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Concordia: trovati altri due corpi. 15 le vittime accertate. Recuperata 2^ cassaforte comandante

Sono stati individuati, dagli uomini delle forze dell’ordine impegnati nelle ricerche, altri due corpi nella poppa della nave all’altezza del ponte 4. Si tratterebbe di altre due donne che indossavano il giubbotto di salvataggio.
Salgono così a 15 i morti, ma rimane ancora il giallo sul  numero dei dispersi. I dubbi sorgono per il fatto che a bordo potevano trovarsi persone non registrate al momento dell’imbarco, come affermato in una nota del Commissario all’emergenza del Giglio, Gabrielli (www.liberoreporter.it/?p=17740).
Intanto il nucleo dei sommozzatori dei carabinieri di Genova, ha ritrovato all’interno della cabina del comandante Francesco Schettino, la seconda cassaforte e anche le carte nautiche in cui erano tracciate le rotte. Con questo ritrovamento e con la cassaforte recuperata nei giorni precedenti, gli inquirenti sperano di trovare documenti utili per ricostruire la vicenda.
Per quanto riguarda le operazioni di bonifica del carburante dei serbatoi della Costa Concordia, le stesse potranno partire al più presto e si potranno fare in contemporanea con la ricerca dei dispersi. Le condizioni stabili della nave, dunque, permetteranno la possibilità di effettuare entrambe le operazioni e la conferma arriva dal procuratore di Grosseto, Verusio, che lo ha comunicato oggi con una nota, dopo l’incontro avuto con il commissario delegato all’emergenza.
Lo stesso procuratore, non ha gradito affatto la pubblicazione di molti atti relativi alle indagini, su alcuni media nazionali.
Il commissario per l’emergenza, Gabrielli, a chiesto a Costa Crociere di presentare un piano per il recupero della nave.
Da questa operazione dipende anche la possibilità di recupero di coloro che sono rimasti all’interno della nave, in luoghi al momento inaccessibili ai sommozzatori. “Se ci sono dei cadaveri tra lo scafo e il fondale – ha dichiarato Gabrielli, durante il briefing tenuto oggi all’isola del Giglio – questi potranno essere recuperati solo nel momento in cui la nave sarà riportata nel suo asse naturale.”  Si ventila però anche un’altra ipotesi per il recupero: se non si riuscisse nell’operazione di rimettere in asse la nave, considerato l’intervento di gran lunga più veloce, si potrebbe provvedere allo smantellamento sul posto, dell’imbarcazione.

Una interessante nota del Cnr
Il traffico navale che ogni giorno attraversa il bacino del Mediterraneo è costituito da 2.000 traghetti, 1.500 navi merci e 2.000 imbarcazioni commerciali, 300 di loro sono navi cisterna (20% della quantità mondiale del traffico di petrolio del mare), che trasportano più di 350M di tonnellate di petrolio all’anno (8M barile al giorno).

Lo scopo del Progetto ARGOMARINE (Automatic Oil Spill Recognition and Geopositioning integrated in a Marine Information System) progetto europeo del settimo programma quadro, settembre 2009 – agosto 2012) è quello di sviluppare un sistema integrato per il monitoraggio degli eventi di traffico e dell’inquinamento marino dovuto ai vettori / navi commerciali e imbarcazioni da diporto che impattano su aree marine sensibili come quelle del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Parco Nazionale di Zacinto (qualità dell’acqua e diffusione di idrocarburi / chiazze di petrolio su grandi aree).
Tale monitoraggio è attuato attraverso una rete di comunicazione ad alta velocità che convoglia dati ambientali ottenuti da sensori diversi (SAR, iperspettrali, termici, acustici, nasi elettronici) montati su satelliti, aerei, navi, boe ancorate in situ e AUV (robot sottomarini autonomi).
I dati sono raccolti in aree di test dei due parchi, e inviati mediante link telemetrici a un server centrale dove sono integrati con l’uso di tecnologia web mapping. Sono gestiti anche modelli di eventi critici e post-incidente (sversamento in mare di sostanze inquinanti) fornendo strumenti di supporto alle decisioni per favorire l’intervento delle autorità preposte.

Il server centrale ospita un Sistema Informativo Marino, cioè un sistema informatico in cui i dati di telerilevamento, i risultati degli esperimenti sul campo e le stime dei modelli di simulazione sono opportunamente integrati, nel quale sono anche disponibili strumenti per l’archiviazione e il recupero dei dati stessi, la loro manipolazione e analisi, così come la loro presentazione  attraverso un’interfaccia grafica comune ad alto livello.

Il ruolo del CNR-ISTI è quello di progettare e realizzare la struttura di comunicazione dell’intero sistema, il Sistema Informativo Marino e il sistema di supporto alle decisioni per la gestione di eventi critici.

Il Consorzio ARGOMARINE

–    Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (Coordinatore)
–    Università Tecnica Nazionale di Atene (GRECIA)
–    Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienza e Tecnologie dell’informazione (ITALIA)
–    Nansen Environmental and Remote Sensing Center (NORVEGIA)
–    Centro de Marinha Investigação e Ambiental – CIMA Universidade do Algarve (PORTOGALLO)
–    Parco Nazionale Marittimo di Zante (GRECIA)
–    Centro Comune di Ricerca – Istituto per la Protezione e Sicurezza del Cittadino – JRC (EU)
–    NATO Undersea Research Centre – NURC (NATO)

Il Caso COSTA CONCORDIA
La simulazione, effettuata sulla base di un modello matematico originale, è stata sviluppata dal partner CIMA e costituisce una delle funzioni del Sistema Informativo Marino sviluppato dal CNR-ISTI.
La simulazione prevede uno scenario con continuo rilascio di combustibile dalla nave (0,014 m3/s) nel corso di due giorni, dove vento e moto ondoso costituiscono le forze che guidano il processo.
Si presume che tutto il carburante fuoriesca a livello della superficie dell’acqua.
L’errore attuale assunto è circa il 15%.
Le particelle di combustibile che raggiungono la riva vengono di nuovo riversate in mare invece di essere sottoposte a spiaggiamento o scomparire.
Questo è giustificato dalla particolare conformazione costiera del Giglio, di tipo roccioso, ma si è anche assunto un approccio conservativo con riferimento alla quantità di sostanze in circolazione, che rimane sempre la massima possible.
I processi di evaporazione, emulsificazione etc. non sono considerati per fornire un dato rapidamente in quanto il modello completo prevede un tempo di calcolo consistente (già in fase di sviluppo).

Ecco il link alla simulazione del Cnr http://mx.isti.cnr.it/attachment_saving/01OB4NLRRLTCHMAGJH.gif

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