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Blocco TIR: protesta si estende dalla Sicilia anche alle altre regioni italiane

Il fermo nazionale dell’autotrasporto è iniziato. I TIR sono fermi dalla mezzanotte. Assemblee di camionisti e blocchi sono stati decisi in diverse regioni d’Italia.

Ci siamo la protesta dei TIR si estende dalla Sicilia anche alle altre regioni italiane.

Primi disagi si avvertono nel Lazio dove stamani chiusi già due caselli sulla A1, Frosinone e Anagni. TIR e camion fermi anche ai caselli di Ceprano, Cassino e San Vittore che restano però, ancora aperti. Blocchi si registrano anche in Campania, a Nola, Palma Campania e sulla Statale 7bis. Primi disagi si avvertono in  Puglia per i presidi in corso agli svincoli di entrata e uscita dell’autostrada A/14 e A/16 e delle principali strade statali come la SS371, SS7 di Taranto, SS106 Jonica e sulla SS 100 Taranto-Bari. Altri blocchi si registrano in Abruzzo, in particolare al casello Città Sant’Angelo-Pescara Nord, e nelle Marche. Presidi segnalati anche in Val Di Sangro, mentre in Emilia l’uscita di Forlì è chiusa in entrambe le direzioni. Disagi e blocchi anche in Lombardia dove si registrano problemi di circolazione sulla A4 e il casello di Bergamo dell’autostrada è chiuso, mentre si registrano forti disagi a quelli di Seriate e Dalmine. Disagi anche in Liguria forti rallentamenti alla convergenza tra l’autostrada A7 Genova-Milano e l’A10 dal capoluogo Ligure a Ventimiglia.  Per ora polizia e carabinieri si limitano, come sempre in questi casi, a monitorare la protesta degli autotrasportatori. La protesta, da oggi fino al 27, era stata decisa nei giorni scorsi contro la mancanza di provvedimenti certi del governo sulla disciplina del settore come applicabilità dei costi minimi, tempi di pagamento e certezza del credito e sugli aumenti dei costi  come gasolio, autostrade e assicurazioni.

Come prima conseguenza di questo blocco di certo nei prossimi giorni si registrerà che i distributori di carburante rimarranno a secco e poi, toccherà a tutti gli altri esercizi rimanere a secco di merce. La gente soffrirà per questi disagi, lo stato forse rimarrà inerte e poi, scenderà a patti con queste persone che con la loro protesta mettono in ginocchio un intero Paese.

E’ stato così nel dicembre del 2007 e sarà di certo così anche questa volta.

Ferdinando Pelliccia

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