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Pirateria marittima: si avvicina la fine dei monsoni e si intensificano i pattugliamenti

Con la fine, ormai prossima, della stagione dei monsoni si intensificano i pattugliamenti delle missioni navali internazionali in funzione antipirateria nel mare del Corno d’Africa e Oceano Indiano.  La loro forte e costante presenza nel mare infestato dai pirati somali ha, nel corso dei primi sei mesi del 2012, indebolito di molto la minaccia che viene dai predoni del mare. Secondo l’International Maritime Bureau, IMB, si è registrato un calo del 32 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011. Una di queste missioni è la missione navale antipirateria europea ‘Atalanta’. Il comando della missione europea è italiano. La Task Force 465, TF465, è infatti, posta al comando del Contrammiraglio Enrico Credendino, mentre il vice comandante delle operazioni della missione è dal 13 luglio scorso il Contrammiraglio Gualtiero Mattesi che affianca il Contrammiraglio inglese Ducan Potts. La scorsa settimana, l’11 agosto, nel ‘mare dei pirati’ nel suo ambito è stata dispiegata la Fregata Sachsen della Marina Militare tedesca. Con l’arrivo della Fgs Sachsen la TF465 raddoppia la sua potenza di sorveglianza in quanto la nave ha a bordo una dotazione che permetterà con l’arrivo della bella stagione una maggiore attività di controllo e contrasto in mare al fenomeno della pirateria marittima. La Task Force europea è composta oltre dalla Fgs Sachsen, dalla nave italiana d’assalto anfibia ITS San Giusto, che funge anche da nave comando, dalla fregate La FS La Fayette, Francia, e la ESPS Reina Sofia, Spagna. La missione impiega anche oltre 1500 militari. La sua composizione cambia ogni tre mesi per la rotazione delle unità navali da guerra dispiegate e varia anche a secondo delle stagioni monsoniche dell’Oceano Indiano, un periodo in cui il numero delle navi si riduce.  La composizione tipica è di 4 – 7 navi. I costi di fornitura di mezzi militari e personale sono condivisi dagli stati che contribuiscono in base al loro coinvolgimento nell’operazione. Ogni nave ha un costo medio giornaliero di circa 100mila dollari. La Fgs Sachsen avvicenda la Fregata Bremen che è stata operativa nel contrasto ai pirati somali dallo scorso mese di maggio. Un turno di servizio durante il quale ha contributo a rendere insieme a tutte le altre navi da guerra internazionali i mari infestati dai pirati somali più sicuri per le navi che li attraversano. Dal dicembre del 2008 la Forza Navale Europea, Eunavfor – ‘Atalanta’ continua a dare un forte contributo al contrasto del fenomeno al largo del Corno D’Africa. Risultati che hanno indotto il Consiglio dell’Ue a prorogare la missione fino al dicembre del 2014. La maggiore e più incisiva azione di contrasto attuata dalla comunità internazionale nei confronti dei pirati somali sta però, spingendo quest’ultimi pericolosamente a cercare nuove e sempre lucrose attività. Essi sono rimasti nel campo del sequestro di persona a scopo estorsivo però, ora sembra operino a terra. Nel senso che sequestrano non più inermi lavoratori del mare, mai operatori umanitari, giornalisti e turisti sulla terraferma. Il fatto, più che mai, conferma che il problema non è in mare, ma sulla terraferma. La Somalia è un Paese senza un governo eletto democraticamente dal popolo da oltre un ventennio. Questo ha fatto si che il Paese sia divenuto terra di nessuno favorendo il proliferare di attività criminali di ogni genere.

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