LiberoReporter

Gioco illegale a Roma: Sette poliziotti per controllare migliaia di locali

Il mercato del gioco illegale a Roma, riporta Agipronews, vale 1,5 miliardi, il 15% del totale nazionale. Numeri, diffusi dal Silp Cigl di Roma (il sindacato dei lavoratori della polizia), che danno l’idea di un fenomeno enorme e capillare, nella capitale, e per questo motivo tanto difficile da controllare e arginare. Dalle slot non collegate in rete alle scommesse non autorizzate: tutto rientra in un enorme calderone che sottrae allo Stato milioni di euro e rende i giocatori, più o meno consapevolmente, evasori fiscali. “E’ nota a tutti l’esistenza di gruppi criminali che investono nel settore – ha spiegato ad Agipronews Corrado Silvetti, del Silp Cigl di Roma – Si tratta di un fenomeno difficile da quantificare, ma il dato vero è che il mondo del gioco è una delle principali fonti di gettito e per questo rientra anche nel riciclaggio ed è un mercato dove, a prescindere, si sta investendo molto”. I controlli del settore investigativo vengono fatti a campione, o su segnalazione, “poi interviene la polizia amministrativa – racconta Silvetti – La nostra squadra è composta da sei-sette persone e operiamo sull’intero territorio di Roma dove sono presenti diverse migliaia di sale e punti scommesse. Si tratta, dunque, di un controllo relativo, vista la mancanza di risorse umane”.

La piaga delle slot scollegate, una truffa per Erario e giocatori

La maggior parte delle verifiche – e delle irregolarità riscontrate – avvengono nei locali dove sono presenti slot scollegate o completamente irregolari. “Quello che più volte abbiamo rilevato nel corso delle nostre indagini è la contraffazione degli apparecchi da gioco – spiega sempre ad Agipronews Silvetti – Come sappiamo le new slot autorizzate devono essere collegate alla rete Sogei. Ora questo tipo di sistema viene aggirato in due modi: attraverso il mancato collegamento o attraverso la mancata denuncia dell’apparecchio. Se questo collegamento in rete non avviene, il gettito è completamente in nero: in questo modo si inganna lo Stato e le entrate per l’erario diventano praticamente nulle. Chi gioca, nel frattempo, continua a giocare, ma non vincerà mai perché spesso il ritorno è ridotto al 50%, rispetto al 75% garantito dalla macchine regolarmente collegate”. Dunque la new slot incassa ma non restituisce quanto dovrebbe. “Nella gestione dei locali con apparecchi fuori legge si utilizzano soggetti apparentemente puliti, ma spesso alle loro spalle c’è la criminalità organizzata – aggiunge Silvetti – E’ anche vero che su questi apparecchi si gioca molto. Nel corso dei nostri controlli abbiamo verificato che si tratta, in prevalenza, di asiatici. Sono moltissimi i cinesi che giocano, è un vero e proprio vizio. Lo dimostra anche il fatto che, prima del boom delle new slot, spesso abbiamo scoperto bische clandestine esclusivamente di cinesi”.’Taroccare’ una slot, però, è un’operazione che diventa più difficile con “gli apparecchi di nuova generazione, che hanno una tecnologia molto complessa e sono sempre più difficili da modificare e necessitano dell’intervento di un ingegnere informatico – prosegue Silvetti – quindi si ricorre sempre più spesso alla mancata denuncia dell’apparecchio stesso”.

 

Poche segnalazioni, fenomeno ancora incontrollabile

“Non dobbiamo dimenticare, poi, – conclude Silvetti – che l’altra fonte di evasione fiscale è rappresentata dal gioco online sui siti .com, che in Italia non sono autorizzati. Il nostro paese non ha ancora recepito le indicazioni dell’Unione Europea in questo senso, anche i siti internet italiani sono affollati di centinaia di pubblicità di bookmaker .com e si continua a giocare senza pagare le tasse all’erario. Anche qui per quantificare il fenomeno e controllarlo ci vorrebbe il lavoro di tecnici informatici, mentre la polizia postale (che conta 120 persone nel Lazio), in Italia, si concentra soprattutto sulle questioni legate ai minori e alle truffe sul web”. Un fenomeno, dunque, che esiste, ma è difficilmente quantificabile e controllabile. “Dal nostro punto di vista, purtroppo, i controlli rimangono pochissimi. Spesso avvengono perché in un determinato locale è stato commesso un reato, e contestualmente si verifica anche la presenza di apparecchi non collegati, altre volte questo non avviene – spiega ad Agipronews il responsabile di Silp Cigl – Le nostre indagini partono sempre da segnalazioni, che sono comunque poche. A Roma il mercato del sommerso è enorme e il gioco ne fa parte a tutto tondo: il problema è che spesso, senza indicazioni precise, è difficile farlo venire a galla”.

Tagged with: , , ,
Encatena - Your content marketing platform
RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends