LiberoReporter

Nigeria. Terzi: i nostri tre marinai sono liberi

mappa Golfo di Guinea“I nostri tre marinai sono liberi e faranno presto rientro in Italia”, l’annuncio è stato fatto dal ministro degli Esteri Giulio Terzi poche minuti fa. Per i tre marittimi italiani catturati dai pirati nigeriani, Emiliano Starita, Salvatore Mastellone e Giuseppe D’Alessio, si conclude nei migliori dei modi un incubo iniziato il 23 dicembre scorso al largo delle coste nigeriane.  Non è dato sapere in base a quali condizioni i tre marittimi italiani sono stati rilasciati dai loro carcerieri, ma è facile immaginare che in cambio di certo è stata data una contropartita in quanto lo scopo del sequestro è puramente estorsivo. I tre al momento della cattura si trovavano a bordo   del rimorchiatore Asso21 della societa’ armatrice Augusta Offshore mentre era in navigazione  verso Port Harcourt. I marittimi liberati sono tutti campani e sono  rispettivamente il comandante, il primo ufficiale e il secondo ufficiale motorista della barca italiana. Con loro, a cadere nelle mani dei pirati nigeriani, anche un quarto membro dell’equipaggio di nazionalità ucraina. L’area dove è avvenuto l’arrembaggio è situata al largo della regione petrolifera nigeriana dello stato di Bayelsa nel sud del Paese africano.  Proprio in questa zona si sono verificati, negli ultimi mesi, la gran parte degli episodi collegati al fenomeno della pirateria marittima ed è qui che è avvenuto il primo sequestro di marittimi. Nel mese di ottobre scorso ad essere assaltato dai pirati nigeriani era stato il  rimorchiatore francese ‘Liberty Bourbon 249‘. Parte dell’equipaggio,
composto da 6 russi ed un estone, venne catturato e trattenuto in ostaggio dai pirati Il sequestro durò dal 15 ottobre fino al 2 novembre successivo. Questo episodio ha costituito una vera e propria svolta nel fenomeno della pirateria marittima al largo della Nigeria e quello dell’Asso21 una conferma. Si  tratta di fatto della conferma che i predoni del mare nigeriani hanno adottato una nuova tattica. Finora gli episodi legati al fenomeno avevano per obiettivo dei pirati nigeriani non le navi e nemmeno i loro membri dell’equipaggio, ma quello che esse trasportavano, il loro carico. Essi infatti, hanno sempre dimostrato di puntare ai prodotti petroliferi raffinati provenienti dall’occidente e destinati ai Paesi dell’Africa Occidentale. Una volta preso il controllo della nave i predoni del mare nigeriani l’hanno sempre dirottata in un luogo tranquillo dove trattenerla giusto il tempo per travasarne il carico su altre navi e poi, rilasciarla insieme ai suoi marittimi a bordo. Non prima però, di averla spogliata di tutto e aver derubato di ogni loro avere anche i membri dell’equipaggio senza però torcergli un capello. Una sorta di ‘assalto alla diligenza’. Ora invece hanno inziato, da poco, a trattenere invece, dell’intera imbarcazione solo alcuni ‘scelti’ membri del’equipaggio per poi liberarli dietro il pagamento di un riscatto. Di fatto il fenomeno si è trasformato da rapina a sequestro a scopo estorsivo. Secondo l’International Maritime Bureau, IMB, nel primo semestre del 2012 sono stati messi in atto almeno 32 attacchi pirati dei quali gran parte andati a buon fine. Il conto è presto fatto. Rispetto allo stesso periodo del 2011 si registrano almeno 26 assalti in più. Un crescendo che viene letto in maniera negativa. Il fatto che il fenomeno della pirateria marittima sia in forte crescita nelle acque del golfo di Guinea, un’area che copre una dozzina di Paesi tra cui Togo, Lagos e Nigeria, preoccupa non pochi. Almeno fino al 2010 il mare del West Africa sembrava  immune a questo fenomeno. Negli ultimi mesi invece, gli attacchi pirati si sono moltiplicati quasi in contrappasso con la Somalia dove invece, si registra una leggera flessione della pirateria marittima. Addirittura sembra che questi predoni del mare stiano cominciando a colpire anche al largo, lontano diverse miglia dalle coste, utilizzando imbarcazioni d’altura. Si tratta per lo più di barche da pesca sottratte ai pescatori locali. Un fatto questo, che denota una pericolosa evoluzione del fenomeno ed una similitudine altrettanto pericolosa con quello in atto in Somalia. A preoccupare è anche l’aumento della violenza. Si comincia a registrare un numero preoccupante di marittimi uccisi o feriti nel corso degli assalti pirati che ora avvengono anche durante la navigazione. Se il trend del fenomeno dovesse continuare nella sua salita uno degli hub commerciale emergenti nel Continente africano si ritroverebbe in serie difficoltà. La minaccia che viene dai pirati nigeriani porterebbe infatti, un danno enorme a quello che ormai è considerato il più importante hub per l’approvvigionamento di petrolio, metalli e prodotti agricoli per l’Occidente. Il rischio pirateria, come è avvenuto in Somalia, sta già facendo salire vertiginosamente i costi delle spedizioni e quelli assicurativi. La storia quindi si ripete e tra qualche mese la comunità internazionale potrebbe ritrovarsi a dover affrontare in maniera preoccupante il fenomeno della pirateria marittima anche sul fronte occidentale come è stato per quello orientale dove ora però, il fenomeno è in regresso anche perché le navi sono difese da team di sicurezza armati.

Ferdinando Pelliccia

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends