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Blocco Tir. Sicilia: la testimonianza di una siciliana

“Ore 13.00 circa, passaggio dalla Circonvallazione di Catania. In soli 3 km di strada percorsa fino ad  Ognina, qualcosa come 3 o 4 macchine ferme per mancanza di carburante. E non c’è proprio nulla da ridere.”  Sono queste le parole con cui esordisce una testimonianza scritta che ci è giunta dalla Sicilia. A scriverci una siciliana che racconta: “Siamo già al quinto giorno di protesta per l’aumento del costo della benzina, che mette in ginocchio tutta la Sicilia. Autotrasporti e agricoltori,  sono scesi tutti insieme per strada a protestare contro  l’enorme aumento del carburante arrivato a quasi 2 euro a litro. Hanno bloccato autostrade e strade statali. Molte delle stazioni di rifornimento hanno i serbatoi completamente asciutti. E’ una corsa all’ultimo litro, quella che si scatena in giro per le strade siciliane. Auto e motorini fermi perché nei serbatoi hanno consumato l’ultimo quarto di benzina ed ora sono posteggiati lì, nei garage in attesa di una ripresa. Uomini e donne che affrontano chilometri per giungere al posto di lavoro e a causa di questo disagio c’è il rischio che possano avere conseguenze molto serie, che ricadranno sul lavoro e sulla situazione familiare.
E’ una Sicilia che cade in ginocchio, grida e soffre sotto gli occhi della nazione e del governo italiano.

E quello che si domandano i siciliani in questo momento è: dov’è il nostro governo? Cosa ha intenzione di fare? Ha intenzione di rimanere fermo a guardare o di agire e sbloccare la situazione, facendo tornare tutto alla normalità? L’Italia vuole aprire gli occhi e sapere cosa succede qui al Sud? Si spera e si prega Dio affinché tutto abbia fine e torni alla normalità”.

Muriel Ilaria Giannini

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