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Signoraggio bancario. Lettera aperta a Giorgio Napolitano

Signor Presidente della Repubblica,

mi rivolgo a lei approfittando dell’ospitalità che mi viene generosamente offerta da un  prestigioso giornale che per rimanere libero e indipendente ha dovuto rinunciare alla tradizionale ma troppo costosa versione cartacea.  Queste mie parole sono perciò volatili come l’etere, ma invoco Dio, che donò a me e a mia sorella Graziella De Palo – che, come sa, l’ha impiegato a prezzo della vita –  il “talento” della scrittura, di trasformarle in pietre che lascino il segno, perché   l’aspirazione di ogni buon giornalista è quella di incidere sulla realtà nella quale vive ed opera.

L’ 11 luglio scorso ho pubblicato su LiberoReporter un’ importante intervista all’economista Salvatore Tamburro che ha spiegato ai nostri lettori in modo chiaro e convincente che cosa sia il signoraggio bancario e quali nefaste conseguenze esso provochi agli Stati nazionali in ostaggio della Massoneria internazionale e del suo abominevole potere criminale. Una mezz’ora dopo la pubblicazione del mio pezzo, sullo schermo è apparso un link del Partito di Azione per lo Sviluppo, presieduto dall’onorevole Alfonso Luigi Marra, e di cui Salvatore Tamburro è coordinatore nazionale. E’ così che ho scoperto mio malgrado che il mio nome compariva tra i portavoce per il Lazio di questo movimento politico, che ha avuto il coraggio civile di costituirsi in aperta opposizione all’onnipotente sistema delle Banche private che dominano il mondo.

Così, nominato sul campo, ho finito improvvisamente di essere un giornalista che scrive di politica e sono diventato lo stretto collaboratore di un uomo politico. Ed è sotto queste spoglie che ho deciso di indirizzarle questa lettera aperta. E’ mia ferma intenzione, infatti, denunciare pubblicamente a lei la vergognosa censura riservata da tutta la carta stampata e dal grande cartello delle televisioni alle numerose, competenti ed efficaci prese di posizione di Salvatore Tamburro in materia di signoraggio bancario e dell’unica soluzione in grado di porvi rimedio, consistente nel ritorno doveroso e legittimo alla sovranità monetaria.

 

Signor Presidente,

 prima di diventare il primo Cittadino italiano lei ha militato in quel Partito Democratico che affonda le proprie radici storiche nella confluenza della parte migliore della Democrazia Cristiana con la parte migliore del Partito Comunista Italiano, del quale è stato uno dei più prestigiosi esponenti. Ebbene, uno degli intramontabili meriti storici di quel partito, fu la lotta che alcuni suoi uomini di punta, ed in particolare il compianto Pio La Torre – che la condusse anch’egli a prezzo della vita – intrapresero contro la Mafia, che in Sicilia un’omertosa parola d’ordine dichiarava addirittura “inesistente”.

 

Signor Presidente,

è vero che oggi parlare di Massoneria in Italia è rischioso quanto lo era un tempo parlare di Mafia in Sicilia?

La legge numero 17 del 25 gennaio 1982, la cosiddetta legge SpadoliniAnselmi, recita che si “considerano associazioni segrete e come tali vietate dall’articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”.

Ebbene, lo statuto attuale della Massoneria italiana ne fa o no un’associazione segreta? Se la risposta è, come dovrebbe essere, negativa, perché anche l’attuale Presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti ne nega ironicamente perfino l’esistenza, quasi fosse costretto ad obbedire al silenzio prescritto dalle leggi della Massoneria stessa? Ne fa forse parte anche lui?

Sono domande che non sono né retoriche, né demagogiche, ed alle quali non solo chi le scrive, ma l’intero Popolo italiano ha diritto di avere una sollecita ed autorevole risposta.

 

Signor Presidente,

concludo ritornando al tema per il quale ho deciso di rivolgermi a lei oggi: il signoraggio bancario. Com’è possibile che quest’ignobile truffa perpetrata ai danni dell’intera Nazione dalle Banche private venga liquidata come una “bufala” perfino da Wikipedia, che è forse l’unica, libera e prestigiosa enciclopedia che si degni almeno di contemplarne la “voce”?

Salvatore Tamburro è, a tutt’oggi, l’unico economista italiano che abbia deciso di squarciare impietosamente il muro dell’omertà mafiosa che grava su questo tema scabroso e al tempo stesso cruciale, come il bambino che candidamente e impunemente fa notare a tutti che il Re è nudo.

 

Signor Presidente,

la prego, ci dimostri, rispondendoci direttamente,o almeno facendoci  rispondere da persona di sua fiducia che, al contrario, lei non lo è!

 

Giancarlo De Palo

 

 

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