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Bonelli (verdi): su incidente Ilva Taranto ora indaga Europa

Roma, 09 mar –  “Dopo l’esposto presentato in Procura adesso sull’incidente al trasformatore dell’Ilva che ha riguardato 38 tonnellate di olio minerale composto di idrocarburi naftenici e paraffinici indaga anche il Commissariato all’Ambiente dell’Unione Europea i cui uffici hanno chiesto approfondimenti alle autorità italiane sulle autorizzazioni rilasciate”. Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi e candidato a sindaco di Taranto Angelo Bonelli ha reso noto la risposta dal Commissariato all’Ambiente dell’Unione europea a cui Aria pulita per Taranto aveva inviato una segnalazione nelle ore in cui una nube densa e altissima investiva la città.

“Il liquido oggetto dell’incidente è confluito nel sistema fognario disperdendosi in mare – prosegue il leader ecologista -. Si tratta di una circostanza estremamente preoccupante perché lo sversamento riguarda sostanze cancerogene e mutagene cui il ministero dell’Ambiente attribuisce effetti nocivi per la salute pubblica. Gli idrocarburi paraffinici e naftenici possono provocare il cancro, alterazioni genetiche ereditarie e sono nocivi per i polmoni in caso di ingestione”.
“Aria pulita e i cittadini si sostituiscono alle istituzioni che avrebbero il dovere di tutelare il diritto alla vita, alla salute pubblica e all’ambiente ma che ma che, al contrario, mostra un atteggiamento ambiguo e inefficace, divenuto ancora più insopportabile alla luce delle gravi emergenze che investono il territorio jonico – conclude Bonelli -. Le misure da adottare per restituire un futuro a Taranto non possono ammettere ulteriori ritardi né esitazioni”. Ecco la traduzione della della lettera del delegato Thomas L.W. Verheye (Commissariato Ambiente Ue)
“L’impianto Ilva di Taranto è stato oggetto di reclami nel passato e la Commissione sta seguendo molto da vicino questa situazione. Essendo un impianto siderurgico, è sottoposto alla direttiva IPPC del 2008 e, in considerazione della grande quantità di sostanze prodotte, anche alla Direttiva Seveso (96/82/EC). In questo contesto, abbiamo richiesto approfondimenti presso le autorità italiane per conoscere le autorizzazioni rilasciate, le circostanze e le relative misure adottate dalle autorità competenti a seguito del verificarsi del suddetto incidente”.
(AGENPARL)
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