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Istat: italiani popolo di poltroni il 39,8% è sedentario

Con le statistiche pubblicate nel rapporto 2012 ‘Noi Italia’, giunto ormai alla sua quarta edizione, l’Istat come sempre ha offerto un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali dell’Italia, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Un lavoro svolto per aiutare a capire il Paese in si vive.

Il rapporto è stato reso noto oggi e da esso  per esempio emerge che in Italia nel 2011 le persone di 3 anni e più che praticano sport sono 18 milioni e 800 mila pari a circa un italiano su 3. Di questi poi, il 21,9 per cento in modo continuativo e il 10,2 saltuariamente.

Mentre i sedentari sono 23 milioni e 300 mila, pari al 39,8 %.

Pur non praticando sport 16,2 milioni di italiani svolgono un’attività fisica pari al 27,7 %.

L’analisi temporale mette in luce un aumento della propensione alla pratica sportiva dal 26,8 per cento del 1997 al 32,1 per cento del 2011.

L’analisi territoriale mostra come i livelli siano più elevati nel Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno le quote sono in genere inferiori alla media nazionale.

Gli italiani che praticano sport sono oltre il 40,4 % nel Nord-est,  il 38 % nel Nord-ovest e il 32,4 % nel Centro  e meno del 23% nel Mezzogiorno. Tutto
questo riflette anche una diversa disponibilità di strutture organizzate.

Il fanalino di coda è il Mezzogiorno  con meno di un quarto della popolazione di 3 anni e più che pratica sport. Le regioni con la più bassa quota sono la Campania e la Puglia, rispettivamente con 19,4 e 20,7 %, mentre Sardegna e Abruzzo mostrano livelli di pratica decisamente superiori rispetto alla ripartizione di appartenenza con 32,2 e 30,3 %.

Con l’aumentare dell’età diminuisce anche l’impegno sportivo e aumenta l’interesse per le attività fisiche.

Lo sport è un’attività tipicamente giovanile.

Le quote più alte di sportivi si riscontrano nei maschi della fascia di età tra gli 11 e i 17 anni pari a circa il 70 % e nelle femmine della fascia di età
tra gli 11 e i 14 pari al 62,5 %.

Un confronto questo tra i sessi che mostra una dedizione allo sport più accentuata tra i maschi in media pari al 38,6 per cento contro il 25,9 per cento delle femmine in tutte le fasce di eta’ ad eccezione dei giovanissimi, 3-5 anni, quando le quote di praticanti si equivalgono tra bambine e bambini.

Le differenze di genere sono successivamente a favore dei ragazzi con divario massimo tra i 20 e i 24 anni pari a circa 24 punti percentuali e si attenuano successivamente al crescere dell’età.

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