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Terremoto. Progetto De Masi: il plauso di De Sena e il silenzio di Sansonetti

Ne parlano in molti, ma incredibilmente cala il silenzio nelle zone interessate per la ricaduta del progetto di De Masi: Calabria e Emilia Romagna. Dove è finito il paladino dei più deboli?

L’imprenditore calabrese Nino De Masi, autore dell’ormai famosa “ cellula di sicurezza contro gli eventi sismici” da giorni portata in evidenza dalle più autorevoli fonti del giornalismo che hanno saputo ben comprendere l’importanza del brevetto, soprattutto per il nostro delicato Paese, ha ricevuto apprezzamenti anche da De Sena, vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia che senza mezzi termini afferma «Il mio plauso va a De Masi che ha saputo mettere al primo posto della sua invenzione l’interesse della collettività e la tutela dei cittadini». Queste parole arrivano sino in fondo all’anima di chi conosce De Masi, un uomo sospeso tra terra e cielo che combatte senza sosta, in un territorio massacrato come quello calabrese, una guerra per la libertà di esistere, di essere imprenditore, di avere la libertà di lavorare nella legalità e per la legalità. Le sue aziende sono come cattedrali nel deserto, offrono lavoro a più di 160 dipendenti, mentre Nino (per gli amici) si batte tra ‘ndrangheta e illegalità bancarie, oltre a svolgere un ruolo di imprenditore di primissimo livello senza mai mettere in secondo piano il territorio e i suoi dipendenti.  «E l’eroe antimafia s’inventò il guscio antisismico» titola il Secolo XIX in un articolo pubblicato il 9 Luglio a firma di Ilario Lombardo che con coraggio e perizia spiega l’unicità del personaggio e della sua invenzione.

E il Sole24ore, nell’articolo a firma di Roberto Galullo riporta «L’idea – in realtà – è stata solo accelerata dal drammatico sisma emiliano. Nella testa di questo imprenditore – che negli anni Novanta chiuse per protesta perché assalito dalla violenza delle cosche mafiose che da quel momento ha sempre denunciato – l’idea era già sorta dopo il terremoto due anni fa in Giappone. Da allora ricerca e lavoro, lavoro e ricerca. Decine di prototipi distrutti e circa 300mila euro investiti per arrivare infine a brevettare un prodotto di sicurezza modulare per edifici residenziali, industriali e commerciali» e conclude « e il mercato risponderà, visto che la consegna è garantita al massimo entro 40 giorni, il Gruppo De Masi, che attualmente occupa circa 160 persone nella Piana, potrà assorbire nuova occupazione in un’area dove la richiesta di lavoro è quotidiana per migliaia di persone».  Grazie ad alcuni giornali e a coraggiosi giornalisti emerge che l’invenzione di De Masi non è solo “unica” ma ha anche un’anima che va ben al di là di un aspetto commerciale. Parole come legalità, sociale, libertà, fanno parte del dna di Nino e questo suo “difetto” lo ha portato ad essere testimonial e relatore nel corso della Manifestazione Contromafie 2009 organizzata da Libera di Don Luigi Ciotti a Roma davanti al Presidente della Repubblica, e ancora a “Lecture” sulla legalità alla London School of Economics nel Febbraio 2011, organizzata dalla “Italian Society”, e a ad essere relatore in un incontro sulla legalità alla fondazione Ambrosianeum a Milano nel Maggio 2010, fino a ricevere il Premio Green Vision 2011 a Roma sulla legalità.  In tutto questo c’è qualche cosa di strano. Solo alcune testate e giornalisti capaci di raccontare senza omissioni, infatti, hanno portato alla luce lo sforzo imprenditoriale e umano di De Masi, altri tacciono, soprattutto i più “importanti” giornali calabresi e chissà come mai, anche quelli emiliani che avrebbero direi, il dovere di dare una notizia così importante alla popolazione. Due terre martoriate e silenzi inquietanti. Quello che però più colpisce è il collega di Calabria Ora, sempre pronto a cavalcar l’onda per difendere la classe operaia, che in questo caso non deve difendersi dal padrone di turno, ma dall’indifferenza. Ci dovrebbe essere la giusta attenzione in questo caso, non fosse altro per l’eccellenza del fine e della proposta per il miglioramento sociale della ricaduta sul territorio calabro.  Un’operazione, quella di De Masi, che ha anche come obiettivo quello di aprire a nuovi posti di lavoro in una zona che ha fame. Sviluppo e soluzioni pratiche, perché se è vero che l’Italia dovrebbe adottare misure antisismiche per le abitazioni di nuova costruzione ovunque nella penisola, con le costruzioni più datate, abbiamo tutti potuto notare cosa è successo. Se per le abitazioni del futuro dobbiamo a tutti i costi sostenere che vengano costruite con tutti i crismi e con il pieno rispetto delle norme antisismiche, quello che spaventa è il costruito in passato in questo presente. Se l’operazione di De Masi avrà il successo che merita, allora avremo una parte della Calabria che potrà registrare un incremento di posti lavoro e una maggiore sicurezza in quelle case vetuste dal punto di vista della sicurezza antisismica… Non male come operazione. Ma tu caro Piero, da che parte stai?
Parafrasando il finale di Compagno di scuola di Venditti, mi chiedo: Compagno Sansonetti,  compagno per niente, ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?

G.B.

 

 

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