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Italia. Servizi sociali e sanità al collasso, dalla Capitale un monito al governo

sanitaDalla Capitale d’Italia, sentinella degli umori  e cartina di tornasole  del Paese, le grida di allarme per gli effetti della Spending review si sentono arrivare da ogni dove, dentro e fuori dai Palazzi.

E’ di ieri la notizia rivelata da Claudia Corinna Benedetti, Presidente dell’ Osservatorio Nazionale Permanente della Sicurezza, che i tagli in ambito sanitario hanno cominciato a fare effetto sulla pelle dei malati.

Da un’ indagine effettuata su circa 3000 cittadini intervistati presso alcuni tra i maggiori presidi ospedalieri di Roma i dati emersi delineano un quadro sconfortante in cui il diritto alla salute, garantito dall’ articolo 32 della Costituzione, non è rispettato dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) che viene bocciato dal 90% di quanti hanno contributo al rilevamento dei dati. Infatti, per il 63% dei romani a cui è stato sottoposto il format investigativo, il SSN non garantisce la qualità della vita delle persone con handicap e con gravi invalidità dovute a patologie oncologiche e il 70% non ritiene che il diritto alla libera scelta dei cittadini sia tutelato.roma_sanita

Al campione esaminato dal sondaggio è stato chiesto, inoltre, se sapeva chi fossero i para e tetraplegici e le loro esigenze, gli stomizzati (persone con gravi problemi delle funzioni evacuative) e gli incontinenti. Ebbene, il 30% ha risposto di non sapere chi fossero i tetraplegici, il 78% non conosce gli stomizzati e un cittadino su due ignora il problema dei pazienti incontinenti.

“Da questa ricerca – ha dichiarato Claudia Corinna Benedetti, presidente Onps – emerge un quadro preoccupante di scarsa conoscenza da parte della comunità dei diritti alla salute e delle
problematiche. Ci sono tantissime denunce di disabili e delle loro famiglie che arrivano nei nostri uffici su dispositivi non di qualità che vengono passati dalle Asl o, ad esempio, ausili per stomizzati che si rivelano di scarsa efficacia, oppure carrozzine che non rispondono alle esigenze richieste.

Un caso tra tanti, quello di Giampiero Alban, 44 anni di cui 41 passati su una sedia a rotelle. Costretto più volte ad alzare la voce contro le scelte dalla sua Asl in materia di fornitura di ausili urologici e dei dispositivi, Alban nel 2008 a seguito della constatazione di elementi per niente chiari ha sporto denuncia alla Guardia di Finanza, e nel 2012 ai Carabinieri, in merito gli affidamenti per l’erogazione dei prodotti forniti dalle aziende alle persone con handicap e rimborsati dal Ssn.

Dalle grida di allarme della piazza a quelle nei Palazzi: oggi il sindaco  di Roma, Gianni Alemanno, ha indetto una improvvisa conferenza stampa per denunciare il rischio emergenza sociale che potrebbe scoppiare tra alcuni mesi nella Capitale. ” Abbiamo fatto tutti i tagli possibili – ha dichiarato il primo cittadino – ma oggi, se non viene rivista la Spending review, se non vengono attenuati i tagli o addirittura cancellati, qui come in tutta Italia saltano i servizi sociali. Quando si farà il prossimo bilancio, chiunque sarà il sindaco della città, si troverà di fronte a una situazione veramente insostenibile  che va denunciata con forza prima che si insedi il Governo nazionale, chiunque si siederà a palazzo Chigi”.

Alemanno poi ha sottolineato che ”nel 2013 è previsto un taglio per tutti i Comuni italiani di circa 2 miliardi 250 milioni. Il ministero dell’ Interno sta computando la parte relativa a Roma che oscilla dai 190 ai 240 milioni di euro: ma, a prescindere dalla cifra, questo taglio diventa insostenibile perché si cumula a quello dello scorso anno quindi il Comune di Roma ha avuto, in totale, un miliardo 200 milioni di tagli”. Se questa situazione non cambierà entro l’ estate i servizi sociali dell’Urbe, tranne l’ assistenza ai minori non accompagnati, collasseranno.

Dal Campidoglio dunque  si chiede responsabilità al prossimo Governo perché “non si possono scaricare sui comuni ne rispondere al debito pubblico nazionale tagliando i trasferimenti”. In questi anni nella sola città di Roma è stato fatto uno sforzo incredibile non solo per mantenere i servizi ma anche per adeguarsi ai nuovi bisogni. Nel 2007 ‘ la spesa sociale è stata di 229 milioni di euro mentre nel 2012 è diventata di 375 milioni con un conseguente aumento di 15mila assistiti. Oggi, l’istituzione comunale fornisce, tra l’ altro, 168mila pasti, assiste 45.250 persone, garantisce 145 mila pernottamenti e contributi all’ affitto. L’ ammontare dei tagli al 2012 è stato di 174 milioni di euro al quale va sommato il taglio di 25 milioni dei fondi nazionali del sociale. Alla luce di ciò, secondo il Campidoglio, non è possibile affrontare ulteriori tagli previsti per il 2013 e se Governo e Regione non si assumeranno le proprie responsabilità il rischio è di dover mandare a casa le persone fragili assistite.

Lavinia Macchiarini

 

 

 

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