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De Palo e Toni giornalisti uccisi in Libano 1980: un libro riapre il loro caso

Un libro “Omicidio di Stato – storia dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni” di Nicola De Palo, riapre il caso mai risolto della morte di due nostri giornalisti italiani in Libano nel 1980: Graziella De Palo e Italo Toni. Intervista con Giancarlo De Palo, fratello di Graziella.

 

Roma, 02 lug – In questi giorni si è riaperto il caso dei due giornalisti scomparsi in Libano nel 1980 a seguito della pubblicazione del libro “Omicidio di stato – storia dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni” di Nicola De Palo. Il 28 agosto 2014 cadrà il segreto di Stato sulla vicenda e il fratello di Graziella si aspetta che venga finalmente alla luce la verità. Di seguito un’intervista ad Giancarlo De Palo.

Il 1980 è per l’Italia un anno particolare dal punto di vista politico e della cronaca. E’ l’anno della strage di Ustica e della bomba alla stazione di Bologna. Fatti per i quali ancora non si è giunti ad una verità ufficiale. Pensa che la scomparsa dei due giornalisti si possa inquadrare in questo contesto di tensione? magari in virtù di possibili scoperte conseguenti a delle inchieste/piste che sua sorella e De Toni stavano seguendo? 
La scomparsa di Graziella è strettamente connessa con le indagini sulla strage di Bologna del 2 Agosto 1980. In quei giorni Graziella aveva già preparato il suo viaggio, ma la notizia della strage e la contestuale apertura di una “pista libanese” mi portò a ritirare ogni forma d’appoggio al suo viaggio e giunsi fino al punto di litigare con lei.

Al contrario di altre scomparse eccellenti, nel vostro caso il Parlamento non ha ritenuto opportuno istituire una commissione di inchiesta per far luce sulla vicenda. I governi che si sono succeduti come hanno risposto alle vostre istanze?

A dire il vero, agli atti della Camera giace la proposta di legge relativa all’apertura di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla “scomparsa” di Graziella e Italo, a firma deideputati Marco Boato, Nello Ayello e Mimmo Pinto. Quanto ai governi, tutte le nefandezze avvennero sotto i governi Forlani (depistaggio falangista e false trattative per la liberazione di Graziella e Italo), Spadolini (mancato pensionamento del piduista Francesco Malfatti di Montetretto dalla carica di Segretario generale del ministero degli Affari Esteri come pure da programma di governo, che prevedeva infatti l’epurazione dei piduisti da tutte le cariche dello Stato, e finanziamento del depistatore di professione Elio Ciolini, con pagamento alle autorità svizzere attraverso il SISDE della cauzione necessaria a farlo uscire dal carcere di Champ Dollon) e Craxi (conferma del Segreto di Stato opposto dal colonnello Stefano Giovannone al Pubblico Ministero romano Giancarlo Armati, pressioni su Maurizio Costanzo per rimettere la sordina alla tragica vicenda di Graziella e Italo). Gli altri governi non hanno fatto praticamente nulla, fino all’avvento di Silvio Berlusconi e di Romano Prodi. Sotto il governo Prodi, nel 1997-1998 ci furono pesanti, gravissimi e inqualificabili interventi di Sergio Vattani, assurto alla poltrona bipartisan di Segretario generale del Ministero degli Esteri, per farmi ricoverare illegalmente in regime di TSO (trattamento sanitario obbligatorio), al fine di screditarmi e farmi recedere dalle mie accuse. Al 2001 risale invece la provvidenziale legge di scioglimento di quella grande associazione a delinquere che era il SISMI, il nostro servizio segreto militare, e di riforma della disciplina del Segreto di Stato.Quanto al piduista Silvio Berlusconi, ad una sua decisione è dovuta la desecretazione di 1240 documenti del SISMI relativi alla “scomparsa” di Graziella e Italo, seguita dal tentativo di procrastinarla indefinitamente con il rifiuto di autorizzarne la fotocopiatura da parte di mio fratello Fabio De Palo, che è dovuto ricorrere personalmente e vittoriosamente al TAR direttamente contro di lui.

Il 28 agosto 2014 ci sarà la scadenza naturale del segreto di Stato su tutta una serie di documenti in possesso delle autorità italiane. Lei si aspetta che finalmente si giunga alla verità sulla vicenda che ha coinvolto sua sorella Graziella De Palo e Italo Toni? 

Sì, me lo aspetto e mi batterò perché questo avvenga. Ovviamente nulla sarà indolore e automatico!

Che cosa si sentirebbe di dire al nostro attuale presidente del Consiglio Mario Monti e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano?
Al presidente Monti chiedo di sottrarsi alla strategia dilatoria adottata trentadue anni or sono dal Presidente del Consiglio pro tempore Arnaldo Forlani e proseguita ostinatamente e scandalosamente da tutti i suoi successori fino a lui e attendiamo da un giorno all’altro il nostro sacrosanto riconoscimento come vittime del terrorismo, secondo quanto richiesto e auspicato dal senatore Francesco Rutelli nel corso della sua determinante presidenza del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR). Mentre ribadisco la nostra richiesta di udienza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al quale ho chiesto e chiedo di trasformare la verità privata scoperta dalla mia famiglia in quella Verità di Stato fortemente auspicata dal nostro Sindaco Gianni Alemanno, il quale ha intanto offerto il patrocinio di Roma Capitale a “Omicidio di Stato”. Il riscatto della nostra povera Patria non può prescindere dal rinvenimento e dalla divulgazione di quel valore supremo che è appunto la Verità.

Un oblio storico e mediatico sembra essere sceso sulla vicenda dei due giornalisti spariti in Libano nel settembre 1980. Le risulta che Mediaset sia in possesso di un documentario mai trasmesso in TV come viene specificato a pagina 174 nel libro? 

Sì, proprio così! L’inClemente Mimun, ex direttore del TG5, tiene nel cassetto da oltre due anni una sconvolgente intervista rilasciata da mia madre al su telegiornale. Al “caso De Palo e la stampa” si potrebbe dedicare un altro intero libro!

Cosa ricorda di più di sua sorella che la caratterizzava come persona e modo di agire? Prevedete voi familiari delle iniziative future per mantenere viva memoria di Graziella De Palo e del suo collega Italo Toni? 

Di Graziella ricordo soprattutto la determinazione. il suo essere una giornalista “con le palle”,  come dopo di lei furono le povere Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutùli. Questo a differenza di tanti colleghi asserviti al Palazzo, marchettari della notizia, primedonne al primo scoop… Mi auguro che la ricorrenza del 2 Settembre ed il Concerto d’apertura della prestigiosa Accademia di Santa Cecilia vengano formalmente adottati e celebrati dal Campidoglio e dai rispettivi Sindaci che vi si succederanno. Dopo di noi vogliamo che il ricordo di Graziella sia affidato ad un’apposita Fondazione.

(AGENPARL)

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