LiberoReporter

F-35: si, grazie!

F35La ‘’nano-politica’’ italica, presa dalla febbre elettoralistica di questi giorni, anziché  valutare quali programmi prefigura di sviluppare per portare il Paese fuori dalla grave crisi, svia strumentalmente l’attenzione sugli aerei F-35,e sui loro costi in particolare. I tromboni di destra e di sinistra, danno fiato alle idee più stravaganti;alcuni meta-esperti militari si accodano al vento che tira; l’antimilitarismo tenta di fare breccia nella pubblica opinione, il populismo imperversa e gli approcci demagogici si sprecano, amplificati ad arte dai media che si accodano volentieri a quelli del ‘’no-F-35’’.  Viene messo al bando il senso comune, per tacere delle competenze; imperversano scimmiottamenti di cose sentite ai talk-show; prevale la spettacolarizzazione degli argomenti con sproloqui elettorali, comunque sempre pericolosi, e manca la seppur minima coerenza ,coraggio ed onestà intellettuale per sostenere l’obiettiva giustezza di certe scelte maturate negli anni: conta l’audience che significa voti, e… poltrona! Soprattutto quando si tratta di Difesa e Sicurezza; da noi, invece, pare che ammodernare lo Strumento Militare, preposto a garantire tali Funzioni vitali come Nazione e come individui, sia un peccato, uno spreco di soldi, un regalo fatto a quelli ‘’con le stellette’’per soddisfare le loro  ambizioni e le loro ‘’sfregole’’!  Istituzioni serie come il Governo e il Parlamento, preposte a deliberare su tali delicate questioni, devono assumersi la responsabilità etica e civica di tracciare le strategie d’impiego delle nostre Forze Armate, a tutela autentica degli interessi nazionali, per garantire la sicurezza e la difesa del cittadino (che significa la propria libertà e dignità), definendo gli assetti  necessari affinché lo strumento sia adeguato, sostenibile,efficiente ed efficace. E, senza prendere in giro i cittadini con affermazioni illusorie e propagandistiche, ma anche senza mandare allo sbaraglio – con mezzi inadeguati-  gli uomini con le stellette: è una responsabilità precisa, che involve questioni di competenza, e di una ‘’vision’’ che i leader dei nostri partiti devono avere e manifestare seriamente ed onestamente, anche nell’arena della propaganda elettorale. Innanzitutto devono ricordarsi, sempre, che le  nostre Forze  Armate, con le loro capacità, sono uno strumento al servizio degli Italiani, della loro Difesa, e del ruolo che l’ Italia ‘ gioca’ nel mondo per la stabilita’ e la sicurezza globale. A prescindere dalle ‘’trasformazioni copernicane’,come quella recentemente proposta dal Governo e approvata dal Parlamento, esse hanno il dovere precipuo,  nell’ ambito delle risorse e delle direttive che la classe Politica emana, di garantire alle  Istituzioni una gestione dello strumento militare efficiente,capace ed  efficace. Compito della politica di uno Stato serio è quello di assicurare le risorse per la sostenibilità di Forze Armate efficienti,affinché siano idonee ed equipaggiate per svolgere le missioni che saranno chiamate a compiere, di supportarne l’impiego e di condividerne concettualmente l’operato in modo unitario, anche nei confronti della pubblica opinione. Tuttavia, qualunque Modello di Difesa è destinato a ‘naufragare’ se non si tengono in debita considerazione alcuni aspetti  fondamentali : gli insegnamenti della Storia del nostro Paese; le autentiche priorità ‘vitali’ di  Difesa e, soprattutto, della Sicurezza  nazionale in senso lato. La garanzia della “ Sostenibilità ’’poi, di qualunque Modello, dovrà essere fulcrata sulla certezza degli stanziamenti almeno nel medio termine (come fanno altre Nazioni serie), quasi a prescindere dalla loro entità. Scegliere e decidere gli strumenti prioritari e irrinunciabili da acquisire e sviluppare, favorendone l’operatività’, ma avere anche il coraggio di cancellare o ridurre drasticamente il resto, che si tratti di acquisizioni o ammodernamenti. Nuovi mezzi altamente e tecnologicamente sofisticati ed hi-tech,diventano inutili se mancano i soldi per il combustibile, per i pezzi di ricambio, per  le manutenzioni, e per garantire quel minimo livello addestrativo cruciale ed  irrinunciabile. F35  2

Tre lustri sono passati dal 1998, da quando le nostre Istituzioni hanno preso la decisione, maturata e giusta, che le flotte aeree dell’Aeronautica e della Aviazione Navale della Marina dovessero essere ammodernate negli anni -a partire dal 2015- per la oggettiva e naturale obsolescenza tecnica ed operativa degli aeromobili in dotazione. Da qui l’adesione al programma Joint Strike Fighter, o F-35, che nasceva col presupposto di costruire un aereo con spiccate capacità multiruolo –Aria aria e Aria suolo- con una sinergia mondiale davvero allargata vista la necessità dei vari Paesi nel tempo, e con prospettive di produzione di oltre 3000 esemplari, con una larga economia di scala. Negli ultimi 15 anni tutti i Governi italici –destri o mancini- hanno confermato l’esigenza operativa, mantenendo fermi gli ordinativi a 131 F-35: 69 nella cd versione ‘’Convenzionale’’ e 40 nella versione STOVL (decollo corto)per l’Aeronautica in sostituzione di un’ organico doppio di velivoli AMX e Tornado, mentre per le esigenze della Marina erano stati ordinati 22 STOVL, un numero davvero risicato per le esigenze ineludibili di sostituzione degli Harrier –AV-8B imbarcati. La ‘spending review’ imposta dal Governo attuale, contestualizzata con la riduzione del personale delle FFAA, nell’ambito della razionalizzazione dello Strumento militare, ha costretto a una revisione riduttiva anche nell’ordinativo degli F-35, passando da 131 macchine a 90. Ma, evidentemente, per la campagna elettorale di alcuni signori italici, non basta: bisogna recuperare i soldi ‘’della Difesa’’ e destinarli agli asili nido, all’welfare anche dei malavoglia,basta non spenderli per la nostra Assicurazione per difenderci e stare più al sicuro! I media e la politica si sono avventati contro l’F-35 come fosse il peccato originale della Difesa con una serie di stupidaggini incredibili; non è più sufficiente ridurre a 90 gli aerei, ma ora non si devono comprare. Punto! Ciò, nonostante si sia già espresso il Governo, la collegialità parlamentare e lo stesso Presidente della Repubblica, anche quale Capo del Consiglio Supremo della Difesa!, confermando la prosecuzione del programma seppure con i numeri ridotti e con lo scalamento nel tempo delle acquisizioni, e quindi del loro impatto nei Bilanci annuali. Tale scelta, sensata e razionale, tiene conto del contesto economico attuale, delle future esigenze nazionali ed internazionali e sostanzia un compromesso ancora accettabile, seppure non ottimale fra ‘’capacità esprimibili e sostenibili da un Paese come l’Italia, e esigenze prefigurabili di Difesa e Sicurezza’’: una linea rossa, al di sotto della quale, è necessario che  si dichiari che i nostri militari servono solo a concorrere con la Protezione Civile in caso di calamità, a sorvegliare i termovalorizzatori  e a tenere le Strade pulite, o al massimo a dare manforte al servizio di ordine pubblico per avere le Strade sicure. Oggi, ben lo sappiamo, con enormi sacrifici, anche sul piano individuale,e con un livello di rischio alto, le FFAA prendono parte alle missioni internazionali (Afghanistan, Iraq  prima, Kosovo, Libano, Libia, anti-pirateria, ecc) nell’ambito delle Alleanze e Coalizioni costituite ad hoc:non possiamo,però,domani continuare a ‘’non combattere’’ perché mancano i fucili (e gli aerei!). Delle due, l’una: se vogliamo la Difesa, diamole i mezzi adeguati; se invece vogliamo fare i pacifisti, allora si comprino pale per sgombrare i detriti, sacchetti per la rumenta, si piantino fiori e, soprattutto, si invochi Dio – e lo si preghi sempre- che ci sia sempre pace e che, nel caso ci si debba difendere da mariuoli, ci pensi la comunità internazionale a toglierci da eventuali guai! Questi argomenti non sono da propaganda elettorale, ma devono far parte di un serio e onesto dibattito nell’ambito istituzionale; molti di quelli che pontificano nei talk show non sanno neppure distinguere un F-35 da un deltaplano!  L’F-35 è una scelta valida, da un punto di vista tecnologico. e prestazionale.; anche se facciamo una scelta diversa, qualcosa va acquistato, magari qualche Typhoon- EFA convertito in Aria suolo, ma per la Marina la scelta STOVL F-35  è obbligata:è un ‘’must’’! Ciò; a meno di fare una scelta radicale di disarmo, che andrebbe argomentata al di fuori di manovre economiche contingenti, e scevra da ogni approccio irrazionale elettoralistico. E, poi, gli attacchi sui costi, sui ritorni economico-industriali, sulla vulnerabilità ai ‘’fulmini’’, e via dicendo sono davvero risibili e senza fondamento,ma del tutto pretestuosi.

In primis i costi ed i ritorni economico-industriali.

Il costo dell’intera impresa si aggira intorno ai 12 miliardi di euro, di cui 2 miliardi gia spesi per la fase di R&D (il nostro contributo oscilla fra i multicentesimi e millesimi di euro dell’intero programma!) e 800 milioni di euro per la realizzazione dell’impianto produttivo e manutentivo della FACO (Final Assembly and Check Out) di Cameri; il resto è stanziato per l’acquisizione dei velivoli F-35, che si svilupperà nell’arco di 30 anni con rate annuali variabili da 600 a 800.000 euro. Lì potranno essere costruiti i nostri 90 F-35, a seguire gli 80 olandesi, i 24 spagnoli, i 50 norvegesi, con la prospettiva dei 100 Turchi e di altri committenti, tenendo di conto che, molto probabilmente, la FACO resterà l’unica in Europa per i clienti europei. Oltre l’assemblaggio finale dei velivoli, la FACO,  che rappresenta prima di  tutto un investimento strategico e di autonomia operativa, produrrà parti importanti e complesse dei velivoli (oltre 1200 componenti) comprese ali e fusoliere. Da evidenziare che sono circa 70 le aziende italiane che hanno vinto contratti inerenti il velivolo o che stanno per aggiudicarseli, con un ritorno stimato per difetto dell’ordine dei 14 miliardi di euro. Per tacere dei ritorni in quelle aziende (oltre il 50% sono PMI) accreditate, sia per il supporto negli anni di una flotta europea, da parte della FACO, con un ritorno industriale e occupazionale di rilievo.

Il secondo motivo di scalpore sul F-35, riguarda i problemi tecnici che, guarda caso sono emersi nella campagna elettorale, mentre erano noti e ufficializzati da tempo! Contrariamente a quanto è sbandierato dai capipartito, dai ‘‘blog-contro’’ di varia natura, i problemi emersi nel corso delle prove sperimentali, durante l’iniziale fase di sviluppo, sono stati compresi, studiati e in parte risolti,o in corso di soluzione. I saccenti della prima ora, dovrebbero sapere che in qualunque programma così sofisticato e ‘’futuribile’’, c’è da mettere a calcolo tutta una serie di imprevisti o di problematiche del tutto nuove che vengono risolte con l’impegno di grandi risorse tecnologiche,man mano che il programma si concretizza (in programmi del genere purtroppo esiste anche il rischio di incidenti di volo, che,per ora, nel caso specifico, non c’è..).Dal sistema di ventilazione dei serbatoi che costringe il velivolo, per ora, a stare lontano da zone temporalesche, dai fulmini (noto da almeno un anno, ma uscito ora sui media, con grande scalpore..), alle vibrazioni sulle ali a determinate velocità, alla qualità delle immagini sul casco elettronico del pilota (Heads-up Display), ecc :  tutte problematiche che fanno parte ,insite, del programma, ma che verranno risolte con studi appropriati e relativi accorgimenti tecnici adeguati. Sono problemi iniziali, di ‘’gioventù, che saranno risolti con modifiche e correttivi adeguati; tanto più il programma è innovativo, tanto più la fase di ricerca e sviluppo è impegnativa, ma le risorse di eccellenza coinvolte sapranno trovare le soluzioni più corrette.

Se vogliamo invece optare per diventare un paese senza Forze Armate, come il Costarica, fuori dalle missioni internazionali , pagando mercenari per respingere gli immigrati clandestini, accettando che la pirateria ci sommerga ed abbandonando l’industria della Difesa ed il terziario che occupa centinaia di migliaia di nostri concittadini, possiamo cominciare dagli F.35. Basta che i politici lo dichiarino apertamente e, in caso di emergenza , abbiano un piano per chiedere aiuto, più da sudditi che da cittadini di uno Stato civile, schierando  subito le scuole materne e gli asili nido in trincea!  E, allora, all’interrogativo sui F-35, la risposta non può essere che: sì, grazie! E compriamoli tutti, senza riserve sciocche, strumentali o ‘’pacifinte’’, nell’ambito di quel risicato Bilancio della Difesa che , contrariamente alla gran parte dei Paesi civili, non arriva neppure all’1% del nostro  PIL!

Giuseppe Lertora

Tagged with: , ,
RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends