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Argentina. Pinto (CGIE): associazioni italiane continuano lavoro umanitario

(AGENPARL) – Buenos Aires, 10 apr – “Giorni fa il consigliere del CGIE gr. uff.Gerardo Pinto ha visitato Claypole, località appartenente alla Circoscrizione Consolare di Lomas de Zamora, e ha avuto occasione di conoscere l’attività svolta dall’Associazione di Adozione a Distanza “Le Cinque Parole”. È stato accolto dalla presidente associativa locale, sig.ra Alicia Buonocore che con emozione ha raccontato la storia dell’opera che ha origine nel 1948 ad iniziativa del giovanissimo sacerdote italiano orionino fratel Vincenzo Re (così lui voleva essere chiamato). Subito dopo l’ordinazione sacerdotale ed in possesso di due lauree, raggiunta Claypole, poverissimo centro argentino situato nella periferia di Buenos Aires, abbandonando qualsiasi aspirazione di carriera all’interno della congregazione orionina, dedicò tutta la sua vita al sostegno dei piccoli bisognosi e delle loro famiglie. Lui diede vita alla “Missione fratel Vincenzo” per mezzo della quale si impegnò, con i suoi fratelli laici, a far fronte alla “pentalogia” (così fratel Vincenzo chiamava i cinque fattori indispensabili per dare aiuto ai piccoli bisognosi e le loro famiglie), rappresentata da, alimentari, vestiario, medicinali, scuola, ed infine preghiera. La sua Opera a Claypole, ancora oggi, annovera numerosi interventi, perfettamente funzionanti, tesi a far fronte alla “pentalogia” : l’Asilo Nido, la Scuola Materna, la Scuola Elementare, l’Istituto Professionale, la Mensa, il Salone Polivalente, la Chiesa della Madonna di Lujan e il Centro Caritas locale dove opera Alicia Buonocore, collaboratrice di fratel Vincenzo per venti lunghi anni. Nel 1988, dopo 40 lunghi anni di lavoro, fratel Vincenzo viene forzatamente trasferito in Italia, qui giunto sceglie di venire a Carbonia (Sardegna). La lontananza da Claypole, il ricordo di quei poveri bambini, delle loro famiglie, delle misere condizioni di vita lasciate, sono stati i motivi che spinsero fratel Vincenzo all’età di 72 anni di ricominciare il percorso umanitario, questa volta “A DISTANZA”. Nel 1992 ricominciò la sua opera, sempre accompagnato da fratelli e sorelle laiche, dando vita alla Associazione Adozione a Distanza “Le Cinque Parole”. Nella scelta del nome non poté trovare soluzione migliore che riferirsi alla frase detta da Gesù, riportata nel Vangelo di Matteo (25,40): “tutto quello che avete fatto ad uno dei più piccoli di questi miei fratelli…LO AVETE FATTO A ME” …ecco il significato di Le Cinque Parole! La collaborazione dei padrini e delle madrine italiane permette oggi la costruzione di piccoli fabbricati, la possibilità di dare alimenti, medicine, vestiti, scarpe da tennis, zaini e tutto l’occorrente per la scuola a ben duecento bambini adottati a distanza da loro. Complimenti allora a questa magnifica opera che,malgrado i momenti difficili al mondo, va avanti! Grazie ai padrini,madrine e consiglio direttivo italiano per la loro opera umanitaria!”. E’ quanto si legge in una nota di Gerardo Pinto, consigliere Cgie per l’Argentina.

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