LiberoReporter

La misteriosa candidatura di Montezemolo a sindaco di Roma

 

L’ipotesi della scesa in campo di Luca Cordero di Montzemolo è stata lanciata su internet dal sito ilportaborse.com con due articoli messi online rispettivamente l’8 e il 10 marzo 2012.

Il secondo articolo è stato poi rilanciato dal noto sito web dagospia.com il 13 aprile.

Montezemolo, secondo queste indiscrezioni, starebbe pensando di candidarsi a sindaco di Roma alle prossime amministrative dell’aprile 2013 con l’appoggio del Pd.  Colpisce la stranezza di rilanciare l’articolo dopo oltre un mese dalla pubblicazione da parte di un sito come Dagospia, noto per pubblicare notizie in anteprima e per un attento monitoraggio delle notizie diffuse sul web. Nonostante il seguito di Dagospia, nessuno ha commentato o smentito l’indiscrezione.

Lo scenario ipotizzato

Secondo l’ipotesi riportata da ilportaborse.com e attribuita a una fonte interna a Italia Futura, il progetto prevede un ticket  tra Corrado Passera, Nicola Zingaretti e Luca Cordero di Montezemolo, con il primo candidato a premier, il secondo destinato a un ruolo di primo piano nazionale e il terzo candidato a sindaco di Roma. Il tutto con il sostegno del Partito democratico.

Il ticket Passera-Zingaretti ricalcherebbe lo schema di un tecnico candidato premier affiancato da un giovane politico emergente usato nel 1996, all’epoca del ticket tra Romano Prodi e Walter Veltroni alle elezioni politiche.

Lo scenario ipotizzato prevede anche la trasformazione di Roma Capitale in una Città-Regione, con l’istituzione di una città metropolitana con ampi poteri sul modello di Washington D.C. negli Stati Uniti d’America.

Anche se non citata nell’articolo, non va dimenticata l’ipotesi della candidatura di Mario Monti alla Presidenza della Repubblica, data per scontata da molti analisti politici. Se si dovesse ipotizzare uno scenario come quello sopra descritto, con le principali istituzioni e la Capitale rette da appartenenti all’élite tecnico-imprenditoriale, il passaggio dalla democrazia alla tecnocrazia raggiungerebbe il punto di non ritorno.

 

I trascorsi rapporti d’affari: i legami tra Passera e Montezemolo

Montezemolo e Passera, nella loro qualità rispettivamente di azionista della MDP Holding  (Socia al 33,5% di NTV e controllata da Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo con quote paritetiche) e di Amministratore delegato di Intesa San Paolo (controllante della IMI Investimenti, socia al 20% di NTV), sono stati soci in affari nella Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV), dal 2008 fino alle dimissioni di Passera da Ad della banca, coincidenti con la sua nomina a Ministro dello Sviluppo Economico e Ministro delle Infrastrutture e Trasporti.

Altri soci rilevanti da un punto di vista politico-economico sono SNCF (Le Ferrovie dello Stato francesi, che detengono una quota del 20% di NTV) e in neo presidente di Confindustria Alberto Bombassei (che detiene il 5% di NTV attraverso Nuova Fourb Srl)

 

I rapporti tra Zingaretti e NTV

A luglio 2010 L’Ad di NTV, Giuseppe Sciarrone, e il Presidente della Provincia di Rom, Nicola Zingaretti, hanno sottoscritto nella sede della Provincia un protocollo d’intesa per l’apertura di una scuola di formazione per il personale di NTV. La sede della scuola sarà presso l’hub Romano di NTV, in corso di realizzazione nel vecchio Air Terminal situato dietro alla Stazione Ostiense.

La scelta di quella sede per NTV è stata annunciata contestualmente alla sottoscrizione del protocollo con la Provincia di Roma. Durante la conferenza stampa, Zingaretti ha definito la scelta di NTV «molto intelligente: si investe in un luogo morto di Roma che grazie alla presenza di tanti giovani riprenderà vita». Non risulta che nessun rappresentante del Campidoglio sia stato coinvolto nella scelta dell’hub romano della nuova compagnia ferroviaria.  Il protocollo prevede la formazione e l’assunzione di 750 persone,  da assumere tra l’autunno del 2010 e quello del 2012, realizzate attraverso un progetto di formazione integrato del costo di 15 milioni di euro. Altre 42 persone sono state formate e assunte nel 2009, sempre con il contributo della Provincia di Roma.

Si tratta in totale di 792 assunzioni nel comparto autoferrotranvieri (anche se NTV ha un contratto separato) che ricadono sotto l’ombrello politico della Provincia di Roma.

 

I progetti di espansione di NTV

Più volte è filtrato da ambienti NTV  il progetto di espandersi nell’ambito del Trasporto Pubblico Locale e Regionale. È stato anche reso noto l’interesse per i servizi di trasporto da e per gli aeroporti. In più occasioni Montezemolo ha pubblicamente chiesto la separazione tra la rete ferroviaria nazionale (sotto il controllo di RFI) e il gestore del servizio.

 

Il conflitto d’interessi di Passera e Montezemolo

L’operato di Corrado Passera attraverso il decreto sulle liberalizzazioni nella parte relativa ai Servizi Pubblici Locali e in quella relativa al trasporto, raccoglie i desiderata sopra descritti dell’azienda di cui era socio fino al momento della sua nomina.

Vale la pena di trascrivere un passo della “contromanovra” presentata da Italia Futura il 19 agosto 2011:

 

Mercato, non solo a parole.

Facciamo nostre le proposte avanzate oggi su La Stampa in tema di liberalizzazioni dall’Istituto Bruno Leoni. E cioè:

a)    separazione della rete gas dall’ex monopolista per liberalizzare il mercato del gas

b)    introduzione della concorrenza nel trasporto ferroviario regionale

c)     liberalizzazione dei servizi pubblici locali

d)    riforma dei servizi idrici (pur nel rispetto dell’esito del referendum)

e)    liberalizzazione del settore postale

f)      liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi

g)    liberalizzazione dell’assicurazione infortuni (e privatizzazione dell’Inail)

h)    piena liberalizzazione delle telecomunicazioni.»

Va precisato che l’Istituto Bruno Leoni è presieduto dal Senatore Nicola Rossi, membro del comitato esecutivo di Italia Futura.

Non sfugge il fatto che a dettare le linee guida dei provvedimenti che sono stati varati o che si è tentato di varare con il decreto legislativo sulle liberalizzazioni sono sostanzialmente stati ripresi sic et simpliciter dal testo pubblicato dall’associazione presieduta da Montezemolo.

Nella sua futura veste di Sindaco di Roma, Montezemolo potrebbe decidere liberamente sia il futuro del Trasporto Pubblico locale della Capitale, sia quello di Atac, che come noto gestisce anche tre linee ferroviarie in concessione dalla Regione Lazio.  La portata del conflitto d’interessi che si verrebbe a creare, visto il suo ruolo di socio forte di NTV, non merita ulteriori commenti.

 

Perché Atac e il trasporto ferroviario del Lazio sono strategici per NTV

Oltre all’ovvia espansione del business della società, Atac per NTV rappresenta un obbiettivo strategico per ragioni infrastrutturali. L’acquisizione del comparto metro-ferroviario di Atac è strategica per una società come NTV, poiché consentirebbe l’uso delle officine di OGR, situate a Magliana lungo la Roma-Lido, ma collegate ai binari della Stazione Ostiense con binario di servizio che traversa via Pellegrino Matteucci, chiuso da due cancelli.

Attualmente il suo utilizzo è pressoché impossibile, in virtù del traffico in transito su quella strada, che collega tutta l’area della Circonvallazione Ostiense con via Ostiense. L’imminente apertura del cavalcaferrovia posto all’altezza della fermata di Garbatella, trasformerà via Matteucci in una strada secondaria, dove sarebbe possibile utilizzare nelle ore notturne quel binario per trasferire i treni in manutenzione. Ciò permetterebbe a NTV di non dover pagare al concorrente RFI-Trenitalia, il corrispettivo dello stazionamento notturno in stazione e quello per l’utilizzo delle aree destinate alla pulizia dei treni e di non dover effettuare tutte le manutenzioni nel polo realizzato a Nola.

Per quanto concerne il trasporto ferroviario regionale, la gestione organizzativa di quel servizio sulla tratta Roma-Orte è strategica per gli operatori dell’Alta Velocità. L’assegnazione delle “tracce” ai regionali va, infatti, a influire sulla velocità di percorrenza dei treni Alta Velocità. Questo meccanismo può essere gestito a vantaggio o a danno di un operatore. Risulta che durante lo scorso autunno, un emissario di NTV abbia avvicinato l’assessore regionale ai Trasporti Francesco Lollobrigida per chiedergli di tenere conto di almeno alcuni treni di NTV durante la compilazione degli orari. Il contatto avrebbe provocato forti tensioni tra Lollobrigida e la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che non sarebbe stata informata del colloquio.  La trasformazione di Roma Capitale in una Città-Regione potrebbe trasferire le competenze attualmente in capo alla Regione Lazio e rendere un Montezemolo Sindaco di Roma dominus incontrastato del trasporto ferroviario.

 

Morale della favola

Rileggendo nella giusta sequenza tutti questi “indizi” emerge un quadro abbastanza chiaro di quello che si sta muovendo all’ombra del Campidoglio. Poteri forti stanno cercando di rimettere insieme due componenti cruciali in vista delle prossime competizioni elettorali (sia nazionali che locali): ciò che rimane della politica e dei partiti (sull’orlo di essere spazzati via dall’anti politica fomentata da movimenti come quello capeggiato da Beppe Grillo o dal sempre più vasto partito del “non voto”) e spezzoni del mondo economico e imprenditoriale, da tempo ormai compromessi con la politica.

Questi movimenti sono finalizzati ad un unico obiettivo: evitare la catastrofe annunciata prendendo il controllo di un “nuovo” che dovrà soppiantare il “vecchio” sistema dei partiti mangia soldi e senza più sostegno popolare e consenso elettorale. Il colpo di mano che ha favorito l’avvento a Palazzo Chigi del governo tecnico ha fatto crollare gli ultimi pilastri che sostenevano i meccanismi della politica che facevano in qualche modo da argine al predominio del potere economico-imprenditoriale sulle istituzioni.

Se vero, il piano messo a punto è chiaro: creare un sistema di candidature con un ticket elettorale capace di intercettare quell’elettorato sempre più nauseato o disturbato dalle performance dei partiti tradizionali (sia di destra che di sinistra), mettendo in campo da una parte un (finto) outsider, un volto nuovo e rassicurante per conquistare il comune più importante d’Italia, quello della Capitale, e dall’altra spianare la strada ai nuovi leader del Pd, in questo momento intrappolati nel braccio di ferro interno al partito e bloccati all’esterno dall’avanzare delle sinistre più aggressive come quelle di Sel, Federazione della Sinistra, dal pressing di movimenti come Idv e Terzo Polo (ormai al capolinea dopo lo scandalo dell’ex tesoriere della Margherita, senatore Luigi Lusi).

L’idea che Montezemolo possa concorrere per diventare sindaco di Roma è molto suggestiva. Così come è suggestiva l’idea che Zingaretti, con la proverbiale prudenza che lo contraddistingue, non è oggi così convinto e determinato ad assumere il ruolo di candidato sindaco con un partito (il Pd) sempre più debole e lacerato da durissime lotte intestine e logorato da altre forze (solo apparentemente) meno compromesse con la gestione del potere.

Olivier Frérot


 

Encatena - Your content marketing platform
RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends