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Concordia: Costa sapeva degli inchini. Test tossicologici Schettino: negativi

Era parso chiaro sin da subito che la Costa Crociere fosse al corrente della pratica dell’«inchino», che i suoi comandanti facevano davanti a isole e località marinare italiane. Lo si evinceva anche nel sito della Costa. Ora, dagli interrogatori degli ufficiali della Costa Concordia, risulta evidente che detta pratica era addirittura pianificata tra il comando di bordo e la sede della società. La Costa Crociere, inoltre, era stata avvertita immediatamente dopo l’impatto con gli scogli de “le Scole”,  che la situazione era gravissima. Eppure ci sono voluti 75 minuti prima di dare l’abbandono della nave. Sempre secondo gli ufficiali di bordo, interrogati dalla procura di Grosseto, incaricata dell’indagini sul naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio, la posizione dove si trova arenata la nave, davanti al porto, è del tutto casuale: quindi nessuna manovra del comandante per evitare gravi perdite di vite umane in alto mare, ma semplicemente il “lavoro” delle correnti marine e tanta fortuna, hanno evitato che il bilancio delle vittime, al momento 13 accertate, potesse essere di gran lunga maggiore. I motori della Costa Concordia hanno cessato la loro attività appena dopo l’impatto con gli scogli, quando l’acqua ha invaso la zona macchine. Il personale della sala macchine aveva avvisato il comando nave che l’imbarcazione non avrebbe potuto reggere al galleggiamento, in quanto 5 compartimenti erano già quasi totalmente allagati e la nave può rimanere in posizione normale se al massimo fossero 3 i compartimenti interessati.  Adesso emerge anche palesemente il coinvolgimento della società, che  però smentisce queste dichiarazioni. Sarà la procura di Grosseto a far luce su questi particolari: probabile, già in settimana, che i vertici della Costa Crociere siano ascoltati dal pm, per appurare la posizione dell’armatore. Intanto si apprende che i test tossicologici effettuati al comandate della nave Schettino, hanno dato esito negativo. Nessun uso di droga

Intanto continuano le ricerche dei dispersi
Ieri è stato ritrovato il corpo di una donna, il tredicesimo dal momento del disastro. Gli uomini incaricati delle ricerche, lo hanno ritrovato nella zona del ponte 4 a poppa della nave. In questi giorni abbiamo assistito al valzer del numero dei dispersi. Adesso si parla di 24 persone mancanti all’appello, secondo i libri ufficiali di bordo. Ma c’è un affermazione del prefetto Gabrielli, Commissario per l’emergenza al Giglio, che fa emergere un altro aspetto inquietante della vicenda: la possibilità di clandestini a bordo. Da una nota della protezione civile si legge: “Durante la conferenza stampa di questa mattina, il Commissario Delegato per l’emergenza nave Costa Concordia ha ricordato che il numero dei corpi ritrovati all’interno della nave, ma non ancora identificati, non può essere automaticamente sottratto dal conteggio dei dispersi, perché non c’è la certezza che le persone non identificate siano presenti nell’attuale elenco dei dispersi. Il Commissario ha reso noto che si è in attesa di ricevere comunicazione formale da parte delle autorità diplomatiche ungheresi in merito alla scomparsa di una donna il cui nome non compare nella lista dei passeggeri. La famiglia della donna avrebbe segnalato, tuttavia, la sua presenza a bordo della nave al momento dell’incidente e l’attuale esito negativo dei tentativi di rintracciarla.

Situazione rischio ambientale
L’Arpat (l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Toscana), effettua giornalmente dei test nelle acque circostanti il relitto della nave Concordia e al momento non si registrano fuoriuscite di idrocarburi. Rilevata invece la presenza di detersivi e disinfettanti, ma in percentuali che, sempre secondo l’agenzia, non destano particolare preoccupazione.
Per quanto concerne la rimozione dai serbatoi della nave delle oltre 2.300 tonnellate di carburante dell’imbarcazione, dovrà essere presa una decisione nella giornata di oggi, durante la riunione del Comitato tecnico scientifico.

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