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Il Grillo e la tempesta

Che dirà Grillo, oggi? Forse che la terra è piatta e che il sesso degli angeli corrisponde a quello di Tonino Di Pietro? Quest’uomo è un portento di dinamismo fisico e verbale.

Riempie i giornali e i dibattiti Tv ‘presenziando’ da fuori, perché vieta quelle ribalte mediatiche ai “grillini”: sono solo delle riserve di caccia tutte in mano ai trappers del giornalismo asservito. “Voi siete degli intermediari, io voglio parlare direttamente con la gente”, dice Grillo rivolto ai giornalisti.
E per parlare con la gente usa la “rete” (internet): perché, per lui, solo lì vi è democrazia.
Ridotti a stregua di farisei, non è che i giornalisti polemizzino con lui più di tanto. Grillo è una sorta di Gesù, un po’ più vivace e verace, ma le prediche sono risolute e convincenti; e allora che fai ti metti contro? Quello magari tira fuori pure un miracolo da un momento all’altro, moltiplicando pane pesce e verdura per dar da mangiare esclusivo al popolo, mica a quei ricconi privilegiati e ruffiani dei giornalisti.
Mentre le ‘democratiche’ assenze mediatiche pesano come silenzi minacciosi, sigillati dal voto e dalle intenzioni di voto, il Grillo parlante esterna, etichetta, schernisce e manda avanti i suoi; perché il suo compito è di movimentare e motivare, non è mica quello di ottenere poltrone per sé.
A proposito di poltrone, lui sa a chi affidare quella più prestigiosa e candida Di Pietro al Quirinale (sì, proprio lassù sul più nobile colle di Roma). Finalmente un presidente della Repubblica che saprebbe come parlare agli italiani, l’“unico che ha lottato contro il berlusconismo”, dice Grillo.
Di Pietro lotta anche contro l’italiano (inteso come lingua), ma essendo lui il profeta e l’eroe di mani pulite non se ne cura, perché è “uomo di sostanza democratica”.
Le altre sostanze, fatte di case, di soldi pubblici e donazioni trattati con gestioni “familiari” poco chiare, non ci azzeccano nulla: stia quieta la Gabanelli e il suo ‘Report’ (questi giornalisti che non si fanno i cavoli loro!).
Chissà cosa avrà pensato Grillo attraversando a nuoto lo stretto di Messina. Azzardiamo: “Ve lo do io il ponte, quello della democrazia”. Splendida mossa preelettorale. Il Grillo fisico non è inferiore a quello stratega, e le elezioni siciliane gli danno ragione.
L’ex comico nuota con l’antipolitica “corretta” (quella del malcontento sacrosanto), soffia sui venti del parlamento, “purga” a destra a manca e al centro (tanto per non confondersi).
L’uragano ‘Sandy’ italiano è lui: una bufera con un “movimento a cinque stelle”.
Si salvi chi può.

Danilo Stefani

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