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Nave Costa. Decreto anti-inchini e protezione santuario cetacei: plauso di Greenpeace




Roma, 01 mar – Greenpeace applaude l’iniziativa dei ministri Passera e Clini resa pubblica oggi di emanare un “decreto anti-inchini” con regole precise per limitare la navigazione in aree sensibili dopo il disastro della Costa Concordia al Giglio. Per sollecitare l’emanazione del decreto, Greenpeace ha raccolto e inviato al ministro Passera oltre 35.000 messaggi attraverso una petizione online lanciata lo scorso primo febbraio, dopo che Clini aveva promesso il decreto per la navigazione sicura in attesa di essere emanato da dieci anni.

«Anche se dobbiamo ancora valutare il testo del decreto, le sue prescrizioni e le deroghe previste, e quindi le sue conseguenze concrete, si tratta sicuramente di un segnale politico importante per la tutela delle aree sensibili – afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. –Di particolare rilievo il fatto che si annunci una norma specifica per navi cargo con carichi pericolosi nel Santuario dei Cetacei. Si tratterebbe in assoluto della prima importante misura di tutela per un’area che da anni aspetta di essere debitamente protetta.» Greenpeace da anni denuncia il crescente degrado del Santuario dei Cetacei, un’area protetta sulla carta con una legge del lontano 2001, ma che fino all’emanazione di questo decreto non ha mai goduto di regole e controlli specifici. Negli ultimi anni, i ripetuti monitoraggi dell’associazione hanno evidenziato l’ aumento del traffico navale, la diminuzione dei cetacei, contaminazione da metalli e idrocarburi sia lungo le coste che nei pesci, e un’elevata concentrazione di batteri fecali in alto mare. Gli ultimi disastri, da quello della Costa Concordia a quello della perdita di fusti tossici al largo della Gorgonia dall’eurocargo Venezia della Grimaldi Lines, hanno solo reso evidente una situazione da tempo critica. «Diamo atto al governo di aver preso una iniziativa così rilevante e ci auguriamo che questo sia solo il primo passo nella tutela del Santuario dei Cetacei e di tutte le attività economiche che da esso dipendono.» conclude Onufrio.
(AGENPARL)

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