicamente spirituale del momento che la Chiesa sta vivendo.
E’ deplorevole che, con l’approssimarsi del tempo in cui avrà inizio il conclave e i cardinali elettori saranno tenuti, in coscienza e davanti a Dio, ad esprimere in piena libertà la propria scelta, si moltiplichi la diffusione di notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni.
Mai come in questi momenti, i cattolici si concentrano su ciò che è essenziale: pregano per Papa  Benedetto, pregano affinché lo Spirito Santo illumini il Collegio dei cardinali, fiduciosi che le sorti della barca di Pietro sono nelle mani di Dio.”

Amen.

Giancarlo De Palo

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