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GdF Bergamo: vasto piano di controllo economico del territorio

E’ in pieno svolgimento da ieri, a cura di oltre 140 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo, un vasto “Piano Coordinato di Controllo Economico del Territorio” che interessa la città ed il territorio della provincia di Bergamo.

In particolare, pattuglie di finanzieri “in divisa” sin da ieri stanno dando attuazione ad una serie di attività operative volte al contrasto ed alla prevenzione degli illeciti fenomeni dell’abusivismo commerciale e della minuta vendita di merce contraffatta.
Altre pattuglie, in questo caso composte da militari in “abiti civili”, sono contestualmente impegnate nel controllo della regolare emissione di scontrini e ricevute fiscali da parte di una molteplicità di esercenti, appartenenti alle diverse categorie che caratterizzano il variegato panorama economico della città di Bergamo e della sua intera provincia.

In particolare si segnala che, attraverso innovative modalità operative, sono in corso controlli anche nei confronti di liberi professionisti.

I “quadrati” del territorio bergamasco maggiormente interessati dall’operazione delle Fiamme Gialle sono quelli del centro (Via XX Settembre, Viale Giovanni XXII, Via Camozzi, Zona Malpensata, Borgo Palazzo e zona ospedale) e di “Città Alta”, mentre in provincia sono concentrati in numerose località tra cui Almè, Bagnatica, Treviglio, Costa Volpino, Clusone e Sarnico.

Tali tipologie di operazioni si inquadrano in consolidate metodologie d’azione, sistematicamente attuate anche nella specifica prospettiva di utilizzare i dati “caldi” acquisiti sul campo per integrare ed attualizzare le attività di monitoraggio ed analisi del tessuto “economico-finanziario”.

La “mappatura del territorio” e le correlate “analisi di rischio” sono infatti divenute usuali strumenti di cui si avvalgono i reparti del Corpo al fine di meglio “mirare” ben più approfondite attività ispettive o di indagine (anche di polizia giudiziaria) verso i soggetti nei cui confronti emergono significativi indizi di comportamenti illeciti e di “infedeltà fiscale”.

Si evidenzia che l’odierno “Piano Coordinato” ha quali obiettivi non solo quello di tutelare gli operatori economici “regolari” dalla sleale ed illecita concorrenza degli abusivi e di coloro che vendono merci fuori norma, ma anche quello di evitare che gli esercenti ed i liberi professionisti che rispettano gli obblighi di emissione dei documenti fiscali finiscano con il risultare indebitamente “svantaggiati” rispetto a loro concorrenti che violano le norme tributarie.

 

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