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Politica: Brunetta (PDL), alle urne in autunno in una strategia di ridefinizione europea

(AGENPARL) – Roma, 17 apr – “Riforma del mercato del lavoro? Il testo finale della riforma, ora al Senato, contiene degli eccessi di rigidità che vanno corretti. Soprattutto sulla flessibilità in entrata si fa una marcia indietro inaccettabile rispetto anche alle leggi Biagi, con il rischio di ricacciare nel sommerso quei tre milioni di lavoratori che negli ultimi anni sono faticosamente emersi grazie agli interventi di Treu, Maroni, Sacconi”. Così l’ex ministro per la Pubblica Amministrazione e deputato del Pdl Renato Brunetta, in un’intervista pubblicata oggi da “Il Mattino”.

“Così com’è – sottolinea – il testo Monti-Fornero sparge il terrore. Parte dal pregiudizio che la posizione dominante nel mercato del lavoro debba essere il contratto a tempo indeterminato e fa passare le posizioni più flessibili come situazioni frutto di abuso, opportunismo, speculazione: ma mica dietro tutte le partite Iva si nascondono contratti irregolari! Non è questo che ci chiedeva l’Europa. Si vede che le burocrazie ministeriali hanno preso la mano alla pur valida Fornero. D’altro canto solo la Cgil è soddisfatta della riforma. Persino il Pd è in imbarazzo: è un grande partito e anche lì ci sono tanti liberi professionisti, artigiani, imprenditori, partite Iva”.

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