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Il fallimento dell’Unione Europea secondo Tim Congdon

Alla Conferenza di UKIP (Partito per l’indipendenza del Regno Unito), tenuta a Skegness nella Lincolnshire il 3 marzo scorso, nel suo intervento l’economista britannico Tim Congdon ha toccato alcuni aspetti cruciali sullo stato dell’economia dell’eurozona e sui riflessi nei rapporti e negli equilibri fra gli Stati membri.  Congdon, 61 anni, membro del direttivo di UKIP, da sempre euroscettico, oltre ad essere docente universitario, ha lavorato per la City di Londra, è stato anche membro del Bank of England’s Monetary Committee. Dal 2008 è corrispondente economico del magazine britannicoStandpoint, e grazie alla sua lunga esperienza ha maturato una conoscenza molto approfondita dei meccanismi alla base dell’attuale sistema europeo.

Nei 20 anni 1992-2011, nella zona euro l’esportazione è cresciuta circa del 1,6% l’anno, poco più della metà del tasso rispetto al resto del mondo. Il FMI si aspetta che il divario di crescita si allarghi ulteriormente. In quel periodo, in quei 20 anni, solo due anni, 1998 e 2001 – ha visto una maggiore crescita nella zona euro rispetto al resto del mondo. Nei 10 anni 2002 – 2011 incluso, la produzione nella zona euro è cresciuta circa del 1,1% l’anno, poco più di un terzo rispetto al resto del mondo. Non ci si meraviglia infatti che il FMI si aspetti che il divario di crescita si ampli alla luce di questi dati.

L ‘Unione europea senza il Regno Unito – è un fallimento economico, in calo rispetto al resto del mondo. Il resto del mondo, naturalmente, comprende tutto il Commonwealth.Ma perché l’euro zona è un fallimento? Secondo Tim Congdon le nazioni della zona euro sono mal governate, “mal tassate” e mal regolate, non da ultimo perché i burocrati non eletti, invece di politici democraticamente eletti, sono in carica. Un osservatore inglese, molto attento delle vicende britanniche ci ha scritto “Il Regno Unito sorprese il mondo nel 1979 con la sua “resurgence” – economica, politica, militare – dopo aver eletto la Thatcher. Credo che da qui al 2015 sorprenderà il mondo di nuovo. Prevedo che il partito conservatore si spaccherà sulla questione dell’appartenenza all’UE – già 81 deputati Tory votarono per un referendum popolare sulla questione qualche mese fa, sfidando l’ordine di Cameron di votare contro la proposta di tenere un referendum. Ora, se si spaccano i Tories si creerà un vuoto politico nel centro-destra, e UKIP è pronto per colmarlo (la politica come la natura non sopporta i vuoti; un po’ – mutatis mutandis – come nel 1994 Berlusconi sorprese tutti riempiendo il vuoto lasciato dalle macerie della DC e del PSI dopo Mani Pulite). Già alle europee del 2009 UKIP è arrivato secondo fra i partiti britannici, battendo sia i laburisti al governo, sia i liberaldemocratici. E’ vero che nelle politiche del 2010 non ottenne un solo seggio, ma è difficilissimo vincere i primi seggi con il sistema uninominale. E  non era scoppiata ancora la crisi dell’eurozona, per cui la gente non pensava molto ancora all’UE come un issue importante per elezioni nazionali. Però, una volta che si rompe la barriera del nostro sistema elettorale vincendo i primi seggi, allora se ne vincono decine alla volta, se non centinaia. Già ora la base Tory è piú in sintonia con quello che dice Nigel Farage,leader do UKIP, e vede male Cameron e i suoi amici lib dem”.

 

 


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