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Premio giornalismo Costa D’Amalfi Libri a Graziella De Palo, Vincenzo Lauro e Sandro Petrone

A Graziella De Palo, Vincenzo Lauro e Sandro Petrone il Premio per il Giornalismo di Frontiera Costa D’Amalfi Libri.
Intervista al direttore organizzativo, Alfonso Bottone.

Il primo premio postumo, come corrispondente di guerra, Graziella De Palo lo vinse assieme ad Italo Toni solo tre anni fa: si trattava dell’ormai famoso riconoscimento intitolato al martire dell’informazione in Cecenia Antonio Russo.

La voce che Wikipedia dedica ad Antonio è ritenuta dalla stessa “non neutrale”, in nome di chissà quale asettica e inesistente concezione, di stampo anglosassone, dell’obiettività, e proprio per questo, da uomo che si sa di parte, mi piace citarne il commovente incipit, udite udite, “senza fonte”: «Antonio Russo era un free-lance, abituato a vivere in prima persona gli eventi più scottanti. Non aveva voluto iscriversi all’Ordine dei giornalisti e aveva rifiutato offerte di testate blasonate, poiché così si sentiva libero di raccontare senza veti le realtà della guerra e – diceva – le atrocità che le popolazioni civili erano costrette a subire».
Anch’io ho nutrito lo stesso sogno di Graziella e di Antonio, e per questo, dopo aver esordito da ragazzo come giornalista sulla pagina culturale de “La Voce Repubblicana”, mi trovo ora a vagare nel web in cerca di una libera testata, come quella che oggi mi ospita e che ringrazio.

Tre anni fa come oggi mi arrivò una telefonata lusinghiera, ma ingannatrice: «Vuole vincere un premio giornalistico?». Nel rispondere di sì, dentro di me ho pensato che era giunto finalmente il giorno nel quale i miei meriti nell’inchiesta sulla “scomparsa” di mia sorella e del collega Italo Toni, che finora mi hanno procurato solo quell’invalidità civile che con i suoi proventi mi consente di vivere, erano stati finalmente riconosciuti! Invece non si trattava che di una battuta d’esordio: il premio non era per me, già direttore di “Parliamone insieme”, glorioso quindicinale degli anni dell’adolescenza, ma per la mia collaboratrice e inviata in tutte le realtà più scottanti e difficili da trattare: mia sorella Graziella, appunto!

Come il premio Antonio Russo le fu intitolato in concomitanza con il convegno internazionale “Graziella e Italo. Una giornata per non dimenticare”, prima celebrazione ufficiale dell’anniversario della “scomparsa” del 2 settembre [1980, a Beirut] da parte del sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno e del suo addetto stampa, Gian Paolo Pelizzaro, così stavolta il premio Costa d’Amalfi, organizzato per il sesto anno consecutivo da incostieraamalfitana.it – associazione diretta da Alfonso Bottone, il quale fa parte della giuria assieme a protagonisti del mondo dei mass media, tra i quali Mauro Mazza, Cesare Lanza, Antonella Martinelli, Paolo Di Giannantonio, Ivo Mej, Gianluca Ferrara – e dedicato quest’anno ai giornalisti più coraggiosi, le viene assegnato in concomitanza con l’uscita del saggio “Omicidio di Stato”, tratto dalla tesi di laurea di Nicola De Palo, nostro cugino di secondo grado, anche lui ormai completamente immerso e contagiato dagli incredibili risvolti di questo tragico affaire, e pubblicato da un editore tanto puro – e quindi raro – quanto coraggioso, Armando Curcio (pp. 224, euro 18).
«Ogni anno – spiega dal cellulare Alfonso Bottone – consegniamo i premi a personaggi del mondo della cultura, spettacolo, attualità, informazione, sport, che rappresentino il nostro tempo, legandolo ad un tema: quest’anno abbiamo scelto appunto quello dell’informazione, non l’informazione normale, quella di tutti i giorni, ma un certo tipo di informazione…».

Giornalismo di frontiera, borderline?
«Diciamo giornalismo che abbia un risvolto sociale. Ecco perché abbiamo pensato di consegnare in una serata specifica il premio alla memoria di Graziella, per ricordare tutti i giornalisti che si sono impegnati in prima linea, sui fronti di guerra e in quelle situazioni di pericolo e sulla propria pelle, e a volte anche rimettendocela».
A questo punto l’organizzatore di quella che sarà anche la Festa del Libro ci rivela che il premio verrà consegnato  al colonnello Vincenzo Lauro, portavoce del contingente militare italiano in Afghanistan, poiché «anche in questo caso l’informazione è legata all’impegno delle truppe italiane per la pace”, ed al giornalista del TG2 Sandro Petrone, il quale “per la prima volta ha raccontato gli eventi che fanno la storia del nostro Paese con una propria telecamera. Quindi proprio da solo insomma…».
Stiamo parlando di un giornalismo che è il contrario dell’info entertainment dominante, dei giornalisti che spesso spendono tutte le proprie energie per cercare la Verità, ricevendo in cambio minacce pagate al costo della vita, senza alcun riconoscimento che non sia il precariato. I premi, come Graziella o Peppino Impastato, li riceveranno alla memoria. Coccolati da morti con targhe e monumenti, ma lasciati patire da vivi… «Fra gli autori che ci sono in concorso – conclude Alfonso Bottone – ci sarà anche un brano teatrale che ricorderà Peppino Impastato. Diciamo pure che quest’anno, per il premio Costadamalfilibri è centrale il tema dell’informazione intesa come ricerca della verità».

Tema che, guarda caso, è un po’ il leitmotiv del saggio scritto da Nicola De Palo. “Omicidio di Stato” verrà presentato in occasione della consegna del premio in ceramica vietrese “Uomo/Donna del mio tempo” sul sagrato della Cattedrale Sant’Andrea in Amalfi, nella notte tra il 16 e il 17 giugno, cioè esattamente in quello che sarebbe stato il 56° compleanno di Graziella, se la barbarie del terrorismo palestinese, coperto dall’omertà e dagli inconfessabili interessi dello Stato italiano, non ne avesse stroncato la vita nel fiore degli anni.
Ma nella notte, e in attesa che il sole torni ad illuminarlo, dal Cielo Graziella sorriderà lo stesso a quest’altro paradiso di terra e di mare che è appunto quel tratto della costa d’Amalfi baciata da Dio.

Giancarlo De Palo

2 COMMENTS
    1. Erminia Borzì

      Bravo! Giancarlo!!!!!

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