LiberoReporter

Siria. Assad parla di tregua con Annan, mentre bombarda Idlib

Oggi secondo giorno di colloqui tra l’inviato della Nazioni Unite e della Lega Araba Kofi Annan e il presidente siriano Bashar al Assad. Annan cercherà ancora una volta di strappare almeno un «cessate il fuoco» e la possibilità di far accedere le organizzazione umanitarie nei luoghi dove si registrano i maggiori scontri.
La situazione umanitaria risulta infatti disastrosa in quasi tutto il paese, in particolare a Homs, teatro di fortissimi scontri nei giorni scorsi, tra le truppe regolari leali al regime e i soldati che hanno deciso di disertare per unirsi agli oppositori del presidente Assad.
Nel primo colloquio di ieri tra Annan e Assad, secondo fonti inglesi, il presidente siriano avrebbe respinto la richiesta dell’inviato dell’Onu e Lega Araba, riguardante la richiesta per un dialogo politico, con quelli che Assad considera dei veri e propri “gruppi armati di terroristi”.
Accantonata dunque la via del dialogo politico, a Kofi Annan non resta che cercare di raggiungere una tregua e permettere ai soccorsi di alleviare le molte ferite inflitte nei bombardamenti alla popolazione civile, anche se, mentre si svolgevano i colloqui, le truppe di Assad non hanno fermato neppure per un minuto l’offensiva in varie città della Siria.

La città più colpita è Idlib, la nuova roccaforte  simbolo della resistenza, dopo l’abbandono di Homs da parte delle forze che si oppongono al regime e dove si sta concentrando un nutrito numero di truppe lealiste, con lo scopo di accerchiare la città. Con oggi sono 4 i giorni in cui si registrano continui bombardamenti.
Nella sola giornata di ieri sono morte 95 persone nel paese arabo. Le truppe leali al presidente hanno colpito la città con i cannoni e con colpi di mortaio.
Molti i civili che stanno tentando di abbandonare la città.
E proprio mentre è in corso il secondo colloquio tra Annan e Assad, arrivano le prime notizie di fortissimi scontri che si stanno consumando anche oggi nella città di Idlib, particolarmente nel distretto di al-Jisr Choughour. A fine giornata ci sarà l’ennesima conta dei morti nella “nuova” città simbolo della resistenza, che, con  buona probabilità, riceverà lo stesso trattamento di Homs: un martellamento continuo per stroncare nel sangue chi si oppone al regime di Bashar al Assad.

T.S.

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends