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Caso Enrica Lexie. Terzi: nave in porto Kochi e marò in carcere grazie a sotterfugio e azione coercitiva autorità indiane

Dopo aver incassato la solidarietà della comunità internazionale che si è schierata tutta al fianco dell’Italia nella vicenda dei marò arrestati in India la Farnesina ora punta ad evidenziare che la nave Enrica Lexie si trova in porto Kochi e i due marò in carcere grazie ad un sotterfugio e ad un’azione coercitiva, che ha indotto i militari italiani a scendere a terra, attuati dalle autorità indiane.

Secondo quanto esposto dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi, i Paesi alleati dell’Italia nella lotta alla pirateria marittima sono preoccupati che l’episodio possa avere ripercussioni sull’efficacia dell’azione di contrasto alla stessa e soprattutto sono interessati al fatto che i militari impegnati in operazioni di pace e in azioni antipirateria devono essere giudicati dai loro Paesi.

Il ministro ricostruendo le tappe della vicenda partendo fin dalle prime fasi intervenendo oggi al Senato ha affermato: “L’ingresso della Enrica Lexi in acque indiane è stato il risultato di un sotterfugio della polizia locale, in particolare del centro di coordinamento della sicurezza in mare di Bombay che aveva richiesto al comandante della Lexie di dirigersi nel porto di Kochi per contribuire al riconoscimento di alcuni sospetti pirati. Sulla base di questa richiesta, il comandante della Lexie, acquisita l’autorizzazione dell’armatore decideva di dirigere nel porto. Inoltre il comandante della squadra navale e del Centro operativo interforze della Difesa non avanzavano obiezioni, in ragione di una ravvisata esigenza di
cooperazione antipirateria con le autorità indiane, non avendo essi nessun motivo di sospetto”.

Il ministro ha poi, anche sottolineato come la consegna dei marò italiani alle autorità indiane è avvenuta per effetto di evidenti, chiare azioni coercitive da parte delle autorità indiane. “Un’azione coercitiva portata avanti da oltre trenta uomini armati della sicurezza indiana, saliti a bordo per prevalere i due marò e portarli a terra nonostante la ferma opposizione delle nostre autorità presenti”, ha spiegato Terzi che ha anche
spiegato che: “in qualità di ministro, non avevo titolo ne’ autorità ne’ influenza per modificare la decisione del comandante dell’Enrica Lexie, di
entrare in porto. Pur tuttavia ho avuto subito la convinzione che fosse urgente affermare la nostra opposizione alla pretesa indiana ad avere diritto esclusivo ad avviare accertamenti, inchieste e interrogatori. L’episodio è avvenuto in acque internazionali, a 22 miglia dalla costa indiana, in una zona che la prassi e la dottrina internazionali riconoscono sottratta alla giurisdizione delle Stato costiero. Non solo: La missione militare dell’Ue, Atalanta, contempla la possibilità di inviare nuclei militari armati a bordo delle navi e con chiare regole di ingaggio; e tale presenza di militari a bordo è conforme alla risoluzione Onu che invita tutti i Paesi alla lotta alla pirateria. Adesso, la strategia del governo è quella di
sostenere la giurisdizione italiana dinanzi all’Alta Corte del Kerala e prepararsi all’eventuale processo con l’ausilio di un team qualificatissimo di
giuristi italiani arrivati in loco; e ottenere dalle autorità indiane la garanzia della sicurezza fisica dei nostri militari in un ambiente ostile.
Quanto alla perizia balistica, il governo ha ottenuto la partecipazione di due eccezionali esperti in qualità di osservatori”.

Terzi ha poi, aggiunto che: “La Farnesina lavora alacremente per assicurare il momento in cui i due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, potranno tornare ai loro cari; e nel suo lavoro diplomatico ha ottenuto il sostegno di grandi Paesi amici, preoccupati anch’essi che l’episodio possa avere ripercussioni sull’efficacia dell’azione di contrasto alla pirateria”. Il ministro ha anche ricordato i contatti avuti con l’Ue, i Paesi più influenti nel Consiglio di Sicurezza, il segretario generale dell’ONU, i Paesi arabi più vicini e ha ricordato anche l’incontro di oggi del Presidente del Consiglio, Mario Monti con l’alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, che ormai è stata fortemente sensibilizzata sulla vicenda.

“Un’informativa dettagliata ed esaustiva, che ha chiarito tutti i dubbi sulla gestione della crisi. Pieno sostegno al ministro e al governo con l’obiettivo di riportare al più presto a casa Massimiliano Latorre e Salvatore Girone”, sono queste la parole con cui il senatore Raffaele
Lauro, Pdl, ha commenta l’intervento del ministro Terzi in aula oggi al Senato per ricostruire le tappe della vicenda dei marò.

Ferdinando Pelliccia

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