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Siria. Mentre arriva a Damasco la Amos, Homs muore: ancora nessun accesso alla Croce Rossa

Valerie Amos in Siria per colloqui volti a garantire l’accesso per consegnare rifornimenti ed evacuare  i feriti nelle zone devastate dai bombardamenti. Ma il regime tira dritto. Ancora nessun permesso alla Croce Rossa per entrare in Bab Amro.

La responsabile delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari Valerie Amos è giunta oggi a Damasco. La visita dell’alto funzionario Onu ha lo scopo di sollecitare il regime siriano affinché consenta l’accesso ai soccorsi nelle aree civili più disastrate dai bombardamenti dei soldati fedeli a Bashar al Assad. Ciò che preoccupa maggiormente è il quartiere di Bab Amro (Baba Amr) nella città di Homs, teatro da oltre un mese di cannoneggiamenti dei soldati fedeli al presidente siriano. E la Siria ha accolto con la solita arroganza l’arrivo dell’Alto funzionario: il bombardamento del ponte che permetteva il collegamento con il confine del Libano, dalla città di Homs, stroncando così la possibilità alla popolazione di passare in territorio libanese, costringendoli ad un ritorno nella città. Le condizioni sanitarie nella terza città della Siria, sono sempre più disastrose. Quasi nessun palazzo è stato risparmiato dalle ogive dei cannoni o dai fori dei proiettili. Si sospetta ci siamo parecchi corpi da recuperare sotto le macerie e il non poterli recuperare da parte dei soccorsi, amplifica i rischi di malattie infettive a causa della decomposizione dei cadaveri. Restano infatti ancora alla periferia della città, le colonne di mezzi della Croce Rossa, impossibilitata ad entrare in Bab Amro, dal diniego siriano. I profughi che sono riusciti ad arrivare in Libano, parlano dell’aria irrespirabile in Homs, a causa dei morti in putrefazione sotto le macerie. Le descrizioni di corpi straziati dai colpi di cannone dei soldati fedeli ad Assad, sono raccapriccianti. E la mattanza siriana non accenna a diminuire. Se nella città di Homs, al momento sono cessati i cannoneggiamenti, grazie anche al fatto che le forze di opposizione hanno abbandonato la città, lo stesso non si può dire per altri centri della Siria.Bastane, Idlib, Herek, Derea e Deir ez-Zor stanno ricevendo lo stesso trattamento riservato a Homs nei giorni scorsi. Colpi di mortaio e cannonate, stanno cercando di stanare i soldati ribelli, che hanno disertato dalle file regolari. 22 i morti solo nella giornata di ieri e già questa mattina altri 6 sono i morti accertati.
Intanto la compagnia di bandiera francese Air France, ha deciso la sospensione dei voli da e per Damasco, a causa delle violenze in corso nel paese arabo.

T.Siciliano

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