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Costa Concordia – Giglio: riprese le ricerche. Nuovi particolari su incidente

Sono riprese questa mattina all’alba, le ricerche dei dispersi della Costa Concordia, la nave della società Costa Crociere, incagliata sugli scogli dell’isola del Giglio da venerdì sera, quando intorno alle 21,30 ha urtato uno scoglio sporgente che ha aperto sulla chiglia della nave uno squarcio di 70 metri, per poi arenarsi davanti al porto del Giglio. E’ sempre più una corsa contro il tempo, perché più passano le ore e meno probabilità ci sono di trovare vivi ancora eventuali superstiti, che potrebbero essere bloccati all’interno della nave; ricordiamo che l’imbarcazione è per metà coperta dall’acqua, perché poggiata su di uno scalino con un fondale di 38 metri di profondità, sul fianco destro. Preoccupano anche le condizioni meteo: risultate favorevoli nei giorni scorsi, subiranno un peggioramento e l’apprensione maggiore è che l’imbarcazione possa lentamente scivolare da quel gradino in cui si trova al momento e cadere dove il fondale è alto più di 70 metri, facendola inabissare del tutto, rendendo così impossibile un eventuale salvataggio di superstiti e creando dei grossi problemi ambientali, in quanto la nave contiene ancora 2.400 tonnellate di carburante nei serbatoi. Per quanto riguarda il numero di dispersi, sembra incredibile, ma a 4 giorni dal momento del disastro, non è ancora chiaro effettivamente quanti siano: si parla di 29 persone, ma non è ancora possibile avere la certezza, in quanto successivamente all’evacuazione della nave, trovandosi senza documenti, i passeggeri hanno dichiarato le loro generalità a voce, qualcuno dunque potrebbe essere sfuggito alla conta o essersi allontanato senza dare le proprie generalità, soprattutto i passeggeri stranieri.  Intanto si tenta di ricostruire la dinamica dell’incidente. Mentre scriviamo, il comandante della nave, Francesco Schettino, è interrogato dagli inquirenti nel carcere di Grosseto per l’udienza di convalida del fermo, dove si trova da lunedì scorso. La sua posizione si aggrava ulteriormente. E’ accusato di omicidio plurimo colposo, disastro e abbandono della nave. C’è una strana ricostruzione che circola, su come la nave sia finita in secca davanti al porto: il comandante ha dichiarato che dopo l’impatto con lo scoglio, la navigazione è continuata fino ad un punto in cui, resosi conto che la nave imbarcava acqua, ha potuto effettuare una manovra di 180 gradi per tornare indietro e dirigersi verso il porto, in modo da far arenare la nave in punto dove non poteva affondare del tutto e salvare molte vite umane; adesso secondo altri racconti, la nave non poteva fare quella manovra, perché aveva i motori della sala macchine completamente allagata, quindi non funzionanti. L’imbarcazione sarebbe arrivata li dove si trova adesso, spinta dalla corrente. Possibile che una nave di tale stazza, possa essere arrivata da sola, spinta dalla corrente, proprio in quella zona? Sarà la magistratura a stabilire anche questo particolare, che appare un po’ fantascientifico.

Le immagini e il video, sono state effettuati dalla Capitanerie di porto – Guardia Costiera

La telefonata tra il Comandante Schettino e la Capitaneria di Porto (Vada a Bordo è un ordine!)

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