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GdF Palermo: controlli distributori di benzina contro truffe. Sequestrati 5 impianti

Un vasto piano di controllo economico del territorio mirato sui distributori di carburante, è stato svolto in questi giorni dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, con lo scopo di prevenire condotte fraudolente in danno dell’utenza e fenomeni di abusivismo e vendita in nero di carburanti, che possono trovare maggiori occasioni in questo periodo di crescita dei prezzi al consumo.
Anche sulla base di diverse segnalazioni d’irregolarità pervenute nelle ultime settimane al numero 117 della Guardia di Finanza da parte di automobilisti e altri operatori del settore rispettosi delle regole, a Palermo e nei principali centri urbani del territorio provinciale (Termini Imerese, Bagheria, Partinico, Cefalù, Corleone), le Fiamme Gialle hanno nel complesso controllato 51 impianti di distribuzione, soprattutto per la verifica degli adempimenti contabili ed amministrativi inerenti la gestione, di quelli più propriamente “tecnici” legati alla regolare erogazione del carburante, delle giacenze di prodotto nei serbatoi, della corretta esposizione dei prezzi sulle colonnine di erogazione e sui cartelli posti a margine della carreggiata, nonché della qualità dei carburanti erogati.
La percentuale di irregolarità è risultata essere pari al 40% degli impianti controllati, con diversificate violazioni.
In primo luogo, sono state verbalizzate sanzioni amministrative per circa 250.000 euro nei confronti di 16 distributori di cui 2 per la totale mancata esposizione dei prezzi dei carburanti, 9 per inosservanza dei turni e degli orari di apertura e chiusura, 3 per giacenze di carburanti inferiori a quelle risultanti dai registri contabili in dotazione agli impianti e 1 sia per mancata esposizione prezzi che per irregolarità nelle giacenze; per una società di distribuzione al dettaglio, si è provveduto al recupero di imposta derivante dal mancato pagamento della cosiddetta “Robin tax”, l’addizionale IRES introdotta dal 2008, tra l’altro, per gli operatori del settore petrolifero, quale misura per tassare i profitti derivanti dall’aumento dei prezzi e delle tariffe del settore energetico degli ultimi anni.
Un ulteriore impianto è stato scoperto erogare carburante in misura inferiore a quella indicata sulla colonnina; i finanzieri hanno quindi proceduto al sequestro penale dell’intera struttura per manomissione dei sigilli apposti nei congegni di taratura delle colonnine di erogazione, mentre sono in corso ulteriori approfondimenti tecnici su un congegno elettronico rivenuto nel corso del controllo che potrebbe essere stato utilizzato per l’alterazione della misura del prodotto erogato.
Per altri 2 impianti sono scattati altrettanti sequestri amministrativi di carattere cautelativo, in quanto non avevano provveduto ad eseguire la prescritta visita periodica, necessaria per certificare il regolare funzionamento dei congegni di misurazione degli erogatori e uno dei due è stato sanzionato anche per la mancata esposizione dei prezzi.
Scoperta anche 1 impresa  che vendeva e distribuiva gpl in bombole in totale assenza delle prescritte autorizzazioni; i finanzieri della Tenenza di Cefalù hanno   proceduto al sequestro del deposito, sito in Castelbuono (Pa) e di 1.790 Kg. di gpl  in bombole ivi detenute nonché alla contestuale denuncia del titolare all’Autorità Giudiziaria.
Ma il caso più eclatante è quello scoperto da una pattuglia del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo che ha individuato, nella zona industriale di Carini (PA), un impianto di distribuzione di carburante per autotrazione (gasolio) gestito da due pregiudicati, completamente abusivo.
All’impianto “fantasma” le Fiamme Gialle, insospettite dalle lunghe code di autoveicoli notate negli ultimi giorni, sono risalite dopo alcuni sopralluoghi e appostamenti in prossimità dell’area, presidiata da un complesso impianto di videosorveglianza e da un cancello automatico con comando di apertura a distanza.
Introdottisi “in borghese” nell’area con la scusa di voler rifornire le proprie vetture, i Finanzieri hanno avuto conferma che si trattava di un punto di distribuzione completamente abusivo, privo di certificazioni antincendio e della prescritta licenza di esercizio, il cui gestore erogava gasolio a privati e imprenditori applicando prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato; addirittura 1,10 euro a litro.
La colonnina di erogazione era azionata a distanza da un sofisticato meccanismo elettronico che, collegato ad alcune pompe idrauliche, consentiva di attingere gasolio da cisterne occultate all’interno di container o di autocarri parcheggiati nel piazzale dell’area.
Accertata l’abusiva detenzione e commercializzazione del gasolio, è stata perquisita l’intera area, rinvenendo oltre 600 litri di gasolio, 173 kg di olio lubrificante e numerosi beni impiegati nell’attività illecita, tra i quali la colonnina erogatrice, un impianto di sorveglianza, 2 autocarri e diversi container.
Al termine dell’intervento, il soggetto che materialmente riforniva le autovetture e il responsabile dell’impianto sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Palermo per avere abusivamente detenuto e commercializzato gasolio, sottraendolo in tal modo al pagamento delle accise, per avere omesso di denunciare alle competenti Autorità la detenzione di materiale infiammabile e per violazioni alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’intera area e tutti i materiali e i prodotti ivi detenuti sono stati sequestrati, anche per scongiurare i seri rischi di incendi ed esplosioni che avrebbero potuto compromettere la sicurezza dei “residenti” nelle immediate vicinanze.
L’esame del carteggio sequestrato presso l’impianto (schede carburante, bolle di consegna, titoli di credito ecc.) ha permesso inoltre di accertare che, dal mese di marzo del 2011, l’impianto ha venduto completamente “in nero” oltre 55.000 litri di gasolio (corrispondenti a un valore economico che supera i 65.000 euro).
I riscontri immediatamente eseguiti, hanno al momento consentito di individuare 11 clienti – di cui 9 privati e 2 autotrasportatori –  denunciati alla locale Procura della Repubblica per i reati di ricettazione e di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.
Infine, sono in corso le analisi chimiche da parte degli Organi competenti sui numerosi campioni di prodotto prelevati dai finanzieri al fine di verificare la qualità dei carburanti erogati e riscontrare l’eventuale presenza di componenti non consentiti che ne alterano la qualità in pregiudizio dell’ambiente e della resa.

Video della Guardia di Finanza

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