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Caso marò: indagati da Procura di Roma per omicidio volontario

i due marò “La Procura della Repubblica di Roma, sulla base della ritenuta giurisdizione italiana” riguardo alla vicenda dei due marò detenuti nello stato indiano del Kerala, ”ha iscritto al numero 9463/2012 un procedimento nei confronti dei militari Massimiliano Latorre e Salvatore Girone indagandoli per omicidio volontario”.  Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia, Paola Severino, nel corso del question time alla Camera precisando che la stessa procura ”sta inoltre procedendo contro ignoti per il reato di pirateria nella forma del tentativo di relazione al mercantile Enrica Lexie”.

IL 16 Aprile è stata al centro di un convegno alla Camera, nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini, l’analisi balistica realizzata dall’ingegnere Luigi Di Stefano, che dimostra, dati alla mano, l’innocenza dei due fucilieri del Reggimento San Marco imbarcati sulla petroliera Enrica Lexie e ancora agli arresti in India con l’accusa di aver ucciso i due pescatori Valentine Jalstine e Ajesh Pinki.

‘’La perizia balistica indiana è falsificata in modo ‘evidente’ e ‘oggettivo’’’. Lo sostiene l’ingegnere Luigi Di Stefano, autore di un’analisi balistica che dimostra l’innocenza dei due fucilieri del Reggimento San Marco imbarcati sulla petroliera Enrica Lexie ancora agli arresti in India con l’accusa di aver ucciso i due pescatori Valentine Jalstine e Ajesh Pinki.

“La falsificazione – spiega l’esperto noto tra l’altro per essere stato l’estensore della perizia sul disastro aereo di Ustica – riguarda proprio i punti del documento nei quali si dichiara la colpevolezza dei militari italiani, e appare tanto più grave perché può essere stata fatta solo nell’ambito delle stesse autorità indiane per via di un timbro a mano apposto dopo la falsificazione”.

In particolare, Di Stefano documenta fotograficamente (sul sito che ospita la sua analisi all’indirizzo http://www.seeninside.net/piracy/) gli ‘’evidenti segni di falsificazione dei risultati’’ della perizia balistica indiana: ad esempio, ‘’l’utilizzo di una macchina da scrivere differente’’ (la perizia è scritta a macchina e non al computer) per i punti del documento in cui si indica che i proiettili sono stati sparati dai fucili Beretta SC 70/90 sequestrati sulla nave Enrica Lexie e ‘’il testo precedente, cancellato, che ancora appare in tracce sul lato sinistro del foglio’’.

Ad avviso del perito, insomma, come mostrano le foto, ‘’gli elementi che indicano la responsabilità italiana negli omicidi sono stati modificati in tempi successivi alla prima stesura, nella quale, evidentemente, erano diversi’’. ‘’Bastava un esame anche non approfondito per evitare di dare a sessanta milioni di italiani la notizia che da parte indiana si era raggiunta la ‘prova’ della colpevolezza dei militari italiani’’, conclude Di Stefano, che assicura: ‘’Naturalmente continuerò ad esaminare il documento sugli altri dettagli tecnici’’.

 

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