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Afragola (NA) : disagi utenza ufficio postale via San Marco

Ancora una volta l’ufficio postale ‘Afragola 2’ in via San Marco ad Afragola nel napoletano è al centro di polemiche per problemi nel servire la clientela.  Intorno alle ore 10 di mercoledì 6 febbraio per ‘eccedenza’ di lavoro e perché sono finiti i contanti gli impiegati addetti agli unici due sportelli aperti al pubblico non sono stati più in grado di offrire un servizio completo ai clienti presenti nel predetto ufficio. In questo modo è stato negato alla clientela un servizio WP_20130206_001che invece, gli dovrebbe essere garantito pienamente e in continuo. L’ufficio Postale ‘Afragola 2’ in questi giorni del mese è sempre gremito. Sono per lo più  persone che devono riscuotere la pensione e quindi in gran parte anziani. Pertanto è immaginabile come si mostri l’ufficio a chi vi entra per accedere ai suoi servizi. Alla fine tutti sono costretti, loro malgrado, ad accalcarsi nello spazio messo loro a disposizione nell’ufficio postale e a dover sopportare un’attesa che sembra interminabile e la confusione che tante persone costrette a stare insieme generano dovendo anche condividere per delle ore un piccolo spazio.  Qualcuno dei presenti poi,  è li da molte ore prima dell’apertura dell’ufficio. Questo per cercare di riscuotere in fretta la pensione.  Per farlo è stato costretto, o meglio chi per lui, ad una levataccia e a recarsi di primo mattino davanti all’ufficio postale per acquisire precedenza rispetto ad altri che sono arrivati successivamente. Sembra che si regolamentino tra loro ricorrendo a dei numeri artigianalmente scritti su foglietti di carta di fortuna. Un’anomala numerazione progressiva che poi, è successivamente anche rispettata dagli impiegati agli sportelli. Comunque sia questi pensionati, e non solo, solo dopo ore e ore di fila riescono finalmente a riscuotere la pensione. Tutto questo avviene anche perché l’ufficio postale in questione, ubicato in un’area periferica cittadina, è tra le tante cose privo di un dispenser di numeri per cui ai clienti non è dato modo di poter prenotare il servizio postale a cui vogliono accedere. Per questo motivo, per non perdere la precedenza acquisita sugli altri clienti, è impossibile per loro lasciare poi, la fila. In questo modo alla fine decine e decine di persone si ritrovano tutte insieme accalcate in un ambiente che non potrebbe ospitare nemmeno la metà con tutte le problematiche relative alla sicurezza e altro. Tra le altre anomalie dell’ufficio postale di via San Marco ad Afragola vi è anche quello che molti degli sportelli risultano essere sempre chiusi e alla fine quelli aperti, anche nei giorni di massimo afflusso, come quelli della prima decade del mese, si limitano a solo due sportelli, compreso quello per le raccomandate. Una vergognosa situazione che va avanti da tempo e che tutti fanno finta di ignorare e che invece, andrebbe sanata. Questo soprattutto per fare assaporare un pò di giustizia ai tanti anziani che si recano puntualmente e ordinatamente ogni mese in quell’ufficio postale per ritirare la propria pensione. Decine di centinaia di ‘vecchietti’ che rivendicano un loro diritto insieme ad un po’ di dignità. Quella dignità che andrebbe certamente fatta assaporare anche a chi si reca nell’ufficio postale in questione solo per effettuare una banalissima operazione postale come il pagare un bollettino e si sente invece, dire dall’impiegato allo sportello “vai a pagarlo dal tabaccaio”. A questo punto viene spontaneo pensare che se siamo giunti a questo punto, che si cacciano i clienti, oppure più le persone si lamentano per la lunga ed estenuante attesa e più, inspiegabilmente, la fila si allunga ancora di più, allora siamo davvero alla frutta o meglio lo sono le Poste italiane. Quella del 6 febbraio è stata una mattinata in cui gli impiegati addetti agli sportelli ad un certo punto non erano più in grado di corrispondere le somme relative alle pensioni in quanto erano a corto di contanti. Sarebbe stato più logico far passare avanti chi doveva versare o pagare i bollettini con contanti in modo da rimpinguare le casse ormai restate senza denaro ed invece, si è continuato a servire la clientela rispettando le precedenze acquisite. Ovviamente gran parte di essi erano pensionati in attesa di ritirare i soldi della pensione. Per cui la modalità seguita dagli addetti ai due sportelli aperti è stata quella di sbrigare l’operazione come se tutto fosse normale, ma di non corrispondere la somma dovuta al pensionato mettendolo invece, in attesa in un angolo dell’ufficio. Cosi facendo si sono creati due gruppi di persone in attesa. Quelli in attesa di accedere ad uno dei servizi postali dell’ufficio e i pensionati, che dopo aver assolto la procedura per incassare la pensione, erano ora in attesa di essere richiamati per incassare materialmente i soldi dopo che gli sportelli aperti si fossero riforniti di contanti. A questo punto la scena che si  mostrava agli occhi di tutti era davvero pietosa. Questi pensionati in attesa di incassare sembravano quasi come se fossero li a mendicare quello che spettava loro invece, per diritto. Si accalcavano non lontano dagli sportelli stando attenti di non perdersi per un qualsiasi motivo l’agognata chiamata ad incassare. La direttrice del predetto ufficio postale davanti alle rimostranze di alcuni clienti, negando il disservizio, ha solo ribadito che quella seguita era la procedura giusta. Così dicendo e facendo si è andati avanti per tutta la mattinata tra disagio e malessere per i clienti. Tanti i commenti e tutti in negativo dei numerosi clienti presenti nell’ufficio postale. Diversi, quasi a voler mostrare la loro rabbia per  il disagio e per la lunga attesa a cui erano costretti, hanno commentato aspramente la situazione. Una situazione che sembra si ripeta puntualmente ormai da troppo tempo e sempre nei giorni di riscossione della pensione. Uno di questi clienti è stata la sig.ra  Maria, presente nell’ufficio postale in attesa di poter pagare un bollettino:  “è una vergogna a loro poco importa di noi tanto a fine mese hanno comunque  lo stipendio, siamo noi che invece, dobbiamo soffrire e subire”.  “Ogni mesi è sempre la stessa storia. Possibile che non si riesce a far funzionare adeguatamente questo ufficio Postale? Per me si devono davvero vergognare”, ha invece commentato un altro cliente sbuffante e innervosito. Pur riconoscendo l’impegno lavorativo degli addetti agli sportelli e essendo chiaro che il flusso di domanda ai vari servizi da parte dell’utenza è superiore alla loro capacità di smaltimento delle operazioni sarebbe opportuno però, che Poste italiane intervenisse in merito alla questione. Questo, soprattutto in risposta al malessere espresso da tanti cittadini che oramai non ne posso davvero più di sentirsi praticamente umiliati dai tanti disservizi del servizio postale afragolese. Questo, se non altro anche per tutelare gli interessi di tanti utenti che si ritrovano praticamente trasformati in ‘ostaggi’ di tutte quelle difficoltà fin qui elencate. Sarebbe opportuno che tali problematiche venissero affrontate con interventi efficaci e risolutivi. Questo, allo scopo anche di porre fine al malessere crescente dei cittadini soprattutto quelli costretti a rivolgersi all’Ufficio postale ‘Afragola 2’. Quello afragolese dal punto di vista del servizio postale mostra un quadro davvero caotico su molti fronti. Ad esempio è perennemente in atto un altro grave disservizio, quello della mancata consegna della corrispondenza. Il servizio di recapito in molte zone della città è infatti, carentissimo.

Ferdinando Pelliccia

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