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Calcio-scommesse: altri arresti

Dalle prime luci dell’alba, gli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (SCO) stanno eseguendo 19 provvedimenti restrittivi e numerose perquisizioni in Italia e all’estero nei confronti di appartenenti ad una organizzazione transnazionale dedita alla combine di partite di calcio (match fixing), operante in Italia e in diversi Stati esteri. Gli indagati devono rispondere dei delitti di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. L’operazione odierna costituisce una nuova tranche dell’inchiesta, sempre condotta Polizia di Stato di Cremona coadiuvata dal Servizio Centrale Operativo (SCO), conclusasi, lo scorso dicembre con la cattura di 17 altri indagati, tra i quali i giocatori ed ex giocatori di calcio Carlo GERVASONI, Filippo CAROBBIO, Alessandro ZAMPERINI eLuigi SARTOR. In una prima fase, nel giugno 2011, erano state tratte in arresto altre 16 persone, tra cui l’ex calciatore “Beppe” SIGNORI e gli altri calciatori Marco PAOLONI, nonché Vincenzo SOMMESE e Marco MICOLUCCI.Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi sono compresi giocatori ed ex-giocatori italiani, risultati essere coinvolti nel fenomeno del calcio-scommesse, alcuni dei quali militano nella massima serie calcistica.Sono in corso di esecuzione anche 30 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati, a titolo diverso, per i suddetti reati, deferiti in stato di libertà. Si tratta di calciatori di serie A e serie B, tecnici e dirigenti di società professionistiche (anche della Massima Serie) coinvolti nelle indagini.Per conto del gruppo criminale transnazionale, i giocatori italiani – militanti in serie A, B, LEGA PRO, avrebbero agito, a vario titolo, come referenti del sodalizio transnazionale sul territorio italiano per la combine delle partite di calcio.Tra questi il MAURI Stefano, calciatore , capitano della S.S. LAZIO e MILANETTO Omar, già calciatore del GENOA, attualmente in forza al PADOVA calcio.Arresti si stanno effettuando anche in Ungheria nei confronti di 5 esponenti del gruppo criminale transnazionale facente capo al boss singaporiano TAN SEET ENG, colpito da provvedimento restrittivo, nel dicembre scorso, e ritenuto il capo dell’organizzazione internazionale dedita al match fixing.

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