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Crisi. Brunetta (PDL): mossa Bce non ha funzionato. Le banche non fanno prestiti




(AGENPARL) – Roma, 16 apr – “Ora è ufficiale. L’euforia di molti analisti economici, generata dai generosi prestiti Bce alle banche europee, è finita. Sembrava che gli oltre mille miliardi di euro caduti a pioggia sul sistema bancario, grazie alle operazioni di rifinanziamento a lungo termine promosse dall’istituto di Francoforte, potessero essere la panacea di tutti i mali per le asfittiche economie europee. Così non è stato; concepiti ufficialmente per dare prezioso ossigeno all’economia reale rischiano ora di gettare i primi semi di una futura crisi del sistema finanziario ed economico europeo”. Così l’ex ministro per la Pubblica Amministrazione e deputato del Pdl Renato Brunetta, in un editoriale pubblicato oggi da “Il Giornale”. “Negli ultimi mesi – continua – la Banca centrale si è dimostrata molto più attiva che in passato; da una parte il costo del denaro è stato mantenuto particolarmente basso (tassi di interesse pari all’1%) e dall’altra sono state promosse due operazioni di prestito agevolato (anch’esso al tasso di interesse dell’1%) agli istituti di credito europei (Long term rifinancing operation, Ltro) per un totale di oltre 1.000 miliardi di euro erogati a favore di 523 banche nel Ltro 1 (dicembre 2011) e di 800 banche nel Ltro 2 (febbraio 2012)”. “I più importanti istituti di credito italiani – sottolinea Brunetta – hanno attinto a piene mani dal ‘bancomat’ Bce a un tasso di interesse bassissimo, pari all’1%. Con questa liquidità, oltre ad altre operazioni di tornaconto sui propri bilanci, le banche hanno acquistato ingenti quantità di titoli di Stato italiani a rendimenti decisamente favorevoli, pari al 4-5,5%. Contestualmente le stesse banche operano, naturalmente, anche sul mercato secondario (proprio quello che determina lo spread) dove hanno tutti gli strumenti necessari per condizionare i rendimenti al rialzo. Infatti, come sappiamo, il mercato secondario influenza il prezzo e, conseguentemente, i rendimenti delle aste che avvengono sul primario, proprio dove acquistano i titoli tanto vantaggiosi. Senza considerare che i titoli acquistati sono gli stessi che poi vengono depositati come garanzie collaterali presso la Bce per ottenere nuovi finanziamenti a tassi agevolati”. “Sembra una spirale teoricamente infinita e non priva di rischi. L’unico dato certo è che l’economia reale non ha beneficiato in nessun modo della strategia adottata dalle Banca centrale. Cittadini e imprese, che hanno sostanzialmente pagato la crisi finanziaria – conclude Brunetta – sono ancora una volta spettatori inermi (e paganti) di questo scenario inquietante”.

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