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Caso Enrica Lexie: altre due settimane di custodia preventiva per i due marò

Oggi si è tenuta una nuova udienza davanti alla corte del tribunale di Kollam nello stato federale indiano del Kerala.

Un’udienza nel corso della quale i giudici come prevedibile hanno provveduto al rinnovo di altri 14 giorni dei termini di carcerazione preventiva dei due marò,  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

I termini di carcerazione  sono stati rinnovati in quanto la polizia del Kerala non ha ancora concluso le indagini e quindi non è ancora in grado di formalizzare le accuse a carico di Latorre e Girone.

La prossima udienza è stata convocata per l’11 maggio prossimo, prima della scadenza naturale delle nuove due settimane di custodia.

Il rinnovo della loro custodia giudiziaria secondo la legge indiana può avvenire al massimo per un periodo non superiore ai tre mesi.

I due sono attualmente detenuti nel carcere di  Trivandrum capitale del Kerala dal 5 marzo scorso con l’accusa di omicidio.

In precedenza i due fanti di marina erano stati sottoposti dal 20 febbraio a fermo di polizia.

Si tratta della quarta volta che  il periodo di custodia giudiziaria viene rinnovato.

Le autorità locali ritengono ch ei due militari italiani abbiano ucciso per sbaglio due pescatori locali in mare il 15 febbraio scorso perchè scambiati per pirati.

I due marò insieme ad altri quattro si trovavano a bordo della nave italiana Enrica Lexie della società di navigazione F.lli D’Amato di Napoli e componevano un Nucleo Militare di protezione, NMP, istituiti dalla legge 130 del 2011 per proteggere le navi di bandiera dai pirati.

A riguardo della nave italiana attualmente bloccata nel porto di Kochi nel Kerala dal 15 febbraio scorso domani la Corte Suprema del Kerala non dovrebbe opporsi  alla sua partenza che è stata richiesta dal suo armatore.

Non dovrebbero infatti, più sussistere ragioni investigative a far valere l’opposizione alla partenza della nave ne tantomeno i familiari delle due vittime si dovrebbero opporre, come avevano fatto dallo scorso 29 marzo impugnando la sentenza in primo grado dell’Alta Corte del Kerala dello che autorizzava la partenza della Enrica Lexie previo deposito di un a somma di denaro a titolo cautelativo.

La convinzione arriva dal fatto che la scorsa settimana i familiari hanno deciso di ritirare le loro denunce gazie ad un’accordo di conciliazione siglato con il governo italiano ch edovrebbe versare a loro un risarcimento di 10 milioni di rupie circa 150mila euro.

In merito però, oggi i giudici della Corte Suprema indiana hanno obiettato su questo accordo extragiudiziale raggiunto la settimana scorsa ed hanno anche bloccato il versamento della somma.

Ferdinando Pelliccia

 

 

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