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“Convertendo BPM”:si invitano i sottoscrittori a collaborare con gli inquirenti sul fronte penale

Sul caso del Bond Convertendo BPM che ha provocato perdite nell’ordine del 90% del capitale investito, sta indagando la procura di Milano con i Pubblici Ministeri Roberto Pellicano e Antonio Pastore. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano (tel 02/6766.1 – via Fabio Filzi, 42 20124 Milano) stanno procedendo all’audizione dei sottoscrittori al fine di verificare le modalità di collocamento. Le audizioni non sono circoscritte alle persone convocate dall’autorità giudiziaria, ma aperte a tutti i sottoscrittori che desiderano collaborare con le indagini. In base ai casi che si sono potuti analizzare dalla documentazione inviata ad ADUC al fine di inoltrare i primi reclami, l’associazione ha potuto verificare come la banca abbia spesso fatto firmare ai clienti clausole palesemente false.

In alcuni casi si è rilevato che sono state firmate clausole che qualificavano dei normali risparmiatori come “investitori professionali”. La clausola quasi standard che veniva quasi sempre sottoscritta riguarda “l’iniziativa del cliente”. Dai casi analizzati oltre l’80% dei sottoscrittori firmava inconsapevolmente una clausola che affermava che l’acquisto del titolo era stato proposto su iniziativa del cliente e non, come invece è avvenuto, su proposta della banca.

E’ evidente che queste clausole firmate, in un processo civile, hanno pur sempre il loro peso sebbene siano palesemente “clausole di stile”. In sede penale, invece, dove si può badare più alla “sostanza”, possono costituire un indizio del disegno  che la banca ha posto in essere per collocare questi titoli a loro vantaggio ed a danno dei clienti.

Si invitano tutti i sottoscrittori che desiderino dare un contributo alle indagini, a contattare il Nucleo di Polizia Tributaria di Milano e a raccontare come si è svolto realmente il collocamento, in particolare che tipo di sollecitazioni la banca ha operato per consigliare la sottoscrizione.

Chi lo desidera può rivolgersi agli indirizzi sopra riportati e fissare un appuntamento per spiegare il proprio caso oppure, se abitano lontano da Milano, possono inviare una memoria che descriva come è avvenuto il collocamento, previo telefonata.

 

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