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India. Voto nel Kerala: il seggio vacante va al partito di maggioranza

Il tanto temuto test elettorale del Kerala, stato federale nell’India meridionale, elezioni suppletive per coprire un seggio vacante per la morte di un deputato di maggioranza, è stato magnificamente superato.

Alla fine il Fronte Democratico Unito, partito di maggioranza, ha riconquistato il seggio.

Lo scanno era quello del distretto di Piravom, a pochi kilometri da Kochi, ed è andato al candidato, Anup Jacob che è poi, il figlio dello stesso parlamentare che sedeva in Parlamento e che lo ha reso vacante con la sua morte.

Di fatto, una sorta di avvicendamento tra padre e  figlio.

Jacob ha praticamente sbaragliato il candidato del ‘Left Democratic Front’ il Partito Comunista dell’India, fino a poco tempo fa al potere nello stato ed ora all’opposizione. Il candidato del Fronte Democratico Unito ha conquistato almeno 12mila preferenze in più rispetto al rivale. Questo voto suppletivo ha visto una partecipazione record degli aventi diritto, praticamente sono andati a votare l’86,7%.

In India, dallo scorso mese di febbraio e fino a metà marzo, si  è votato per rinnovare i parlamenti di 5 stati federali, Punjab, Uttar Pradesh, Manipur, Uttarakhand e Goa.

Queste elezioni si sono rivelate un vero disastro per il ‘Partito del Congresso’, il partito di Sonia Gandhi, al potere nel Paese asiatico sebbene il partito aveva gettato nella mischia le sue forze migliori. Addirittura si è impegnato in prima persona Rahul Gandhi figlio di Sonia che sarà il prossimo candidato premier del ‘Partito del Congresso’.

Per cui l’appuntamento con le urne nel Kerala era considerato come un vero e proprio test elettorale dopo i recenti smacchi specie in vista delle elezioni legislative del 2014.

Il partito al governo in India, con l’esecutivo del primo ministro Manmohan Singh, sta pagando per i tanti scandali che lo hanno caratterizzato.

Il governatore dello Stato del Kerala è Oommen Chandy, del ‘Partito del Congresso’ appoggiato da una sparuta maggioranza. Nel Kerala i deputati dalla coalizione di maggioranza, dei 140 seggi dell’assemblea legislativa, ne occupano appena 71 contro i 68 del ‘Left Democratic Front’ all’opposizione dopo anni al governo ed ora in cerca di rivalsa politica.

La vittoria elettorale era di vitale importanza per  Chandy e per la continuazione del suo mandato.

Con questa disputa politica, si è andata purtroppo ad intrecciare la vicenda dei due marò italiani in carcere proprio nello stato federale indiano perché accusati di duplice omicidio, quello di due pescatori locali uccisi perché scambiati per pirati.

Il locale partito comunista ha accusato il governatore dello Stato di non saper garantire l’incolumità dei pescatori e ha denunciato il trattamento di favore riservato finora ai due militari italiani.

Chandy è al governo dello stato da appena un anno dopo averlo stappato all’opposizione, che lo riteneva una sua roccaforte, ha dovuto difendere la posizione conquistata ad ogni costo.

L’incidente al largo delle coste del Kerala che vede coinvolti i due marò non poteva capitare in un  momento peggiore. Con molta probabilità le azioni indiane compiute contro i due militari italiani sono state accentuate dalla volontà politica di voler dimostrare all’opinione pubblica locale che quanto affermato dall’opposizione non aveva fondamento.

Ed di fronte a tutto questo alla fine i due sottoufficiali di Marina del Reggimento San Marco,  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono
stati prima fermati e poi sono finiti agli arresti e poi, tradotti in carcere per una colpa che per ora non è stata ancora provata che sia loro.  Una vicenda che in Italia fin dall’inizio ha infiammato gli animi ed ora sembra anche seguire una certa logica politica.

Ferdinando Pelliccia

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