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Siria. Homs: giornalista Conroy ora in Libano. Per la Bouvier no conferma francese

Si sta spargendo la notizia che i due giornalisti feriti nei bombardamenti della settimana scorsa nella città siriana di Homs, siano stati evacuati dal paese e si troverebbero in Libano. Se per il fotografo britannico Paul Conroy arrivano conferme non soltanto dalle televisioni arabe, ma anche dal padre del giornalista,  nessuna conferma ufficiale è arrivata invece per la collega francese Edith Bouvier. L’ambasciata francese in Libano, contattata dalla tv araba Al Jazeera, non ha potuto confermare che la giornalista si trovi in Libano. Ricordiamo che, sia la Bouvier, che Conroy, sono stati feriti nel bombardamento del media center in Homs in cui si trovavano, dove hanno invece perso la vita altri due colleghi: Marie Colvin e Remi Ochlik. Non è ancora chiaro come Conroy abbia raggiunto il Libano, visto che gli sforzi per evacuare i feriti, da parte della Croce Rossa internazionale nella giornata di ieri, non avevano dato frutti e avevano raccolto un rifiuto da parte del governo siriano.
Intanto non sono per nulla cessati i bombardamenti a Homs. Alcuni attivisti hanno dichiarato che l’esercito si prepara a nuove mosse per stroncare la rivolta: una divisione d’elite corazzata, agli ordini del fratello del presidente siriano Maher al Assad, si sta dispiegando alla periferia della città e in alcuni punti all’interno della stessa nelle vie strategiche di accesso. Intanto ai  morti per gli attacchi e i bombardamenti, si aggiungono coloro che non riescono ad avere le cure necessarie anche per le più elementari malattie e altri muoiono per mancanza di alimentazione. La situazione all’interno della città di Homs è da brivido: praticamente inesistenti i generi alimentari, così come scarseggiano medicinali e presidi medico-chirurgici di ogni tipo. L’alto commissario per i diritti umani della Nazioni Unite, Pillay, ha confermato che “la situazione umanitaria nel paese è  disastrosa”. Navi Pillay ha chiesto un immediato cessate il fuoco umanitario, che ponga fine alle violenze e agli scontri, richiamando la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità di fronte al massacro che sta compiendo in Siria il presidente Bashar al Assad, che incurante prosegue nel suo progetto di reprime nel sangue l’opposizione al suo regime.

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