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Sciopero dei ginecologi, nascite rinviate

CICOGNA (1)Non sappiamo ancora chi sarà il prossimo Papa, il prossimo presidente della Repubblica o del Consiglio dei Ministri e non sappiamo neanche chi vincerà il festival di Sanremo. Ma una cosa è certa: con lo sciopero dei ginecologi e del personale dei punti nascita, domani in Italia nasceranno circa 1100 bambini in meno.

Infatti, ad eccezione delle emergenze, per un giorno saranno bloccate le nascite programmate con astensione dal lavoro del personale in servizio presso gli ospedali, i consultori familiari e gli  ambulatori ostetrici extraospedalieri.

All’iniziativa aderiranno le principali associazioni di categoria: l’Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi), la Societa’ italiana di ginecologia (Sigo), l’Associazione ginecologi universitari (Agui), la Federazione sindacale medici dirigenti (Fesmed), l’Associazione ginecologi territoriali (Agite)e la Societa’ italiana di ecografia ostetrica e ginecologica e metodologie

I motivi di questa agitazione sono molteplici: così come denunciato dall’Associazione medici  dirigenti (Anaao Assomed), i tagli della spending review e delle altre manovre finanziarie degli ultimi anni, ricaduti sulla sicurezza sanitaria e sulla serenità professionale dei sanitari e l’aumento dei costi per gli effetti della medicina difensiva hanno determinato la crescita incontrollata del contenzioso medico legale ed innalzato le tensioni medico-paziente. La Commissione Pediatria dell’ Anaao Assomed ha rivendicato la necessità di promulgare una nuova legge che riveda il concetto di colpa medica e consideri gli eventi avversi  una responsabilità oggettiva delle strutture sanitarie. Un tema che verrà sottoposto al prossimo Governo e alla Corte Europea dei Diritti, così come la necessaria e non ulteriormente procrastinabile riorganizzazione della assistenza materno-infantile del nostro Paese.

Lavinia Macchiarini

 

 

 

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