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Afragola (NA): ancora non rimosso l’amianto davanti alla scuola media ‘Settembrini’

Non è ancora cambiato nulla al C.so Alcide De Gasperi ad Afragola (NA).

Un pezzo monco di canna fumaria in Eternit, un composto costituito da cemento-amianto, e quindi contenente fibre di amianto, è ancora lì depositato sul marciapiede in un luogo dove non dovrebbero assolutamente esserci.

Si tratta infatti, di una delle principali arteria cittadine che corre davanti alla sede dell’ASL e del suo poliambulatorio nonché nei pressi di un punto di primo soccorso e ancor peggio davanti ad una scuola media statale, la SMS ‘Settembrini’. Sul corso si ‘affacciano’ poi, anche numerose attività commerciali.

Il pezzo monco di canna fumaria in Eternit non è affatto nascosto agli occhi di nessuno e li ben visibile a tutti, accostato al muro, occupando in parte il marciapiedi, semi avvolto da brandelli di un telo di cellophane e da un nastro giallo con impressa una scritta in nero ‘ATTENZIONE
PERICOLO AMIANTO’.

Si tratta quest’ultima, di un iniziale e ingenuo tentativo di messa in sicurezza del manufatto in eternit che è miseramente fallito.

Ora il pezzo monco di canna fumaria in Eternit è li scoperto e quasi certamente sta disperdendo nell’ambiente le micidiali e mortali fibre di amianto di cui è composto.

La canna fumaria non è integra per cui rientra nella categoria di pericolosità previste della legge.

Infatti, l’eternit quando è rotto o frantumato costituisce un vero pericolo alla salute.

Le fibre di amianto se inalate infatti, possono provocare gravissime patologie all’apparato respiratorio.

Il tumore per amianto si manifesta però, anche dopo decenni.

Chi si reca sul posto può osservare che sul marciapiede il manufatto in eternit  appare anche parzialmente circondato da rifiuti vari e dalla vegetazione incolta. Si tratta di  un ‘immagine che accresce ancora di più la sensazione di abbandono in cui vessa quel luogo posto nel centro cittadino.

Un luogo che è frequentatissimo, durante tutto l’arco della settimana, dai bambini che frequentano la scuola media e che vi passano almeno due volte al giorno e da chi si reca al vicino poliambulatorio e chiunque altro che per altri motivi si reca in zona.

Si tratta di persone che sono praticamente esposte all’alta nocività di questo tipo di rifiuto definito altamente tossico.

Responsabile per competenza  è  l’ufficio comunale del Servizio Igiene Urbana e Tutela Ambientale,  l’Ufficio Ispettivo Ecologia e le Attività  Produttive a cui sede è in via Olmo in Afragola (NA) di cui è responsabile risulta essere l’Arch. Giuseppe De Luca.

 

In particolare dell’ igiene urbana e tutela ambientale il cui responsabile risulta essere il dott. Aniello Castaldo.

Forse chi di competenza non si è ben reso conto della pericolosità della situazione.

Provoca enorme sconcerto il fatto poi, che le ragioni della ritardata rimozione del pericoloso manufatto sembra siano state attribuite a ragioni economiche.

L’intervento di rimozione purtroppo comporta  costi molto elevati. Costi che ora sono a carico dell’Amministrazione Comunale in quanto l’autore del suo abbandono sul marciapiede è purtroppo ignoto.

Si è quindi di fronte ad un fatto di inaudita gravità soprattutto per due principali motivi.

Perchè il manufatto composto da un tipo di materiale così altamente pericoloso è stato abbandonato in strada furtivamente e incoscientemente da qualcuno nottetempo. Un illegale deposito avvenuto tra la fine del mese di marzo e l’inizio di aprile la dove si trova ancora oggi.  Ancor peggio, il pezzo monco di canna fumaria in eternit è stato  ivi lasciato per settimane senza che se ne provvedesse alla rimozione.

Eppure ne è stata segnalata la presenza ed è stata ‘tentata’ anche una sua messa in sicurezza in attesa di un’ipotetica rimozione che per ora non si sa quando potrà avvenire.

Liberoreporter ha denunciato questa situazione in un precedente articolo lo scorso 3 aprile e ancora il 21 aprile successivo.

Da allora sono trascorsi quindi almeno un mese e mezzo eppure ‘colpevolmente’ l’amministrazione comunale non ha ancora provveduto a rimuovere quel pericoloso manufatto da quel luogo altamente frequentato soprattutto da minori, anziani e persone fisicamente debilitate da malattie o altro.

Ferdinando Pelliccia

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