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Diritto di Famiglia: Separazione “Civile”?

Dalla mia esperienza di avvocato e, perchè no, anche di donna, ho potuto costatare quanto sia difficile , in tema di separazione tra coniugi , far sì che questa sia civile tanto sotto il profilo giuridico, quanto sul piano meramente personale.
Di fatto bisogna muovere dal principio che difficilmente, anzi raramente, le parti possano addivenire contemporaneamente alla conclusione che sia arrivato il  momento di sciogliere il vincolo; molto spesso accade che ci si renda conto che il progetto di vita comune nel quale si era investito non si è realizzato o semplicemente non corrisponda a quelle che sono gli attuali desideri ed esigenze. In realtà, dovremmo pensare a ciascuno di noi come esseri in divenire, non sarebbe neppure auspicabile che si rimanesse immutati dai 20 ai 60 senza subire alcuna evoluzione.
Sarebbe giusto che, preso atto, non del fallimento  (smettere di credere in un progetto non vuol dire aver fallito), ma delle proprie mutate necessità o aspirazioni, si potessero separare le proprie strade senza rancori o acrimonia, così come avviene con gli amici cari quando le scelte di vita creano distanze fisiche, ma non la fine dell’affetto.
Nel rapporto matrimoniale, invece, nella maggior parte dei casi la decisione di porre fine ad una convivenza forzata, svilente, limitante, senza giungere a motivazioni ben più gravi, viene vissuta da uno dei due coniugi come un’onta e, nonostante l’insoddisfazione derivantegli dal matrimonio , questi si intestardisce e preferisce crogiolarsi in uno stato  di malessere e frustrazione perenni, poiché vive la richiesta di libertà del partner come disprezzo e rifiuto della propria persona. E’ da questa ferita all’amor proprio, che scaturisce “l’inciviltà ” delle separazioni personali tra coniugi.  L’astio e le ripicche porteranno, ineluttabilmente, a rivalersi sotto il profilo giuridico, dando luogo a battaglie legali.
Credo, tanto da avvocato che da donna, che questa sia la vera sconfitta, perché il vero rischio è che si spazzino via anni di affetto, si cancelli tutto quello che si è costruito: questo è il vero fallimento.
Ovviamente a questo punto ci si troverà  di fronte ad un’infinita serie di situazioni che si potranno  venire a creare sia sotto l’aspetto giuridico che quello umano, risulta evidente come non  mi piaccia scindere i due aspetti, credo infatti che la strada del buon senso vada percorsa unitamente alla via giuridica, la sola questa, che ci consentirà di rendere legale la separazione.
In attesa che mi vengano posti dei quesiti specifici in materia di Diritto di  Famiglia e Legislazione Minorile, in questa rubrica tratterò delle  problematiche più comuni e degli aspetti pratici  in tema di Separazione tra coniugi.

Maria Palumbo
Avvocato specializzato in legislazione minorile
Foro di Taranto

Per i tuoi quesiti scrivi a: avvocatodifamiglia@liberoreporter.it

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