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Nazionale: una giovane Italia perde di misura contro l’Inghilterra, ma fa ben sperare

L’Italia dei giovani, perde una partita per buoni tratti equilibrata che alla fine si risolve a favore degli inglesi grazie a giocatori di maggiore esperienza. Nonostante la sconfitta, in virtù della buona prova dei nuovi, Destro su tutti, si può essere ottimisti per le qualificazioni al Mondiale del 2014 in Brasile.

L’Inghilterra si vendica dell’eliminazione subita nei quarti degli Europei 2012 e batte meritatamente, nell’amichevole di Berna, per 2 a 1 la giovane Italia di Cesare Prandelli. Una sconfitta che non lascia, però, più di tanto l’amaro in bocca ma che anzi ci fa essere ottimisti per il futuro, infatti, il selezionatore della nazionale italiana, approfittando dell’assenza forzata dei nazionali juventini (reduci dalla finale di super Coppa italiana), ha voluto schiarirsi le idee per fare esperimenti e provare i migliori giovani del calcio italiano. Cesare Prandelli, utilizzando il collaudato 4-3-3, ha messo in campo Sirigu in porta, Balzaretti e Abate esterni difensivi, Astori e Ogbonna centrali di difesa, Aquilani, De Rossi e Nocerino a centrocampo, El Shaarawy, Destro e Diamanti in attacco.

Nel primo tempo la gara è molto equilibrata, ma sono i baby azzurri a essere più incisivi.
Al 15° Diamanti batte un corner teso da destra, svetta De Rossi su tutti che insacca alle spalle dell’incolpevole Butland. L’Inghilterra col passare del tempo diventa sempre più padrona del campo e al 27° su un corner calciato da destra da Lampard, Jagielka in tuffo colpisce di testa e pareggia temporaneamente i conti. Al 42° gli inglesi hanno una ghiotta occasione da gol, Lampard, da fuori aria, pennella una perfetta punizione che finirebbe nel set alle spalle di Sirigu se non fosse per una leggera deviazione della barriera italiana che manda il pallone fuori di quel poco che serve.

Nella ripresa l’infortunato Balzaretti viene sostituito da Peluso, ed è proprio il nuovo entrato che grazie a un assist di Nocerino viene messo nelle condizioni di battere a rete, ma da pochi metri sbaglia l’impossibile.
Cesare Prandelli dà il via alle sostituzioni: Gabbiadini per El Shaarawy, Verratti per Diamanti, Poli per Aquilani, Fabbrini per Destro e in fine Schelotto per Abate.
Al 73° cominciano le prove tecniche del vantaggio britannico: Milner batte una punizione da destra, tocca Peluso che davanti la porta fa quasi autogol, devia Sirigu, tocca Lescott, la palla a mezz’aria sembra dentro, ma poi finisce sul palo. Resta il dubbio del gol fantasma.
Sei minuti più tardi arriva il gol del vantaggio inglese: Milner lancia Defoe in contropiede, questi entra in area, dove Abate cerca di controllarlo, torna indietro e da 17 metri piazza una semigirata mettendo la palla alla sinistra di Sirigu. Magistrale esecuzione: 2 a 1. L’Italia sbanda e al 90° gli inglesi per poco non fanno il terzo gol: Milner si “beve” Peluso in area, interviene Astori che toglie dal piede di Defoe un facile 3 a 1.
L’Italia del futuro ha retto benissimo il ritmo con la nazionale dei “Tre Leoni”, nel primo tempo avrebbe meritato anche il vantaggio, a metà ripresa quando la squadra è calata fisicamente ha subito l’esperienza degli inglesi. E inutile dire, a giustificazione degli azzurri, che molti di questi erano al debutto internazionale e per la prima volta giocavano insieme. Tra i nuovi che erano anche i più attesi, una spanna sopra tutti la prova di Destro, bene Ogbonna, discreta la prestazione di Verratti, El Shaarawy e Gabbiadini. Tra i vecchi, De Rossi e Diamanti i migliori. Cercasi, però, un bomber di razza che concretizzi la mole di gioco creata dalla nazionale.

Una sconfitta agostana digeribilissima che, visto la buona prestazione di molti dei giovani messi in campo dal Prandelli, fa ben sperare per il futuro.

Salvatore Grasso

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