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Soldati francesi uccisi in Afghanistan. Juppè: un assassinio incomprensibile e inaccettabile

Erano tutti disarmati e non indossavano nemmeno i giubbetti antiproiettile i militari francesi uccisi stamani da un soldato dell’esercito afghano. Il militare di Kabul ha aperto il fuoco su di loro uccidendone 4 e ferendone altri 15. Il particolare emerge da una comunicazione fatta alla stampa dal ministro francese della Difesa, Gerard Longuet che ha definito l’atto un assassinio. Per Longuet i militari francesi è come se fossero stati letteralmente giustiziati dal militare afghano. “Non sappiamo ancora se questi fosse un talebano infiltrato o qualcuno che ha deciso di compiere questo atto per motivi che ancora non sono chiari”, ha spiegato il ministro francese della Difesa.

In giornata i Talebani per bocca del loro portavoce, Zabiullah Mujahid pur non rivendicando la paternità del gesto, hanno lodato  il gesto e il
militare afgano che per loro ha mantenuto alto l’onore dell’Afghanistan e dell’Islam definendolo  un ‘soldato afghano patriota’.

L’episodio che ha visto soldati francesi uccisi da un militare afghano è solo l’ultimo di una lunga serie.

Per i francesi si tratta della seconda volta. La prima è stato nel dicembre 2011 quando ad essere uccisi furono 2 due soldati della Legione straniera nell’est del Paese.

Gli attacchi di militari locali o infiltrati dei talebani alle truppe delle forze internazionali sono da sempre un ‘pericolo’ e dal 2009 sono in aumento in Afghanistan coinvolgendo un po’ tutti i Paesi della coalizione internazionale. Nel gennaio 2011 in uno di questi episodi venne ucciso anche un militare del contingente italiano, l’alpino Luca Sanna. In quell’occasione si trattò di un infiltrato talebano con indosso una divisa dell’esercito.

Attacchi che sono da un lato la dimostrazione del dilagare di sentimenti anti-occidentali all’interno delle forze afghane e dall’altro la prova che i Talebani hanno tranquillamente infiltrato loro uomini nelle forze di sicurezza afghane.

Man mano che passa il tempo emergono sempre più particolari sul vile attentato compiuto stamani contro i soldati francesi del contingente militare Nato.

Il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè ha annunciato che il bilancio dell’attacco è per ora di 4 morti e 15 feriti, di cui 8 gravi. I soldati francesi sono stati attaccati mentre erano impegnati in un allenamento sportivo all’interno della base militare di Gwam, nella zona di Tagab nel sud della zona controllata dalle forze francesi e dove si trovano dei cooperanti afghani e degli istruttori francesi.

Ora la Francia chiede garanzie credibili sulle procedure di reclutamento nell’esercito afghano per evitare episodi come quello di questa mattina. In caso contrario Parigi accelererà il ritiro delle sue truppe dal Paese asiatico che per ora resta fissato per la fine del 2013. L’episodio avrà comunque influenza sull’Exit Strategy. Il presidente Sarkozy ha chiesto infatti, una revisione delle condizioni in cui operano i militari francesi in Afghanistan e sulla possibile accelerazione del ritiro dei militari francesi.

Comunque sia la Francia, prima di prendere una decisione sul mantenimento del proprio contingente in Afghanistan, aspetta il rapporto del ministro della Difesa, Longuet, e del capo di stato maggiore delle forze armate, ammiraglio Edouard Guillaud, inviati immediatamente da Sarkozy in Afghanistan per ricevere notizie precise sull’accaduto.

Il presidente afghano, Hamid Karzai  si è detto profondamente rattristato per quanto accaduto ed ha presentato le sue condoglianze al
presidente francese, ai famigliari delle vittime e al popolo francese. In un comunicato Karzai ha sottolineato le relazioni storiche fra i due Paesi e
ricordato che la Francia è stata generosa nel fornire all’Afghanistan una assistenza ampia nell’ultimo decennio.

Per il 27 gennaio prossimo è prevista a Parigi la firma di un trattato di cooperazione e amicizia fra i due Paesi. In quell’occasione i capi di stato dei due Paesi, Nicolas Sarkozy e Hamid Karzai, potranno confrontarsi e discutere.

Ferdinando Pelliccia

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